giovedì 22 dicembre 2011
lunedì 19 dicembre 2011
UN SISTEMA FALLITO SOLO PER I LAVORATORI
Il governo salva le banche e le banche bloccano
il credito
Da anni i vari governi fantoccio Amato, Dini, Ciampo, Prodi,
Berlusconi sostenuti una volta dalla Lega, l'altra da pseudo
intellettuali di sinistra, promettono sogni e speranze di
modernità e progresso. Chiedono sacrifici in nome dello Sviluppo
(chi l’ha visto?), chiedono stabilità e governabilità in nome
della competitività. Per chi? In rEaltà hanno solo e sempre favorito le
banche:
Berlusconi sostenuti una volta dalla Lega, l'altra da pseudo
intellettuali di sinistra, promettono sogni e speranze di
modernità e progresso. Chiedono sacrifici in nome dello Sviluppo
(chi l’ha visto?), chiedono stabilità e governabilità in nome
della competitività. Per chi? In rEaltà hanno solo e sempre favorito le
banche:
- Hanno smantellato lo stato sociale ed i servizi pubblici in nome
delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni; - hanno smantellato l’unica vera forza degli italiani, la Costituzione
antifascista ed antirazzista; - Hanno svuotato di contenuto la politica ed il sindacato.
aziendalizzato la sanità prima degli altri. Via gli ospedali per far posto ai
Monoblocchi, via le USL ed i consorzi pubblici per far posto ai manager ed
ai dirigenti super pagati. Risultato: sono sempre e solo i lavoratori a
pagare per tutti.
La A.USL (ormai azienda a tutti gli effetti) non paga le fatture da oltre un
anno e la Società della Salute avallata dai Sindaci sempre più burocrati e
podestà della nostra Provincia si è allineata alla moda del momento:
fermare i pagamenti perché le banche non fanno credito. Vergogna.
Ma come? Il Professore della Bocconi prende i soldi ai cittadini per
salvare le banche e queste bloccano i finanziamenti alle aziende per
pagare gli stipendi?
anno e la Società della Salute avallata dai Sindaci sempre più burocrati e
podestà della nostra Provincia si è allineata alla moda del momento:
fermare i pagamenti perché le banche non fanno credito. Vergogna.
Ma come? Il Professore della Bocconi prende i soldi ai cittadini per
salvare le banche e queste bloccano i finanziamenti alle aziende per
pagare gli stipendi?
Recita un comunicato del 13/12/2012 inviato ai soci ed ai dipendenti
della coperativa sociale onlus La Rondine: “sono note le difficoltà del
sistema bancario di far credito alle aziende ed è altrettanto noto il
persistere di ritardi cronici da parte degli Enti Pubblici quali ASL e
Società della Salute, pertanto non siamo nelle condizioni di pagare
la tredicesima ai lavoratori”! Sarebbe interessante sapere se i Dirigenti,
i Manager ed i Super Politici avranno la tredicesima!
della coperativa sociale onlus La Rondine: “sono note le difficoltà del
sistema bancario di far credito alle aziende ed è altrettanto noto il
persistere di ritardi cronici da parte degli Enti Pubblici quali ASL e
Società della Salute, pertanto non siamo nelle condizioni di pagare
la tredicesima ai lavoratori”! Sarebbe interessante sapere se i Dirigenti,
i Manager ed i Super Politici avranno la tredicesima!
Da giorni invitiamo, sollecitiamo, chiediamo che Regione, Provincia
e Comuni decretino lo Stato di emergenza per affrontare la situazione
straordinaria derivata dal fallimento delle politiche degli anni 90.
Non è importante ammettetere che il sistema capitalista basato
sul liberismo e sulla finanza a guida dell’economia ha portato solo
sacrifici per i lavoratori e per i deboli e che occorre ritornare al
potenziamento del sistema pubblico fino a statalizzare le banche
se vogliamo uscirne, capiamo che sarebbe una ulteriore sconfitta,
per voi! E’ solo i coraggiosi ammetono gli sbagli.
e Comuni decretino lo Stato di emergenza per affrontare la situazione
straordinaria derivata dal fallimento delle politiche degli anni 90.
