giovedì 23 settembre 2010

Macelleria dei servizi sanitari e sociali

Esprimiamo preoccupazione per la situazione dell’Ospedale di Nottola: - Liste di attesa impossibili, per alcune prestazioni sanitarie, i tempi superano i quattro me-si; - reparti specialistici, come la cardiologia, accorpati ad altri reparti; Inoltre si parla della smobilitazione di servizi specialistici importanti fra i quali il laboratorio di analisi. Se a questo aggiungiamo i tagli nella spesa sociale che vengono preannunciati dalla Società della Salute, il quadro che si presenta fa pensare ad una vera e propria “macelleria dei servizi sanitari e sociali”. Questo quadro denota che siamo davanti ad un fallimento sia della politica del Governo Berlusconi che della Sanità Toscana Questo fallimento ha prodotto, nell’”Azienda” USL 7, decine di milioni di debiti e disservizi per i Cittadini. In realtà, il mancato controllo pubblico, l’aziendalizzazione della Sanità e la tanto ama-ta menagerialità ha assorbito importanti risorse premiando la dirigenza e penalizzando i servizi. L’aumento sensibile delle quote sociali a carico dei comuni ed il paventato taglio dei servizi so-ciali conferma le nostre perplessità espresse nel 2004 sulla Società della Salute, altro enorme fallimento della politica sanitaria toscana. La Valdichiana ha pagato più di altre zone le trasformazioni e gli esperimenti dell’ex assessore regionale Rossi; Sono state chiuse sei strutture sanitarie per costruire un unico ospedale, che è costato a tutti noi 200 miliardi di lire, il tutto con la promessa di un centro di eccellenza che avrebbe risolto il problema dei cittadini che emigravano in altre strutture sanitarie (Siena, Arezzo, Perugia, Firen-ze ecc..). In realtà i continui tagli di servizi e di posti letto hanno ridotto questa struttura (una delle migliori in Italia per le sue dimensioni) a piccolo ospedale con pochi servizi e risposte inadeguate! Ci appelliamo alle istituzioni, alle forze politiche, ai cittadini affinchè vigilino e si mobiliti-no per impedire lo smembramento dei servizi degli Ospedali Riuniti della Valdichiana. Si chiede inoltre alle istituzioni di informare rapidamente la popolazione sulla veridicità de-gli allarmi e su quanto sta accadendo all’Ospedale Nottola. Piero Cappelli Capogruppo PRC-PDCI al Consiglio comunale di Montepulciano Antonio Falcone Capogruppo PRC-PDCI al Consiglio Provinciale di Siena

martedì 14 settembre 2010

Comunicato stampa PRC

La notizia apparsa sulla Nazione di Sabato 11 che parla delle vicende interne a Rifondazione Comunista ci appare paradossale per diversi motivi: Intanto la Nazione, quasi mai, si interessa alle vicende del PRC, non pubblica nemmeno i comunicati stampa, per cui è veramente strano il fatto che conosca perfino le aree interne alla Segreteria provinciale. Inoltre le mozioni congressuali hanno cessato la loro esistenza appena finito il congresso di Chianciano. Nella Federazione di Siena non esistono correnti organizzate che fanno capo a dirigenti nazionali, così come non esiste un’area che fa riferimento a Targetti (citato dalla Nazione). Tutta la Segreteria provinciale sostiene il Segretario Ferrero ed il documento approvato nell’ultimo Congresso nazionale. Auspichiamo che l’articolo pubblicato sulla Nazione sia solo un refuso della politica estiva dei salotti senesi e che non abbia niente a che fare con l’intervento del PRC nelle politiche e connivenze poco chiare nella nostra Provincia. Con il presente comunicato si ribadisce che Rifondazione Comunista è impegnata unitariamente nel promuovere ed organizzare l’adesione alla manifestazione nazionale del 16 ottobre, nel contrastare le politiche liberiste e moderate, sia se provengono dal PD che dal PdL che stanno portando il Paese in un baratro economico che grava sulle spalle dei lavoratori e dei più deboli. Il PRC è impegnato per costruire una forte opposizione di Sinistra che contrasti la deriva anticostituzionale del Paese e nel ridare ai cittadini una rappresentanza proporzionale con una legge dove sia prevista la possibilità di scegliere, con il voto, i propri rappresentanti. Invitiamo la Nazione e la stampa senese ad occuparsi anche dell’attività politica di Rifondazione Comunista e non solo di vicende interne che non interessano le condizioni economiche e sociali dei cittadini senesi e non rispondono alla verità sui fatti. La Segreteria PRC

