domenica 4 luglio 2010

Claudio Lolli: "Love Songs"

L’amore ai tempi del fascismo è il titolo di una canzone di Claudio Lolli, ma potrebbe essere il sottotitolo di questo Lovesongs. L’ho pensato appena l’ho ascoltato, ne ho avuto conferma leggendo "Frequenze" la nota introduttiva al cd scritta dallo stesso Claudio. “Provate a immaginare un ragazzo, verso la fine degli anni ’60 che non riesce a dormire. Ha una radiolina portatile, una improbabile cuffia e ascolta. Per tutta la notte, ma nessuno trasmette: suoni in onde corte che vanno e vengono, lingue incomprensibili. Finalmente, verso e sei del mattino, le trombe di Radio Tirana, ma è troppo tardi, bisogna andare a scuola (…) Provate a immaginare, qualche anno dopo, lo stesso ragazzo un po’ cresciuto, con la stessa radio e una cuffia un po’ migliore, che girando la magica rotellina trova un mondo che trasmette: mille radio libere, che sembra parlino di lui e lo chiamino, lo invitino a parlare a sua volta. Un’iniezione straordinaria di energia. Oggi niente di tutto ciò, oggi l’inferno. Nelle ultime Malebolge Dante metteva i fomentatori di odio, i dispensatori di disamore. Sintonizzatevi su Radio Padania Libera e - se ancora non l'avete capito - capirete benissimo cos’è l’odio moderno, contemporaneo, cos’è la nostra colonna sonora infame. Allora ci vogliono degli anticorpi e questo disco, antileghista e passionale proprio questo vuol essere: un anticorpo politico-erotico contro il normale odio oggi diffuso tra gli esseri umani (…). L’amore oggi è merce preziosa e rara (…)” Ma com’è questo amore ai tempi del fascismo o del leghismo o della xenofobia? Lo si trova rispolverando otto canzoni d'amore, scelte tra tante. Nemmeno le più note: la più nuova ha 12 anni, la più vecchia 34, ma nessuna è datata soprattutto c'è un’omogeneità di scrittura quasi impressionante. E questo non significa che Lolli non si sia evoluto, dimostra piuttosto la sua coerenza. E c'è un amore originario, dolce ma mai melenso. Amore ribelle che rompe gli argini e amore delicato che sa sognare. Amore attuale, perché vivaddio l’amore attuale lo è sempre. Amore di carne e amore di spirito. Amore che guarda dentro e guarda fuori. Amore vissuto, pensato, sofferto e gioito. Amore come antidoto all’indifferenza e all’odio, amore rivoluzionario. Insomma, Amore. Non andrò a sindacare sulle scelte, sul perché questa sì e questa no. Se non ci sono "Anna di Francia" (che nella seconda parte è per chi scrive uno dei due manifesti dell’amore (l’altro è "I’m your man" di Cohen, dovesse interessare a qualcuno) o "Bisogno orizzontale" o ancora la stessa "Amore ai tempi del fascismo", Lolli e i suoi compagni di ventura, dopotutto, avranno avuto i loro buoni motivi. Quello che c’è è comunque ben scelto e ottimamente arrangiato. D'altra parte, essendo da tempo abituati ad ascoltare Lolli in duo, anche se la formazione è ridotta, i tappeti tessuti dai fiati e dall’elettronica di Alesini, più le chitarre del fido Capodacqua non danno mai un senso di vuoto. E se le atmosfere sono rarefatte, minimaliste o talvolta anche dissonanti, questa è una scelta stilistica precisa, che si percepisce come tale e non come mancanza di qualcosa d'altro. Come un tentativo di spogliare le canzoni dei loro abiti vecchi per rivestirle con altri, che ne esaltino la poesia e, perché no, la sensualità. Come ormai sua abitudine, Lolli praticamente non canta. Di volta in volta rappa, sussurra, recita, accenna, modula. Un disco noioso quindi? Assolutamente no. Un disco raffinato, invece, sospeso tra il jazz e la sperimentazione. Un Lolli condito in salsa David Sylvian, si potrebbe azzardare. E tutto sommato siamo d'accordo con questo approccio: nel 2005, recensendo "La via del mare" ci lamentavamo un po' della carenza di musica e scrivevamo "a Claudio converebbe fare come l'ultimo Vecchioni: trovarsi un piccolo combo jazz sulle cui rarefatte armonie intessere la meraviglia delle trine delle sue parole che cadono come pietre, come sassi su cui sta inciso, a rammento perenne, la storia della nostra inadeguatezza, della nostra miseria, della nostra incapacità ad affrontare (ormai non si pretende più "a cambiare") il mondo che ci sta davanti". Ecco, l'ha fatto. Che vogliamo di più? Claudio Lolli "Love songs" Storie di note - 2009 In tutti i negozi di dischi

