giovedì 21 ottobre 2010
giovedì 23 settembre 2010
Macelleria dei servizi sanitari e sociali
Esprimiamo preoccupazione per la situazione dell’Ospedale di Nottola:
- Liste di attesa impossibili, per alcune prestazioni sanitarie, i tempi superano i quattro me-si;
- reparti specialistici, come la cardiologia, accorpati ad altri reparti;
Inoltre si parla della smobilitazione di servizi specialistici importanti fra i quali il laboratorio di analisi.
Se a questo aggiungiamo i tagli nella spesa sociale che vengono preannunciati dalla Società della Salute, il quadro che si presenta fa pensare ad una vera e propria “macelleria dei servizi sanitari e sociali”.
Questo quadro denota che siamo davanti ad un fallimento sia della politica del Governo Berlusconi che della Sanità Toscana
Questo fallimento ha prodotto, nell’”Azienda” USL 7, decine di milioni di debiti e disservizi per i Cittadini. In realtà, il mancato controllo pubblico, l’aziendalizzazione della Sanità e la tanto ama-ta menagerialità ha assorbito importanti risorse premiando la dirigenza e penalizzando i servizi.
L’aumento sensibile delle quote sociali a carico dei comuni ed il paventato taglio dei servizi so-ciali conferma le nostre perplessità espresse nel 2004 sulla Società della Salute, altro enorme fallimento della politica sanitaria toscana.
La Valdichiana ha pagato più di altre zone le trasformazioni e gli esperimenti dell’ex assessore regionale Rossi;
Sono state chiuse sei strutture sanitarie per costruire un unico ospedale, che è costato a tutti noi 200 miliardi di lire, il tutto con la promessa di un centro di eccellenza che avrebbe risolto il problema dei cittadini che emigravano in altre strutture sanitarie (Siena, Arezzo, Perugia, Firen-ze ecc..).
In realtà i continui tagli di servizi e di posti letto hanno ridotto questa struttura (una delle migliori in Italia per le sue dimensioni) a piccolo ospedale con pochi servizi e risposte inadeguate!
Ci appelliamo alle istituzioni, alle forze politiche, ai cittadini affinchè vigilino e si mobiliti-no per impedire lo smembramento dei servizi degli Ospedali Riuniti della Valdichiana. Si chiede inoltre alle istituzioni di informare rapidamente la popolazione sulla veridicità de-gli allarmi e su quanto sta accadendo all’Ospedale Nottola.
Piero Cappelli Capogruppo PRC-PDCI al Consiglio comunale di Montepulciano
Antonio Falcone Capogruppo PRC-PDCI al Consiglio Provinciale di Siena
martedì 14 settembre 2010
Comunicato stampa PRC
La notizia apparsa sulla Nazione di Sabato 11 che parla delle vicende interne a Rifondazione Comunista ci appare paradossale per diversi motivi:
Intanto la Nazione, quasi mai, si interessa alle vicende del PRC, non pubblica nemmeno i comunicati stampa, per cui è veramente strano il fatto che conosca perfino le aree interne alla Segreteria provinciale. Inoltre le mozioni congressuali hanno cessato la loro esistenza appena finito il congresso di Chianciano. Nella Federazione di Siena non esistono correnti organizzate che fanno capo a dirigenti nazionali, così come non esiste un’area che fa riferimento a Targetti (citato dalla Nazione). Tutta la Segreteria provinciale sostiene il Segretario Ferrero ed il documento approvato nell’ultimo Congresso nazionale.
Auspichiamo che l’articolo pubblicato sulla Nazione sia solo un refuso della politica estiva dei salotti senesi e che non abbia niente a che fare con l’intervento del PRC nelle politiche e connivenze poco chiare nella nostra Provincia.
Con il presente comunicato si ribadisce che Rifondazione Comunista è impegnata unitariamente nel promuovere ed organizzare l’adesione alla manifestazione nazionale del 16 ottobre, nel contrastare le politiche liberiste e moderate, sia se provengono dal PD che dal PdL che stanno portando il Paese in un baratro economico che grava sulle spalle dei lavoratori e dei più deboli.
Il PRC è impegnato per costruire una forte opposizione di Sinistra che contrasti la deriva anticostituzionale del Paese e nel ridare ai cittadini una rappresentanza proporzionale con una legge dove sia prevista la possibilità di scegliere, con il voto, i propri rappresentanti.
