sabato 21 novembre 2009

Rettifica per la stampa

La Stampa di oggi ha riportato che ieri al Consiglio provinciale di Siena il Gruppo PRC-CI ha votato contro le misure anticrisi, siccome non è così, inviatiamo a leggere quanto segue: Il Gruppo PRC-CI in Consiglio Provinciale di Siena relativamente alle misure anticrisi presentati dalla Giunta ed a tutti gli Ordine del Giorno inerenti l'argomento presentati dai vari Gruppi, non ha partecipato al voto per il seguente motivo: Il Consiglio Straodinario (da noi proposto) si è trasformato in ordinario per responsabilità dei Gruppi del PdL e della maggioranza che hanno reso il documento della Giunta non emendabile per cui in aula ognuno ha votato il proprio compitino. Quindi la scelta era dire si o no e siccome, per quanto ci riguarda, in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo a causa della crisi economica soprattutto chi è senza lavoro e le famiglie in difficoltà con mutui e figli a scuola, si doveva fare ogni sforzo per fare un documento che riusciva a rispondere a tutte le emergenze provinciali. Così non è stato, perchè si è rifiutato il confronto, per cui il nostro Gruppo ha fatto le sue proposte, ha preso atto delle proposte degli altri e non ha partecipato al voto.

venerdì 20 novembre 2009

Il prossimo Consiglio Provinciale del 25 Novembre

Si discuterà una mozione sull'Università di Siena: cosa fare per uscire dalla crisi. Intanto bisognerebbe capire come mai in questi anni nessuno si era reso conto che l'Università aveva un buco di 300 milioni di euro, come mai i dirigenti che guadagnano un sacco di quattrini non sono mai responsabili e come mai nelle crisi pagano sempre i più deboli? In questo caso: gli sudenti, i ricercatori precari, i lavoratori!

mercoledì 18 novembre 2009

La crisi per chi?

Se una settimana fa i Parlamentari si sono aumentati lo stipendio da 17915 a 19150 euro al mese, se le banche hanno aumentato gli utili, se i dirigenti ricevono ancora ricchi stipendi e ricchi premi di produttività, perchè chi guadagna meno di 1000 euro mese o non guadagna per niente non si deve incazzare e pretendere di stare meglio?

venerdì 13 novembre 2009

Bufera nel PD e nel PdL di Chianciano

COMUNICATO STAMPA Nello spazio di qualche giorno la Giunta di centrosinistra di Chianciano perde uno dei suoi principali esponenti, la dott.sa Bianchi e nel contempo il centrodestra perde il suo leader: l’ex ministro Guidi Sulle dimissioni di Guid,i come avevo già detto nel corso della campagna elettorale, erano ampiamente prevedibili nel momento in cui il centro desta è stato sconfitto. Si sapeva bene che quella candidatura era uno specchietto per le allodole, un candidato prestato al centrodestra nel tentativo di vincere che in caso di sconfitta se ne sarebbe andato. Per quanto riguarda la dott.sa Bianchi, le sue dimissioni destano più stupore e certamente indeboliscono una maggioranza che su questo nome aveva puntato come segno di rinnovamento. Questi segnali di crisi non sono per noi di Rifondazione Comunista e della lista Comunista, motivo di soddisfazione. Restiamo invece preoccupati per la situazione economica e sociale della realtà di Chianciano, rispetto alla quale continuiamo a non vedere da parte dell’amministrazione risposte adeguate. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di partire dalle terme per rilanciare un progetto di sviluppo che facesse delle risorse naturali e paesaggistiche di Chianciano, il punto di forza per una ripresa economica e sociale. A questa amministrazione chiediamo che si dia una mossa e che ripaghi la fiducia ricevuta dalla maggioranza dei cittadini con un impegno concreto per rispondere a queste esigenze. Gianluigi Pegolo

lunedì 9 novembre 2009

Il PRC ed il PdCI esprimono preoccupazione e dubbi per le dimissioni dell’Assessore alle attività produttive. Dopo appena sei mesi la Giunta, presentata come una squadra forte ed innovativa, perde proprio la Dott.ssa Bianchi, che doveva significare lo scatto in avanti di una classe dirigente ormai vecchia e satura dal contesto statico e stagnante della crisi della politica ed inefficace rispetto alla deriva economica diventata insopportabile per tutti. Purtroppo, con queste dimissisioni si conferma che il richiamo alla partecipazione ed al ricambio della classe dirigente rimane scritto solo nei programmi elettorali e non viene mai realizzato concretamente. Infatti il 100% dei componenti della Giunta ritorna ad essere rappresentato solo da ex amministratori. Il PRC da “Settembre 2003” denuncia apertamente il progetto scellerato e condiviso dai vertici del Centro-Destra e del Centro-Sinistra basato sulla rinuncia alla elaborazione di un piano industriale con al centro il termalismo come risorsa fondamentale per la ripresa di Chianciano. I partiti che governano e soprattutto il PD non possono far finta di nulla continuando a delegare l’esecutivo sulle responsabilità politiche della città. Auspichiamo, quindi, che si faccia chiarezza al più presto, aprendo un serio e costruttivo confronto con la città e con i suoi abitanti. I Comunisti esprimono contrarietà ad elezioni anticipate, perché aumenterebbero la confusione e l’incertezza e non sarebbe certo il PdL a poter risolvere i problemi del paese, visto il fallimento della lista Guidi e come è finito il paventato bene che gli attuali ministri del Centro-Destra, dovevano fare per Chianciano. E’ urgente che il Consiglio Comunale decreti lo Stato d’emergenza e chieda l’intervento del Governo, della Regione e della Provincia, per un sostegno ai disoccupati, alle famiglie ed alle imprese in difficoltà e si definisca un Piano che metta in stretto collegamento le Terme, l’Assessorato regionale alla Salute e le università toscane che attraverso la ricerca e lo studio dovranno concorrere a definire il rilancio dell’identità termale. Sperando che le dimissioni non siano state stimolate per legittimare una covante “restaurazione” allo scopo di consolidare il mantenimento della situazione esistente e la definitiva rinuncia alla ripresa di Chianciano come stazione termale. Partito della Rifondazione Comunista Partito dei Comunisti Italini Chianciano Terme

