mercoledì 10 novembre 2010
Mozione 2M/2010“Noppaw Campaign (NObel Peace Prize for African Women)”
Premesso che
- Il ruolo attivo delle donne ha una portata vastissima nei paesi in via di sviluppo nei diversi settori dell’azione economica, politica e sociale, ad esempio nel credito e nelle attività economiche rurali;
- Sono le donne in Africa che reggono l’economia familiare nello svolgimento di quell’attività,soprattutto di economia informale, che permette ogni giorno, anche in situazioni di emergenza, il riprodursi del miracolo della sopravvivenza.
- Le donne da decenni sono protagoniste nella microfinanza: dalle storiche tontine dell’Africa occidentale, fino alle forme più elaborate di microcredito in tutte le parti del continente;
- Le donne africane stanno svolgendo un ruolo sempre crescente nella definizione e nella ricerca di forme autoctone di sviluppo economico e sociale, attraverso l’organizzazione capillare delle attività economiche e sociali nei villaggi.
- Le donne in Africa stanno svolgendo un ruolo sempre crescente nella difesa della salute, soprattutto contro il morbo dell’HIV e della malaria. Sono loro che svolgono spesso formazione sanitaria nei villaggi. Sono i gruppi organizzati di donne che si stanno impegnando contro pratiche tradizionali dell’infibulazione e della mutilazione genitale.
- Sono le donne africane, infine, che riescono a organizzarsi per lottare per la pace e a mantenere la vita anche nelle situazioni più tragiche, in un impegno politico spesso capillare e non riconosciuto. Molto spesso con il rischio di subire violenza e sopraffazione.
- L’Africa oggi può sperare nel proprio futuro soprattutto a partire dalle donne comuni, quelle che vivono nei villaggi o nelle grandi città, in situazioni spesso di emergenza, e di cui le donne che sono emerse, sia nella politica;
Rilevato che:
- In occasione dell'Assemblea nazionale degli Enti Locali per e con l'Africa, diverse associazioni hanno lanciato una campagna perché venga attribuito il Premio Nobel per la Pace alle donne africane;
- Questa proposta nasce a partire dalla constatazione del ruolo crescente che le donne africane hanno acquisito nella vita quotidiana dell’Africa, tanto da essere definite “la spina dorsale del continente africano”;
Considerato che:
- La campagna del “NOPPAW” (NObel Peace Prize for African Women) è stata elaborata da
associazioni italiane ed africane riunite in occasione di un'assemblea tenutasi a Dakar in Senegal a cura del CISPI (Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale) e dall'Associazione “Chiama l'Africa;
- Diverse associazioni europee ed africane e svariate personalità sia italiane che estere hanno già dato la loro adesione alla campagna;
- La provincia di SIENA da sempre è impegnata nel promuovere la solidarietà internazionale sia nei confronti dell'Africa che di altri continenti;
Il Consiglio provinciale delibera:
- Di aderire formalmente alla campagna NOPPAW
- Di organizzare almeno un'iniziativa per sensibilizzare la cittadinanza alla campagna e per far conoscere il grande ruolo svolto dalle donne africane, nella difesa della vita e nella costruzione della pace.
- Di organizzare le celebrazioni dell'8 marzo 2011, in occasione della giornata della donna, mettendo particolarmente in evidenza il ruolo delle donne africane.
Il Gruppo Rifondazione – Comunisti Italiani
venerdì 29 ottobre 2010
Disastro all'Università di Siena
Prima di tutto occorre precisare che fino a quanto non ci saranno sentenze definitive tutti gli indagati sono innocenti ed hanno diritto alla difesa.
Inoltre mi sembra doveroso, come rappresentante pubblico, sostenere l'azione della magistratura, della Guardia di Finanza e di quanti ci stanno lavorando, perchè sono chiamati a fare un lavoro difficile e complesso, considerata l'importanza dell'Università (siamo o dovremmo essere in pieno svolgimento delle attività didattiche) ed il clima elettorale di Siena (fra 8 mesi si vota per il consiglio comunale). Le forze politiche inevitabilmente sposteranno nell'ateneo il pianeta molecolare del teatrino. In ogni caso ed indipendentemente di come andranno le cose è sotto gli occhi di tutti la responsabilità politica di tutti i partiti, ma non solo, se non altro per il silenzio con il quale i fatti che stanno venendo alla luce oggi, sono stati avvolti in questi anni.