Invitiamo la Nazione e la stampa senese ad occuparsi anche dell’attività politica di Rifondazione Comunista e non solo di vicende interne che non interessano le condizioni economiche e sociali dei cittadini senesi e non rispondono alla verità sui fatti.
La Segreteria PRC
venerdì 3 settembre 2010
Rifondazione Comunista: ''La Tiemme con le sue repliche non fa altro che confermare le contestazioni''
03-09-2010 TRASPORTI TOSCANA | I segratari provinciali di Siena, Grosseto, Arezzo e Piombino val di Cornia di Rifondazione Comunista intervengono sulla diatriba che vede al centro la neonata compagnia di trasporti "Tiemme", che vede riunite in un unico marchio LFI Arezzo, TRAIN Siena, RAMA Grosseto e ATM Piombino. Questa la nota firmata delle quattro segreterie.
"Incredibile Tiemme! Questa nuova società per azioni del trasporto pubblico locale sorta dalla concentrazione delle quattro società preesistenti (LFI Arezzo - TRAIN Siena - RAMA Grosseto - ATM Piombino) a ogni contestazione che le è mossa, replica per confutarla e finisce, sostanzialmente, per confermarla. Nella precisazione diffusa circa i compensi degli Amministratori, sia della nuova Società sia per le Aziende Madri, nega che le cose siano come Rifondazione Comunista asserisce, "diffidandola anche dal diffondere notizie non vere".
In realtà, si afferma che solo il Train Siena (ma visitando il sito Internet di questa società, non si trova niente di tutto ciò, anzi, risulta in carica il vecchio CdA!) ha provveduto a correggere in basso i compensi e che "altrettanto stanno iniziando a fare anche le altre aziende", Quindi, viene confermato che nelle altre (ATM Spa di Piombino, Lfi Spa di Arezzo e Rama Spa di Grosseto) oggi sono erogati ai dirigenti gli stessi compensi ante fusione. Per amministrare cosa, considerando che le vecchie aziende sono svuotate di compiti e ridotte a gestire solo gli immobili?
Inoltre, considerando che sono le singole Province che gestiscono i contratti di TPL in essere, queste lo fanno con rapporti esclusivi con delle SCARL che sono: Siena Mobilità, Rama Mobilità ed Etruria Mobilità perciò a un panorama societario così composito, vanno aggiunte anche quest'ultime, tutte dotate di Presidente, CdA e Direttore d'Esercizio.
Come si vede, la confusione regna sovrana e altrettanto i compensi elargiti! Per evitare illazioni e la diffusione di notizie non vere, la Tiemme e le varie società dicano ai lavoratori e ai cittadini, a quanto ammontano questi compensi e chi ne sono i percettori, soprattutto come intendono realmente muoversi riguardo alle dichiarate semplificazioni societarie e risparmi economici, indicando atti concreti e non enunciazioni di principio.
Intanto prendiamo atto della mobilitazione proclamata dalle Organizzazioni Sindacali, le quali dichiarano che "la Tiemme non è in grado di mantenere gli impegni che sono stati sottoscritti nel verbale che è stato redatto il 15 luglio e non intende garantire gli accordi normativi di secondo livello...". Rifondazione Comunista sarà dalla parte dei lavoratori nella difesa dei livelli occupazionali e del diritto alla mobilità dei cittadini, lottando contro i tentativi di privatizzazione che è portata avanti in maniera così palese e spregiudicata".
lunedì 2 agosto 2010
Alta Velocità regionale a chi serve?