martedì 27 ottobre 2009

Centrale a biomasse di Gallina: cosa c'entra con la Valdorcia?

Il Gruppo consiliare PRC-CI della provincia di Siena, si dissocia dalla decisione dell’Amministrazione provinciale e del Sindaco di Castiglione d’Orcia di non partecipare all’incontro pubblico organizzato dal comitato civico di Gallina, secondo noi, infatti è doveroso ascoltare le richieste e le preoccupazioni espresse dai cittadini. Inoltre siamo sconcertati dal fatto che gli amministratori “confermano la validità del progetto perché non ci sono elementi di preoccupazione per l’ambiente e la salute pubblica”, mentre il dirigente provinciale ARPAT, intervenuto in assemblea, riferisce che il progetto è stato modificato e l’iter autorizzativo è in fase di approfondimento negli aspetti che riguardano l’emissione atmosferica. La Provincia ed il Comune invece di rifiutare il confronto pubblico dovrebbero attivare immediatamente tutti gli strumenti istituzionali per dare risposte certe ai cittadini. Consideriamo irrispettoso il comportamento delle Amministrazioni competenti nei confronti del Comitato che si è trovato solo a far fronte alle domande ed alle preoccupazioni dei cittadini (oltre 200 persone presenti). Pur sottolineando la professionalità del dirigente Arpat, non possiamo evitare di porci alcune domande: la Provincia ed il Comune non sono al corrente delle ulteriori richieste di Sorgenia o il dirigente non è in linea con la volontà amministrativa? Inoltre se il progetto è stato rielaborato prima ancora di costruire la centrale, quante volte sarà modificato poi? Come si fa a parlare di validità del progetto quando ancora lo stesso è in fase di definizione? In ogni caso noi vigileremo sull’Iter autorizzativo e su quanto necessario per tutelare l’interesse generale, prioritario su qualsiasi iniziativa imprenditoriale. I Comunisti da sempre al fianco della gente della Vald’Orcia sono molto preoccupati della situazione che si sta creando riguardo al futuro di queste terre. Il partito alla guida delle istituzioni, da una parte promuove la Vald’Orcia come patrimonio ambientale dell’UNESCO e dall’altra assiste supinamente allo snaturamento della stessa. Questa mancanza di attenzione e di collegamento con il territorio è confermata dal fatto che ultimamente questa terra è diventata teatro di cattivi odori provenienti dai campi dove vengono spalmati i fanghi trasportati in Vald’Orcia dai depuratori di tutt’Italia. Fra l’altro se a causa della carenza di organici e di risorse non siamo in grado di controllare la quantità di metalli, diossine, arsenico e piombo che assorbono il terreno e le falde acquifere tramite i fanghi, come si pensa di controllare il quantitativo di ceneri che saranno immesse in atmosfera con l’attivazione della centrale di Gallina!? Che cosa c’entra tutto questo con la Val d’Orcia? Perchè per produrre energia si ricorre ad impianti che rendono appena il 25%, se ricorrendo al fotovoltaico ed all’eolico si avrebbero minor costi in termini di consumi del territorio e maggiore rendimento in termini di produzione energetica (50%)? Come mai la paglia, invece di bruciarla, non si rimette nei campi al posto dei fanghi? E’ più conveniente per i cittadini della Vald’Orcia mantenere l’integrità ambientale e la peculiarità agroalimentare o aumentare il traffico degli autotreni e le emissioni di diossine? Di fronte a questi interrogativi, i politici non possono rifiutare il confronto con i cittadini? Le direttive Europee, le leggi nazionali e regionali attribuiscono ai Sindaci l’obbligo di attivare la partecipazione dei cittadini in materia ambientale. L’Autorizzazione di un impianto che modifica lo stato dell’ambiente non può essere demandato ad un semplice dispositivo dirigenziale con l’attivazione della sola Conferenza dei Servizi (dove partecipano solo tecnici). La politica, quella vera, deve ritornare ad assumere la guida delle istituzioni e deve ritornare ad essere in stretto contatto con i bisogni del popolo.

lunedì 12 ottobre 2009

Consiglio provinciale sulla crisi

Il Consiglio provinciale di stamani ha registrato una buona presenza delle rappresentanze istituzionali, delle categorie economiche, delle banche, dell'Università e dei sindacati. Al dibattio è mancato l'intervento dei Sindaci e dei comitati di crisi. L'impegno preso dal Presidente Bezzini è stato quello di convocare un prossimo consiglio per sintetizzare (possibilmente) un documento che recepisce l'esito del confronto e lo proietti con delle proposte immediate per affrontare la crisi. L'apertura alla nostra proposta di generalizzare il sostegno al reddito sia ai disoccupati che agli inoccupati mi è sembrato un fatto positivo...staremo a vedere...chi ha proposte le faccia!