Colgo l'occasione per esprimere tutta la mia solidarietà e quella del Gruppo che rappresento agli studenti ed ai lavoratori che in un momento come questo sono quelli che subiscono le conseguenze di questo disastro.
Mi appello alla responsabilità degli studenti affinchè non si facciano influenzare da questo teatrino e svolgono le loro funzioni nella massima serenità possibile, che non significa abbassare la guardia.
Il Governo, le istituzioni locali ed i vertici dell’Università hanno l’obbligo di fare fino in fondo il loro dovere per trovare una soluzione immediata e definitiva ai problemi economici ed amministrativi dell’Ateneo.
La storia e la cultura senese ma soprattutto il futuro dei nostri figli non possono essere minate dagli errori e dalle colpe, se ci saranno, dei baronati politici ed amministrativi e da quanti hanno lucrato e speculato sull’Università di Siena.
Ritengo, necessario, che tutte le forze politiche, oltre a fare chiarezza, si assumino le loro responsabilità e rispondono ai cittadini non solo attraverso la richiesta dei consensi ma soprattutto durante lo svolgimento delle loro funzioni di responsabilità.
sabato 23 ottobre 2010
Il futuro di Nottola, luci e ombre durante l'incontro promosso dal PRC
MONTEPULCIANO. Venerdì (22 ottobre), alle 21, presso i locali degli “ex macelli” di Montepulciano, si è svolto l’incontro con i cittadini che i comunisti della Valdichiana hanno indetto per affrontare i problemi territoriali della “sanità” e, più specificatamente, il futuro del monoblocco di Nottola.
Il segretario del Prc di Montepulciano ha introdotto i lavori, cedendo poi la parola a Mauro Paolucci che da anni segue per il Prc la tematica socio-sanitaria nella Valdichiana senese.
Lo stato dell’arte evidenziato dal relatore è risultato estremamente preoccupante e, per di più, essendo oggi particolarmente penalizzato dai tagli del governo, pone all’ordine del giorno una riorganizzazione strutturale del monoblocco; tutto ciò, in un contesto dove la sciagurata aziendalizzazione da una parte e la Società della Salute dall’altra hanno contribuito ai tempi biblici per le liste di attesa, al ridimensionamento di organici conseguente al mancato rimpiazzo a fronte di pensionamenti; per non parlare poi di voci allarmanti su una paventata chiusura del laboratorio di analisi da trasferire alle Scotte di Siena, nonché sulla mancata nomina del primario di cardiochirurgia, quasi con ciò ad ufficializzare il definivo declassamento del monoblocco attraverso un processo di dipartimentalizzazione che centralizza tutto a Siena e precarizza la Valdelsa e la Valdichiana
Al termine della "relazione", stante la gravità e l’importanza dei problemi sollevati. non è stato affatto difficile iniziare un dibattito tra gli oltre ottanta partecipanti.
Gli interventi hanno ripercorso la storia del monoblocco, sottolineando i probblemi della viabilità ancora irrisolti, quelli relativi al trasporto pubblico; numerose le sottolineature preoccupate ma anche indignate circa una “managerializzazione” spinta della struttura ospedaliera (pingui “bonus” a dirigenti che assicurano budget finanziari e buoni risultati di bilancio, vivaddio auspicabili, ma non a scapito dei servizi prestati agli utenti, meglio pazienti malati), managerialità che porta anche a veri e propri “diktat” nei confronti dei medici di famiglia, deontologicamente scorretti nella forma e nella sostanza (bonus annuali a fronte di risparmi nelle prescrizioni farmacologiche).
L’intervento di Rossi, sindaco di Montepulciano, nella veste di presidente della Conferenza dei Sindaci nella Società della Salute, ha fornito informazioni circa l’attività svolta di recente nell’ambito delle liste di attesa nonché nel merito del completamento degli svincoli viari per Nottola: ha rassicurato l’uditorio circa la prossima copertura del posto di primario.