domenica 6 giugno 2010

Incontro pubblico sulla crisi di Chianciano

Sabato 5 giugno si è tenuto a Chianciano un incontro pubblico organizzato dal Circolo PRC – Federazione della Sinistra; nel corso del dibattito è emersa una forte preoccupazione sullo stato di crisi che grava sui lavoratori e sulle attività produttive. Sono intervenuti esponenti locali del PRC e dei Comunisti Italiani che hanno ribadito come la crisi di Chianciano riguarda l’intero territorio e supera ormai le condizioni dello Stato di Emergenza. Grosse critiche sono state espresse nei confronti dell’Amministrazione Ferranti che in questo primo anno è stata praticamente inesistente anzi spesso si è ingarbugliata nella macchina burocratica rendendosi inefficace anche sul piano dell’amministrazione ordinaria come nel caso dell’Ordinanza di chiusura dell’isola ecologica del Cavernano ed il conseguente degrado ambientale, inoltre si è distinta nell’incapacità di affrontare le problematiche delle Terme (vedi degrado della pineta e mancanza di progettualità di rilancio) nascondendosi in un continuo rimbalzarsi di responsabilità fra le varie amministrazioni succedutesi negli anni come se fino ad oggi a governare Chianciano ci fossero stati i marziani. E’ stata ribadita la mancanza di opposizione consiliare e quindi la conseguente penalizzazione della democrazia e della pluralità delle opinioni anche perché il continuo rincorrersi di idee comuni fra PD e PDL (casinò, riqualificazione urbana, palacongressi ecc…) ha finito con il rendere corale ed inciuciante sia la mancanza di idee dell’amministrazione PD che la mancanza di stimoli e di opposizione della minoranza PdL. Gianluigi Pegolo della segreteria nazionale del PRC (già candidato sindaco per i comunisti alle scorse elezioni) ha concluso la giornata ribadendo che la mancanza di un progetto con al centro il rilancio del termalismo, patrimonio essenziale sia per la sua potenzialità curativa e storica ma anche per il naturale inserimento nel patrimonio ambientale del territorio, emersa chiaramente in campagna elettorale, ha determinato l’attuale immobilismo amministrativo. Del resto le dimissioni di uno degli Assessori di punta come Nicoletta Bianchi, fra l’altro mai sostituita nonostante ricoprisse deleghe fondamentali per le caratteristiche di Chianciano come quelle al turismo ed alle attività produttive, confermano il fallimento dell’idea che “basta vincere le elezioni per poter governare un paese”. Secondo i comunisti, che pur non presenti in consiglio comunale rimangono attenti e vigili e senza dileguarsi come altri che in campagna elettorale promisero parchi cinematografici, miracoli paradisiaci e poi il giorno dopo nessuno lì ha più visti (Guidi), per rilanciare l’azione amministrativa, non basta avere un assessore provinciale con la delega allo sviluppo di Chianciano (fra l’altro caso unico in Italia), occorre uno scatto di umiltà che ammetta il fallimento del progetto politico (mancante) del centro-sinistra ed avvii un confronto attivo con i cittadini, con le forze politiche e democratiche, con le associazioni di categoria, con i sindacati e con le istituzioni superiori che attraverso un’ampia partecipazione trovi suluzioni immediate alle problematiche della crisi, che stanno gravando drammaticamente sui giovani e sui cittadini più deboli.