Non è importante ammettetere che il sistema capitalista basato
sul liberismo e sulla finanza a guida dell’economia ha portato solo
sacrifici per i lavoratori e per i deboli e che occorre ritornare al
potenziamento del sistema pubblico fino a statalizzare le banche
se vogliamo uscirne, capiamo che sarebbe una ulteriore sconfitta,
per voi! E’ solo i coraggiosi ammetono gli sbagli.
Ma quanta gente deve andare a casa, quanti lavoratori devono
fare le feste senza tredicesima o addirittura senza stipendio, per
cominciare a muovervi? Sarà il caso che questi Dirigenti superpagati,
questi Assessori di grande vedute, questi General Manager e politici
che ci hanno guidato verso il baratro, cominciassero a prendere
provvedimenti?! Ma come è possibile che uno Stato con una ricchezza
accumulata 8 volte maggiore del reddito, si possa adagiare solo sul
fatto che la colpa è del Patto di Stabilità e del Debito Pubblico?
Ma come si fa a parlare di fallimento con 8.000 miliardi di euro
accumulati nelle banche e milioni di persone che hanno un reddito
netto superiore a 50.000,00 euro l’anno e pensioni che
superano perfino i 30.000 euro al mese?
fare le feste senza tredicesima o addirittura senza stipendio, per
cominciare a muovervi? Sarà il caso che questi Dirigenti superpagati,
questi Assessori di grande vedute, questi General Manager e politici
che ci hanno guidato verso il baratro, cominciassero a prendere
provvedimenti?! Ma come è possibile che uno Stato con una ricchezza
accumulata 8 volte maggiore del reddito, si possa adagiare solo sul
fatto che la colpa è del Patto di Stabilità e del Debito Pubblico?
Ma come si fa a parlare di fallimento con 8.000 miliardi di euro
accumulati nelle banche e milioni di persone che hanno un reddito
netto superiore a 50.000,00 euro l’anno e pensioni che
superano perfino i 30.000 euro al mese?
venerdì 16 dicembre 2011
Cosa stiamo facendo?
Aumentare il carburante di 40 centesimi (mai avvenuto nella storia un aumento così massiccio) ha già i sue effetti, le altre misure avranno ricadute negli anni. Tutti gli eletti del popolo italiano in qualsiasi Consiglio o Parlamento siamo, porteremo la responsabilità per quello che sarà approvato in Parlamento oggi e domani. Io porterò quella di aver provato a ribellarmi e di non essere riuscito a coinvolgere i miei colleghi ed i miei compagni di partito. Rimarrà una manovra che pagheremo cara insieme all'annullamento della democrazia ed a questo articolo 7 che peserà come un macigno.
Il Presidente della Repubblica è autorizzato ad accettare gli emendamenti all’Accordo istitutivo della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), adottati dal Consiglio dei Governatori della Banca medesima con le risoluzioni n. 137 e n. 138 del 30 settembre 2011. (art. 7 comma 1, Manovra Monti). Qualcuno di voi conosce le due risoluzioni? Al fine di adempiere agli impegni dello Stato italiano derivanti dalla partecipazione a Banche e Fondi internazionali è autorizzata la spesa di 87,642 milioni di euro nell’anno 2012, di 125,061 milioni di euro nel 2013 e di 121,726 milioni di euro nel 2014. (art. 7 comma 2 Manovra Monti) etc....
Il Presidente della Repubblica è autorizzato ad accettare gli emendamenti all’Accordo istitutivo della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), adottati dal Consiglio dei Governatori della Banca medesima con le risoluzioni n. 137 e n. 138 del 30 settembre 2011. (art. 7 comma 1, Manovra Monti). Qualcuno di voi conosce le due risoluzioni? Al fine di adempiere agli impegni dello Stato italiano derivanti dalla partecipazione a Banche e Fondi internazionali è autorizzata la spesa di 87,642 milioni di euro nell’anno 2012, di 125,061 milioni di euro nel 2013 e di 121,726 milioni di euro nel 2014. (art. 7 comma 2 Manovra Monti) etc....