venerdì 3 settembre 2010

Rifondazione Comunista: ''La Tiemme con le sue repliche non fa altro che confermare le contestazioni'' 03-09-2010 TRASPORTI TOSCANA | I segratari provinciali di Siena, Grosseto, Arezzo e Piombino val di Cornia di Rifondazione Comunista intervengono sulla diatriba che vede al centro la neonata compagnia di trasporti "Tiemme", che vede riunite in un unico marchio LFI Arezzo, TRAIN Siena, RAMA Grosseto e ATM Piombino. Questa la nota firmata delle quattro segreterie. "Incredibile Tiemme! Questa nuova società per azioni del trasporto pubblico locale sorta dalla concentrazione delle quattro società preesistenti (LFI Arezzo - TRAIN Siena - RAMA Grosseto - ATM Piombino) a ogni contestazione che le è mossa, replica per confutarla e finisce, sostanzialmente, per confermarla. Nella precisazione diffusa circa i compensi degli Amministratori, sia della nuova Società sia per le Aziende Madri, nega che le cose siano come Rifondazione Comunista asserisce, "diffidandola anche dal diffondere notizie non vere". In realtà, si afferma che solo il Train Siena (ma visitando il sito Internet di questa società, non si trova niente di tutto ciò, anzi, risulta in carica il vecchio CdA!) ha provveduto a correggere in basso i compensi e che "altrettanto stanno iniziando a fare anche le altre aziende", Quindi, viene confermato che nelle altre (ATM Spa di Piombino, Lfi Spa di Arezzo e Rama Spa di Grosseto) oggi sono erogati ai dirigenti gli stessi compensi ante fusione. Per amministrare cosa, considerando che le vecchie aziende sono svuotate di compiti e ridotte a gestire solo gli immobili? Inoltre, considerando che sono le singole Province che gestiscono i contratti di TPL in essere, queste lo fanno con rapporti esclusivi con delle SCARL che sono: Siena Mobilità, Rama Mobilità ed Etruria Mobilità perciò a un panorama societario così composito, vanno aggiunte anche quest'ultime, tutte dotate di Presidente, CdA e Direttore d'Esercizio. Come si vede, la confusione regna sovrana e altrettanto i compensi elargiti! Per evitare illazioni e la diffusione di notizie non vere, la Tiemme e le varie società dicano ai lavoratori e ai cittadini, a quanto ammontano questi compensi e chi ne sono i percettori, soprattutto come intendono realmente muoversi riguardo alle dichiarate semplificazioni societarie e risparmi economici, indicando atti concreti e non enunciazioni di principio. Intanto prendiamo atto della mobilitazione proclamata dalle Organizzazioni Sindacali, le quali dichiarano che "la Tiemme non è in grado di mantenere gli impegni che sono stati sottoscritti nel verbale che è stato redatto il 15 luglio e non intende garantire gli accordi normativi di secondo livello...". Rifondazione Comunista sarà dalla parte dei lavoratori nella difesa dei livelli occupazionali e del diritto alla mobilità dei cittadini, lottando contro i tentativi di privatizzazione che è portata avanti in maniera così palese e spregiudicata".

lunedì 2 agosto 2010

Alta Velocità regionale a chi serve?