Siamo preoccupati per le tesi, espresse in un comunicato stampa a seguito di un incontro nella festa de l'unità di Chiusi, tenuto dall'Assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao. Pur consapevoli dei tagli del Governo, ci stupisce come “già” si possano quantificare in 200 milioni i tagli che la Regione dovrà fare per il settore dei trasporti. Un Amministratore quando parla ai cittadini prospetta delle soluzioni, in questo caso, i Rappresentanti regionali e provinciali anticipano addirittura il governo ancora prima che la manovra economica sia approvata. Occorrono valutazioni approfondite del rapporto costi-benefici anteponendo alle scelte la salvaguardia del territorio, delle risorse economiche ed ambientali e l’interesse generale delle future generazioni. Ci preoccupa quando l'Assessore annuncia che con la manovra salterà l’acquisto di nuovi treni, e soprattutto quando afferma che bisogna pensare all'alta velocità regionale. Ci aspettavamo un impegno per rilanciare il nodo ferroviario di Chiusi, magari proponendo una fermata a Montallese, più fermate Intercity ed il potenziamento delle tratte minori. Eliminare fermate intermedie a vantaggio di una velocità piu' sostenuta tra Chiusi e Firenze, significa continuare la politica scellerata del governo Berlusconi, creando disagi ai cittadini, agli studenti, ai lavoratori ed alle persone piu' svantaggiate. Il mito di una grande ferrovia ad alta velocità, con la patente di un europeismo che da anni perpetua ill modello di sviluppo consumista ha abbagliato sia i governi di centro-destra che quelli di centro-sinistra. In realtà non è altro che l’effetto di una martellante propaganda orchestrata dai poteri forti, tutti interessati ad entrare in un grande affare che, come ci dimostra la crisi di questi anni, sta portando lacrime e sangue in tutto il mondo e non sviluppo e modernità come promesso. A nostro avviso occorerebbe prendere atto del fallimeto dell'alta velocità e proporre soluzioni consone alle caratteristiche del nostro territorio. Pertanto riteniamo di nessuna utilità penalizzare le stazioni ferroviarie, intermedie come quella di Chiusi, dove proprio l’Alta Velocità sta mettendo in discussione i collegamenti ferroviari con Roma e Firenze e soprattutto le tratte intermedie per Siena, Arezzo e Terontola. Siamo convinti che occorre l’impegno di tutti ed in primo luogo dell’Assessore alle infrastrutture per rilanciare il ruolo della nostra Stazione che rappresenta una grande risorsa per la mobilità di un vasto territorio, legata alle attività turistiche, lavorative, sanitarie, termali e di studio. Quindi da un lato, forte opposizione contro il Governo e contro i tagli e dall’altro grosso impegno della Regione verso queste zone, auspicando che il nuovo Assessore avvicini i problemi della Valdichiana a Via Cavour e non viceversa.
Deborah Lia - Responsabile Rifondazione Comunista di Chiusi
Antonio Falcone - Responsabile Rifondazione Comunista della Valdichiana
sabato 24 luglio 2010
Pedaggio Firenze-Siena
Il consigliere provinciale Antonio Falcone precisa che il Gruppo PRC-Comunisti Italiani è nettamente contrario all’introduzione del pedaggio sulla Firenze-Siena previsto dall’art. 15 della Legge 78 ed immediatamente applicato dall’ANAS e dal Ministro Mattioli. Precisa, inoltre di avere votato favorevolmente all’OdG presentato dai gruppi di maggioranza del Consiglio Provinciale che condannava il balzello in questione.
Pertanto le notizie apparse sulla stampa, che come al solito pur non essendo presente ai lavori del Consiglio, pubblica le notizie inesatte e/o distorte da una parte dalla confusione dell’aula e dell’altra dalla volontà di parlare delle forze di opposizione solo come e quanto fa comodo censurandole quasi sempre, come nel caso di Rifondazione e dei Comunisti Italiani, sugli aspetti importanti e di merito. Del resto l’intervista rilasciata dal Consigliere Falcone per l’emittente locale Canale Tre, unica testata presente al Consiglio, evidenzia chiaramente quale sia la posizione dei Comunisti riguardo a questo balzello che colpisce soprattutto i lavoratori ed i pendolari che utilizzano quella strada per recarsi al lavoro. Basta che chi ha pubblicato questa notizia vada a guardarsi l’intervista.
Con l’occasione il Gruppo PRC-PDCI ribadisce la necessità della messa in sicurezza della strada in questione perchè non presenta nemmeno le condizioni di sicurezza più elementari come la larghezza delle carreggiate e figuriamoci se si possa giustificare un balzello ingiusto ed iniquo che serve solo a dimostrare l’incapacità del Governo del paese e l’inefficienza delle forze di opposizione presenti in Parlamento, che invece di dare notizie inesatte alla stampa, dovrebbero essere impegnate ad organizzare una forte opposizione contro la manovra del Governo che, come al solito, colpisce i deboli ed i lavoratori, lasciando intatti i patrimoni e la finanza.
Antonio Falcone
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