mercoledì 14 dicembre 2011
Dai cittadini alle banche
Bloccare la manovra, Chiedere consigli straordinari in tutte le regioni, le provincie e comuni. Non si può tollerare che lo stato prende i soldi ai cittadini per darle alle banche (art. 7 della manovra). I carburanti sono aumentati subito di 30-40 centesimi (mai successo nella storia). Presentiamo OdG in tutti i consigli per chiedere il blocco della manovra. Prendere i soldi dove sono (banche, patrimonio attivo, stipendi e pensioni d'oro). Diamo un segnale forte in tutti i consessi. Non possiamo dare i soldi a banche e finanziarie dove i loro dirigenti (con stipendi d'oro non toccati) hanno mandato in malora il nostro paese. Non possiamo finanziare le loro poltrone con i tagli alla spesa pubblica ed il prelievo nelle tasche di tutti. Facciamoci sentire in tutti i luoghi e le istituzioni, così come le piazze sono il nostro luogo (almeno dove siamo).
sabato 3 dicembre 2011
Crisi e bilanci di previsione 2012: "per giornali e poteri forti nessuna emergenza"
Nonostante il colpevole silenzio di stampa e regime, sono ormai saltati i programmi di mandato delle amministrazioni elette a causa della crisi straordinaria in cui versano l’economia e con essa gli Enti Locali. I prossimi bilanci di previsione da approvare entro l’anno non potranno rispondere più ai criteri ordinari per l’assegnazione dei PEG ma dovranno tenere conto della situazione di emergenza in cui ci troviamo. Proponiamo l'stituzione immediata di comitati di emergenza in tutti i luoghi di rappresentanza pubblica e cioè nel Consiglio provinciale e nei consigli comunali. Tutte le forze politiche, i sindacati e le rappresentanze economiche e sociali dovranno partecipare alla costruzione dei prossimi bilanci; occorre aprire le scelte di bilancio, possibili, alle priorità ed ai bisogni urgenti delle nostre comunità, non sarà più possibile amministrare con le vecchie logiche e con gli strumenti ordinari.
La crisi delle banche e della finanza ha determinato un quadro politico e sociale molto pericoloso. I poteri forti non riescono più a fidarsi della classe dirigente del paese e ricorrono direttamente ai manager ed ai professori. Tutto questo perché l’Europa deve allineare la grande forza del sistema pubblico italiano alla competitività dei mercati. Si può far finta di niente ed ignorare le nostre proposte ma non si potrà fermare la macelleria sociale che scatterà nel 2012 in tutto il nostro paese.
Siamo in una situazione paradossale dove, l’Europa dei banchieri sta mettendo le ipoteche sul futuro dei servizi pubblici e per fare questo metterà a rischio le garanzie del lavoro e la stessa dignità del popolo italiano.
In sostanza si stanno per aprire scenari anticostituzionali pericolosi per la democrazia e per la tenuta sociale, è dovere di chi è stato eletto, indipendentemente dalla collocazione politica ed istituzionale, dare il proprio contributo e mettersi a disposizione per affrontare la situazione con serietà, trasparenza e forte senso di responsabilità.
Il quadro che si stà delineando nella provincia di Siena è per niente rassicurante, sono in atto grosse crisi che hanno prodotto licenziamenti, cassa integrazione, contratti di solidarietà e strette sulla dinamicità del tessuto produttivo.
Alla crisi strutturale del termalismo, che ha significato la perdita di 2000 posti di lavoro solo nella zona sud della provincia, si sono aggiunte grosse vertenze anche in settori storicamente traino della nostra economia, come quelli della camperistica e del manifatturiero.
In questi giorni si sono fatte sempre più pressanti le minacce di licenziamenti e di chiusura di stabilimenti importanti come l’RDB, l’Amtec, la Imer, la Whirlpool etc... A queste tragiche prospettive si sommano la crisi ed i buchi dell’Università, il mancato pagamento dei fornituri da parte delle aziende sanitarie; solo l’ASL senese ha un deficit ormai largamente superiore ai 30 milioni di euro.