Siamo preoccupati per le tesi, espresse in un comunicato stampa a seguito di un incontro nella festa de l'unità di Chiusi, tenuto dall'Assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao. Pur consapevoli dei tagli del Governo, ci stupisce come “già” si possano quantificare in 200 milioni i tagli che la Regione dovrà fare per il settore dei trasporti. Un Amministratore quando parla ai cittadini prospetta delle soluzioni, in questo caso, i Rappresentanti regionali e provinciali anticipano addirittura il governo ancora prima che la manovra economica sia approvata. Occorrono valutazioni approfondite del rapporto costi-benefici anteponendo alle scelte la salvaguardia del territorio, delle risorse economiche ed ambientali e l’interesse generale delle future generazioni. Ci preoccupa quando l'Assessore annuncia che con la manovra salterà l’acquisto di nuovi treni, e soprattutto quando afferma che bisogna pensare all'alta velocità regionale. Ci aspettavamo un impegno per rilanciare il nodo ferroviario di Chiusi, magari proponendo una fermata a Montallese, più fermate Intercity ed il potenziamento delle tratte minori. Eliminare fermate intermedie a vantaggio di una velocità piu' sostenuta tra Chiusi e Firenze, significa continuare la politica scellerata del governo Berlusconi, creando disagi ai cittadini, agli studenti, ai lavoratori ed alle persone piu' svantaggiate. Il mito di una grande ferrovia ad alta velocità, con la patente di un europeismo che da anni perpetua ill modello di sviluppo consumista ha abbagliato sia i governi di centro-destra che quelli di centro-sinistra. In realtà non è altro che l’effetto di una martellante propaganda orchestrata dai poteri forti, tutti interessati ad entrare in un grande affare che, come ci dimostra la crisi di questi anni, sta portando lacrime e sangue in tutto il mondo e non sviluppo e modernità come promesso. A nostro avviso occorerebbe prendere atto del fallimeto dell'alta velocità e proporre soluzioni consone alle caratteristiche del nostro territorio. Pertanto riteniamo di nessuna utilità penalizzare le stazioni ferroviarie, intermedie come quella di Chiusi, dove proprio l’Alta Velocità sta mettendo in discussione i collegamenti ferroviari con Roma e Firenze e soprattutto le tratte intermedie per Siena, Arezzo e Terontola. Siamo convinti che occorre l’impegno di tutti ed in primo luogo dell’Assessore alle infrastrutture per rilanciare il ruolo della nostra Stazione che rappresenta una grande risorsa per la mobilità di un vasto territorio, legata alle attività turistiche, lavorative, sanitarie, termali e di studio. Quindi da un lato, forte opposizione contro il Governo e contro i tagli e dall’altro grosso impegno della Regione verso queste zone, auspicando che il nuovo Assessore avvicini i problemi della Valdichiana a Via Cavour e non viceversa. Deborah Lia - Responsabile Rifondazione Comunista di Chiusi Antonio Falcone - Responsabile Rifondazione Comunista della Valdichiana

sabato 24 luglio 2010

Pedaggio Firenze-Siena

Il consigliere provinciale Antonio Falcone precisa che il Gruppo PRC-Comunisti Italiani è nettamente contrario all’introduzione del pedaggio sulla Firenze-Siena previsto dall’art. 15 della Legge 78 ed immediatamente applicato dall’ANAS e dal Ministro Mattioli. Precisa, inoltre di avere votato favorevolmente all’OdG presentato dai gruppi di maggioranza del Consiglio Provinciale che condannava il balzello in questione. Pertanto le notizie apparse sulla stampa, che come al solito pur non essendo presente ai lavori del Consiglio, pubblica le notizie inesatte e/o distorte da una parte dalla confusione dell’aula e dell’altra dalla volontà di parlare delle forze di opposizione solo come e quanto fa comodo censurandole quasi sempre, come nel caso di Rifondazione e dei Comunisti Italiani, sugli aspetti importanti e di merito. Del resto l’intervista rilasciata dal Consigliere Falcone per l’emittente locale Canale Tre, unica testata presente al Consiglio, evidenzia chiaramente quale sia la posizione dei Comunisti riguardo a questo balzello che colpisce soprattutto i lavoratori ed i pendolari che utilizzano quella strada per recarsi al lavoro. Basta che chi ha pubblicato questa notizia vada a guardarsi l’intervista. Con l’occasione il Gruppo PRC-PDCI ribadisce la necessità della messa in sicurezza della strada in questione perchè non presenta nemmeno le condizioni di sicurezza più elementari come la larghezza delle carreggiate e figuriamoci se si possa giustificare un balzello ingiusto ed iniquo che serve solo a dimostrare l’incapacità del Governo del paese e l’inefficienza delle forze di opposizione presenti in Parlamento, che invece di dare notizie inesatte alla stampa, dovrebbero essere impegnate ad organizzare una forte opposizione contro la manovra del Governo che, come al solito, colpisce i deboli ed i lavoratori, lasciando intatti i patrimoni e la finanza. Antonio Falcone

domenica 4 luglio 2010

Claudio Lolli: "Love Songs"