lunedì 10 maggio 2010

Comunicato stampa

Il PRC intende denunciare di fronte alla cittadinanza la gravissima situazione in cui si trova l'Università degli studi di Siena. È disgustoso che per coprire responsabilità inconfessabili si debba far pagare il prezzo alle lavoratrici ed ai lavoratori dell'ateneo. Da anni l’Università di Siena presenta un ammanco di decine di milioni di euro, pari a parecchi miliardi di vecchie lire, che il Consiglio d'Amministrazione ha tentato di arginare vendendo gran parte dei suoi immobili, come per esempio l'Ospedale Le Scotte così come San Niccolò, oltre al tentativo di vendita della Certosa di Pontignano. Non si contano, poi, gli immobili sotto ipoteca. Sulle responsabilità penali c'è una magistratura che lavora, e va lasciata lavorare con serenità, ma non si può tacere sulle gravi responsabilità politiche ed è su questo che vogliamo soffermarci. Parliamoci chiaro, in questa città ed in questa Provincia esiste un Partito che si chiama PD ed i suoi alleati, che governano quasi tutte le amministrazioni comunali ed hanno un ferreo controllo su tutte le istituzioni e gli enti, Banca ed Università compresi. È stupefacente come, sulla drammatica questione universitaria, da questi signori sia arrivato fin’ora solo un balbettìo confuso, come se la cosa riguardasse gli abitanti di Marte! Cittadini di Siena, sotto i vostri occhi indifferenti si sta consumando giorno dopo giorno lo smantellamento di uno dei beni più preziosi che abbiamo; l'Università. Il Consiglio d'Amministrazione dell'Ateneo ha avuto la sfrontatezza di proporre alle organizzazioni sindacali un taglio agli stipendi di tutti i lavoratori e le lavoratrici dell'Università. Vergogna! E il PD che fa? È vero che ha lavorato per far si che la regione acquistasse Le Scotte, è vero che grazie al suo peso politico la vendita di alcuni immobili è stata agevolata, però ben si guarda dal mettere in discussione i propri uomini che hanno guidato e guidano l' Università. Rifondazione Comunista, sarà vigile e pronta a fare la sua parte in tutti gli Enti dove essa è rappresentata, incluso il Consiglio Provinciale, affinchè emergono le responsabilità politiche e vengano tutelati i diritti degli studenti e dei lavoratori. Auspichiamo che le forze politiche, ma soprattutto i cittadini si mobilitino affinchè si trovino tutte le soluzioni per dare risposte concrete per fare in modo che la nostra Università riaquisti la giusta dignità sotto tutti gli aspetti, sia essi giuridici, didattici che amministrativi. E che nessuno dica “Io non sapevo" Gianni Bassani - Responsabile lavoro Antonio Falcone - Consigliere provinciale Loriano Checcucci - Segretario Provinciale

Comunicato stampa

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà agli studenti occupanti della Facoltà di Lettere e Filosofia, attaccati la scorsa notte da un gruppo di ignoti che, oltre a tentare di provocare violentemente gli studenti (che hanno sempre mantenuto il controllo della situazione evitando di cedere), hanno compiuto azioni che avrebbero potuto avere conseguenze molto gravi su persone e cose. Indipendentemente dalla natura dell’azione, che verrà accertata dalle forze dell’ordine, essa si inserisce in un contesto di crescenti attacchi a spazi e simboli di democrazia. Non si tratta di un episodio di delinquenza comune, legato ad un problema di ordine pubblico, bensì è il frutto di un clima culturale nazionale che legittima l’attacco a chi contesta un sistema ingiusto e lotta per i diritti. Sosteniamo gli studenti nella prosecuzione della loro lotta per la loro e la libertà di tutti! Partito della Rifondazione Comunista – Federazione provinciale di Siena

mercoledì 28 aprile 2010

Dichiarazione di voto

Come al solito gli addetti stampa presenti al Consiglio Provinciale o, per iniziativa personale o, per invito del potere, pubblicano inesattezze rispetto ai lavori in aula e soprattutto riguardo alle posizione del Gruppo Comunista, quindi pubblichiamo integralmente la nostra Dichiarazione di Voto in modo di avere un quadro veritiero sulla nostra posizione rispetto all'approvazione del Bilancio consuntivo 2009. Dichiarazione di voto Il Gruppo PRC-PDCI vota contro al rendiconto di bilancio 2009 ed ai documenti ad esso collegato in quanto si tratta di una delibera direttamente collegata a scelte di governo che riguardano ed hanno riguardato la maggioranza, fra l’altro interposta a cavallo fra due legislature. Sicuramente ci sono aspetti positivi ed aspetti negativi, ma dare un giudizio compiuto presuppone una conoscenza ed una condivisione politica delle scelte specifiche. Nel merito delle scelte consideriamo insufficienti le misure di risposta alla crisi occupazionale ed alle problematiche sociali. Auspichiamo, per il futuro, una vera apertura e coinvolgimento di tutto il consiglio, comprese le opposizioni affinchè ci sia una maggiore attenzione agli investimenti, come nel caso di Palazzo al Piano che hanno prodotto fino ad oggi solo degrado.

giovedì 18 marzo 2010

Dichiarazione di voto sul PTC

Il Gruppo consiliare Rifondazione-Comunisti Italiani esprime voto favorevole alla delibera di adozione del Piano Territoriale di Coordinamento integrata dalla mozione presentata dal nostro Gruppo. Sottolinea l'ottimo lavoro svolto dal Team che lo ha istruito e ritiene il PTC uno strumento valido per garantire il giusto equilibrio fra le varie realtà comunali esaltando le specificità in un contesto di sostenibilità e di salvaguardia del patrimonio ambientale e storico della Provincia. Raccomanda un rigoroso ed attento lavoro inerente l'attuazione dello stesso Piano. Il nostro Gruppo sarà vigile ed interessato affinchè i principi del Piano non vengano snaturati dai localismi e dagli interessi di parte. Il PTC è stato approvato con 15 voti favorevoli (PD, IV, La Sinistra, PRC-PDCI) 1 astenuto (UDC) 7 contrari (Lega e PdL)