Ha altresì dato ufficialmente l’annuncio di “pericolo scampato, per ora”, circa il trasferimento alle Scotte del laboratorio di analisi; il problema, nato 6/7 mesi or sono, è stato risolto martedì scorso, ma comunque l’invito per il prossimo futuro è tenere la guardia alta. in ciò concordando con la stragrande maggioranza degli intervenuti al dibattito che hanno esortato ad una continua vigilanza e a tenere le luci accese sull’argomento. Rossi ha anche comunicato che il prossimo 16 novembre si terrà un Consiglio della SdS aperto a tutti i consiglieri comunali e pertanto potranno in quella sede essere verificate la reale (?) consistenza delle luci e delle ombre oggetto del dibattito.
Le conclusioni, se così si possono definire nel contesto di un dialogo che oggi si è appena aperto, le ha tenute il segretario provinciale del Prc. Il taglio è stato eminentemente politico e diversamente non poteva essere; infatti il caso concreto di Nottola non è che un episodio di una storia ventennale all’insegna di privatizzazioni e, comunque, di un regresso culturale che ha allontanato la collettività dalla partecipazione alla vita pubblica con delega piena ai politici che, a loro volta, innamorati di un falso riformismo all’insegna del “nuovismo”, hanno abdicato al loro ruolo in favore di una tecnocrazia di “super pagatI”, i quali, non essendo eletti, si ritengono in diritto di non rispondere a nessuno.
Sarebbe ora che il cittadino si riappropri della politica per rimettere in discussione un intero sistema che (e l’Europa oggi ce lo dimostra rafforzando inconscientemente i famigerati parametri di Maastricht) pone paletti economico finanziari – salvo poi foraggiare banche e assicurazioni - fregandosene altamente dei parametri sociali.
giovedì 21 ottobre 2010
giovedì 23 settembre 2010
Macelleria dei servizi sanitari e sociali
Esprimiamo preoccupazione per la situazione dell’Ospedale di Nottola:
- Liste di attesa impossibili, per alcune prestazioni sanitarie, i tempi superano i quattro me-si;
- reparti specialistici, come la cardiologia, accorpati ad altri reparti;
Inoltre si parla della smobilitazione di servizi specialistici importanti fra i quali il laboratorio di analisi.
Se a questo aggiungiamo i tagli nella spesa sociale che vengono preannunciati dalla Società della Salute, il quadro che si presenta fa pensare ad una vera e propria “macelleria dei servizi sanitari e sociali”.
Questo quadro denota che siamo davanti ad un fallimento sia della politica del Governo Berlusconi che della Sanità Toscana
Questo fallimento ha prodotto, nell’”Azienda” USL 7, decine di milioni di debiti e disservizi per i Cittadini. In realtà, il mancato controllo pubblico, l’aziendalizzazione della Sanità e la tanto ama-ta menagerialità ha assorbito importanti risorse premiando la dirigenza e penalizzando i servizi.
L’aumento sensibile delle quote sociali a carico dei comuni ed il paventato taglio dei servizi so-ciali conferma le nostre perplessità espresse nel 2004 sulla Società della Salute, altro enorme fallimento della politica sanitaria toscana.
La Valdichiana ha pagato più di altre zone le trasformazioni e gli esperimenti dell’ex assessore regionale Rossi;
Sono state chiuse sei strutture sanitarie per costruire un unico ospedale, che è costato a tutti noi 200 miliardi di lire, il tutto con la promessa di un centro di eccellenza che avrebbe risolto il problema dei cittadini che emigravano in altre strutture sanitarie (Siena, Arezzo, Perugia, Firen-ze ecc..).
In realtà i continui tagli di servizi e di posti letto hanno ridotto questa struttura (una delle migliori in Italia per le sue dimensioni) a piccolo ospedale con pochi servizi e risposte inadeguate!
Ci appelliamo alle istituzioni, alle forze politiche, ai cittadini affinchè vigilino e si mobiliti-no per impedire lo smembramento dei servizi degli Ospedali Riuniti della Valdichiana. Si chiede inoltre alle istituzioni di informare rapidamente la popolazione sulla veridicità de-gli allarmi e su quanto sta accadendo all’Ospedale Nottola.
Piero Cappelli Capogruppo PRC-PDCI al Consiglio comunale di Montepulciano
Antonio Falcone Capogruppo PRC-PDCI al Consiglio Provinciale di Siena
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