L’amore ai tempi del fascismo è il titolo di una canzone di Claudio Lolli, ma potrebbe essere il sottotitolo di questo Lovesongs. L’ho pensato appena l’ho ascoltato, ne ho avuto conferma leggendo "Frequenze" la nota introduttiva al cd scritta dallo stesso Claudio. “Provate a immaginare un ragazzo, verso la fine degli anni ’60 che non riesce a dormire. Ha una radiolina portatile, una improbabile cuffia e ascolta. Per tutta la notte, ma nessuno trasmette: suoni in onde corte che vanno e vengono, lingue incomprensibili. Finalmente, verso e sei del mattino, le trombe di Radio Tirana, ma è troppo tardi, bisogna andare a scuola (…) Provate a immaginare, qualche anno dopo, lo stesso ragazzo un po’ cresciuto, con la stessa radio e una cuffia un po’ migliore, che girando la magica rotellina trova un mondo che trasmette: mille radio libere, che sembra parlino di lui e lo chiamino, lo invitino a parlare a sua volta. Un’iniezione straordinaria di energia. Oggi niente di tutto ciò, oggi l’inferno. Nelle ultime Malebolge Dante metteva i fomentatori di odio, i dispensatori di disamore. Sintonizzatevi su Radio Padania Libera e - se ancora non l'avete capito - capirete benissimo cos’è l’odio moderno, contemporaneo, cos’è la nostra colonna sonora infame. Allora ci vogliono degli anticorpi e questo disco, antileghista e passionale proprio questo vuol essere: un anticorpo politico-erotico contro il normale odio oggi diffuso tra gli esseri umani (…). L’amore oggi è merce preziosa e rara (…)” Ma com’è questo amore ai tempi del fascismo o del leghismo o della xenofobia? Lo si trova rispolverando otto canzoni d'amore, scelte tra tante. Nemmeno le più note: la più nuova ha 12 anni, la più vecchia 34, ma nessuna è datata soprattutto c'è un’omogeneità di scrittura quasi impressionante. E questo non significa che Lolli non si sia evoluto, dimostra piuttosto la sua coerenza. E c'è un amore originario, dolce ma mai melenso. Amore ribelle che rompe gli argini e amore delicato che sa sognare. Amore attuale, perché vivaddio l’amore attuale lo è sempre. Amore di carne e amore di spirito. Amore che guarda dentro e guarda fuori. Amore vissuto, pensato, sofferto e gioito. Amore come antidoto all’indifferenza e all’odio, amore rivoluzionario. Insomma, Amore. Non andrò a sindacare sulle scelte, sul perché questa sì e questa no. Se non ci sono "Anna di Francia" (che nella seconda parte è per chi scrive uno dei due manifesti dell’amore (l’altro è "I’m your man" di Cohen, dovesse interessare a qualcuno) o "Bisogno orizzontale" o ancora la stessa "Amore ai tempi del fascismo", Lolli e i suoi compagni di ventura, dopotutto, avranno avuto i loro buoni motivi. Quello che c’è è comunque ben scelto e ottimamente arrangiato. D'altra parte, essendo da tempo abituati ad ascoltare Lolli in duo, anche se la formazione è ridotta, i tappeti tessuti dai fiati e dall’elettronica di Alesini, più le chitarre del fido Capodacqua non danno mai un senso di vuoto. E se le atmosfere sono rarefatte, minimaliste o talvolta anche dissonanti, questa è una scelta stilistica precisa, che si percepisce come tale e non come mancanza di qualcosa d'altro. Come un tentativo di spogliare le canzoni dei loro abiti vecchi per rivestirle con altri, che ne esaltino la poesia e, perché no, la sensualità. Come ormai sua abitudine, Lolli praticamente non canta. Di volta in volta rappa, sussurra, recita, accenna, modula. Un disco noioso quindi? Assolutamente no. Un disco raffinato, invece, sospeso tra il jazz e la sperimentazione. Un Lolli condito in salsa David Sylvian, si potrebbe azzardare. E tutto sommato siamo d'accordo con questo approccio: nel 2005, recensendo "La via del mare" ci lamentavamo un po' della carenza di musica e scrivevamo "a Claudio converebbe fare come l'ultimo Vecchioni: trovarsi un piccolo combo jazz sulle cui rarefatte armonie intessere la meraviglia delle trine delle sue parole che cadono come pietre, come sassi su cui sta inciso, a rammento perenne, la storia della nostra inadeguatezza, della nostra miseria, della nostra incapacità ad affrontare (ormai non si pretende più "a cambiare") il mondo che ci sta davanti". Ecco, l'ha fatto. Che vogliamo di più? Claudio Lolli "Love songs" Storie di note - 2009 In tutti i negozi di dischi