Mozione sul PTC

Premesso che le specificità territoriali della Provincia di Siena, dove le risorse naturali, paesaggistiche, storiche e culturali sono gli assi portanti della vita economica e sociale; l’attenzione e la salvaguardia di questo patrimonio coinvolge strumenti legislativi di interesse nazionale, europeo e mondiale; le risorse termali sono una delle risorse fondamentali di questa provincia e che la complessità dei bacini e delle falde di origine mineraria sono elementi delicati per il loro stretto collegamento con le attività urbanistiche e strutturali e quindi meritano un’attenzione particolare; la Legge 323 del 2000 ed in particolare l’art. 13 che nel comma 2 ribadisce che “Il marchio di qualità ambientale termale può essere assegnato solo se per il territorio di riferimento della concessione mineraria siano stati adottati gli strumenti di tutela e di salvaguardia urbanistico-ambientale di cui all'art. 1 comma 4”. la Legge Regione Toscana n. 49/1995 istituisce e stabilisce i criteri di gestione delle aree naturali protette di interesse locale (ANPIL); le delibere n. 38 del 21.03.1996 e n. 127 del 17.07.1996 del Consiglio Provinciale di Siena istituiscono formalmente ed in ottemperanza dell’art. 15 della L.R. 49/95 le ANPIL; il C.R. 8 giugno 1999 con la Delibera n. 161 aggiorna l’elenco ufficiale della Regione Toscana delle ANPIL (Del.) dove sono inserite alcuni territori provinciali come quelle della Val D’Orcia, del Parco Fluviale dell’Alta Val d’Elsa e del Lago di Chiusi; nel 1990 il Centro storico di San Gimignano, nel 1995 il Centro Storico di Siena, nel 1996 il Centro Storico di Pienza e dal 2 luglio 2004 il Parco della Val D’Orcia sono siti riconosciuti “Patrimonio mondiale dell'Umanità” dall'UNESCO; il DECRETO del 25 marzo 2005 riporta l’Elenco delle Zone di protezione speciale (ZPS), classificate ai sensi della direttiva 79/409/CEE, dove alla Pag. 29 sono inseriti i territori provinciali denominati: Camposodo e Crete di Leonina, Monte Oliveto Maggiore e Crete di Asciano, Lago di Montepulciano, Lucciolabella e Crete dell’Orcia e del Formone; la Legge 20 febbraio 2006, n. 77 "Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella 'Lista del Patrimonio Mondiale' e posti sotto la tutela dell'UNESCO". Il Consiglio Provinciale di Siena con l’adozione del Piano Territoriale di Coordinamento oltre a mettere a disposizione delle comunità locali ed a dotarsi di uno strumento di coordinamento orizzontale che, partendo dalla salvaguardia delle risorse naturali, ambientali, storico e culturali della Provincia, si pone l’obiettivo di realizzare scelte volte a soddisfare i bisogni e le specificità dei territori in un contesto che vede la sostenibilità e gli interessi generali di coordinamento come elementi guida delle azioni del Piano provinciale e di quelle dei piani comunali. In particolare: si impegna ed impegna la Giunta provinciale a favorire l’attuazione di quanto previsto dalla Legge 323/2000 per quanto riguarda gli interventi ricadenti nelle aree dove insistono bacini o falde dai quali dipende l’erogazione e la qualità delle acque termali; si impegna ed impegna la Giunta provinciale a far in modo che le scelte legate allo sviluppo ed alla realizzazione dei Piani locali favoriscano l’attuazione di tutti gli strumenti legislativi e deliberativi legati alla salvaguardia delle aree naturale protette di interesse locale; si impegna ed impegna la Giunta provinciale a fare in modo che tutte le azioni del PTC non siano in contrasto con i Piani di Gestione e con le caratteristiche paesaggistiche e che, in ogni caso, non vadano in contrasto con i criteri per i quali è stato istituito il riconoscimento da parte dell’UNESCO di patrimonio mondiale dell’umanità dei siti provinciali citati ed in particolare di quello del Parco della Val D’Orcia. Siena 17 marzo 2010 Approvato con 15 voti favorevoli (PD, IV, La Sinistra) 2 astenuti (Lega e UDC) 6 contrari (PdL)