Molte ditte e piccoli artigiani rischiano il fallimento per la mancata riscossione di fatture bloccate negli Enti Pubblici a causa del Patto di Stabilità.
La Banca MPS che storicamente ha rappresentato per questa provincia un salvadanaio importante, da una parte si è proiettata sui mercati con scellerate scelte ed acquisizioni di fallimenti altrui e dall’altra è sfuggita al controllo della comunità che attraverso la Fondazione avrebbe dovuto essere vigile ed attenta alle politiche espositive del Gruppo. Questo, aggiunto alla forte speculazione finanziaria in atto, determinerà un futuro senza quegli utili che storicamente hanno finanziato progetti pubblici e privati che hanno interessato la cultura, il turismo, il sociale, l’innovazione, la ricerca, le manutenzione e lo sviluppo. Inoltre le difficoltà degli strumenti di garanzia mettono a serio rischio le aziende pubbliche e private partecipate direttamente da quote azionarie della Banca MPS e distribuite in tutta la provincia e non solo.
Ed in ultimo l’incerto destino dell’assetto istituzionale, alimentato non solo dai tagli del governo, ma anche dall’accentramento regionale, ha determinato un clima di incertezza pericoloso soprattutto per i lavoratori e per le classi più deboli.
Non possiamo più rimanere a guardare!
martedì 29 novembre 2011
Crisi e licenziamenti, difficoltà anche alla Whirlpol di Siena
Siamo nolto preoccupati della situazione in cui versa l’economia e soprattutto per le conseguenze che ricadono sulle spalle dei lavoratori che in questi mesi sono sottoposti a continue minacce di licenziamento.
La crisi finanziaria dovuta da una parte alla speculazione internazionale e dall’altra a scelte sbagliate e capestro come nel caso della Banca MPS e dell’Università, sta mettendo in crisi fortemente la tenuta della nostra Provincia.
Ormai sono migliaia i lavoratori che ricorrono alla cassa integrazione, sia a regime ordinario che in deroga, molti sono i contratti di solidarietà e se a questo si aggiungono le difficoltà delle piccole imprese che non vengono pagate a causa del Patto di Stabilità degli Enti Pubblici ed i cali delle presenze turistiche sia in termini quantitativi che di qualità, la situazione si presenta drammaticamente pericolosa.
E’ necessario subito un cambio di passo e la creazione immediata di piani di emergenza, interventi starordinari e di fondi di solidarietà nazionali, regionali, provinciali e comunali.
In Valdichiana, i lavoratori della RDB, ai quali va la nostra profonda solidarietà, vivono da oltre un mese nella sede di Montepulciano e stanno cercando con tutte le loro forze di salvaguardare il posto di lavoro. Altre vertenze difficili sono aperte in Amiata all’AMETC ed alla RIMOR, che si aggiungono a quelle aperte da tempo soprattutto in Val d’Elsa.
In questi giorni ci sta preoccupando in maniera molto forte la situazione della Whirlpol che dopo il finanziamento del progetto denominato Higlander con fondi europei e pubblicizzato appena un mese fa, alla presenza dei massimi esponenti delle autorità senesi, compreso il Vescovo, attraverso le dichiarazioni del Presidente della Corporation parlano di un taglio da spalmare fra USA ed Europa di almeno 5000 unità, di cui 1000 in Italia e circa 120 a Siena, prevedendo quindi la chiusura di alcuni stabilimenti definiti non strategici e privi di utili. Proprio su questo tema abbiamo presentato un’interrogazione che sarà discussa nel prossimo consiglio provinciale del 30 novembre per capire cosa sta avvenendo concretamente e quali problematiche si potrebbero aprire in futuro nello stabilimento di Viale Toselli.
Inoltre vorremmo sapere come mai, questi imprenditori così interessati al rapporto con le istituzioni quando c’è da ottenere dei finanziamenti, dimenticano facilmente gli impegni presi, quando si tratta di licenziare o addirittura di chiudere processi produttivi dei quali ci si vanta di innovarli con strumenti di alta qualità tecnologica?!
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