domenica 6 giugno 2010

Incontro pubblico sulla crisi di Chianciano

Sabato 5 giugno si è tenuto a Chianciano un incontro pubblico organizzato dal Circolo PRC – Federazione della Sinistra; nel corso del dibattito è emersa una forte preoccupazione sullo stato di crisi che grava sui lavoratori e sulle attività produttive. Sono intervenuti esponenti locali del PRC e dei Comunisti Italiani che hanno ribadito come la crisi di Chianciano riguarda l’intero territorio e supera ormai le condizioni dello Stato di Emergenza. Grosse critiche sono state espresse nei confronti dell’Amministrazione Ferranti che in questo primo anno è stata praticamente inesistente anzi spesso si è ingarbugliata nella macchina burocratica rendendosi inefficace anche sul piano dell’amministrazione ordinaria come nel caso dell’Ordinanza di chiusura dell’isola ecologica del Cavernano ed il conseguente degrado ambientale, inoltre si è distinta nell’incapacità di affrontare le problematiche delle Terme (vedi degrado della pineta e mancanza di progettualità di rilancio) nascondendosi in un continuo rimbalzarsi di responsabilità fra le varie amministrazioni succedutesi negli anni come se fino ad oggi a governare Chianciano ci fossero stati i marziani. E’ stata ribadita la mancanza di opposizione consiliare e quindi la conseguente penalizzazione della democrazia e della pluralità delle opinioni anche perché il continuo rincorrersi di idee comuni fra PD e PDL (casinò, riqualificazione urbana, palacongressi ecc…) ha finito con il rendere corale ed inciuciante sia la mancanza di idee dell’amministrazione PD che la mancanza di stimoli e di opposizione della minoranza PdL. Gianluigi Pegolo della segreteria nazionale del PRC (già candidato sindaco per i comunisti alle scorse elezioni) ha concluso la giornata ribadendo che la mancanza di un progetto con al centro il rilancio del termalismo, patrimonio essenziale sia per la sua potenzialità curativa e storica ma anche per il naturale inserimento nel patrimonio ambientale del territorio, emersa chiaramente in campagna elettorale, ha determinato l’attuale immobilismo amministrativo. Del resto le dimissioni di uno degli Assessori di punta come Nicoletta Bianchi, fra l’altro mai sostituita nonostante ricoprisse deleghe fondamentali per le caratteristiche di Chianciano come quelle al turismo ed alle attività produttive, confermano il fallimento dell’idea che “basta vincere le elezioni per poter governare un paese”. Secondo i comunisti, che pur non presenti in consiglio comunale rimangono attenti e vigili e senza dileguarsi come altri che in campagna elettorale promisero parchi cinematografici, miracoli paradisiaci e poi il giorno dopo nessuno lì ha più visti (Guidi), per rilanciare l’azione amministrativa, non basta avere un assessore provinciale con la delega allo sviluppo di Chianciano (fra l’altro caso unico in Italia), occorre uno scatto di umiltà che ammetta il fallimento del progetto politico (mancante) del centro-sinistra ed avvii un confronto attivo con i cittadini, con le forze politiche e democratiche, con le associazioni di categoria, con i sindacati e con le istituzioni superiori che attraverso un’ampia partecipazione trovi suluzioni immediate alle problematiche della crisi, che stanno gravando drammaticamente sui giovani e sui cittadini più deboli.