sabato 19 febbraio 2011
Serve un Palacongressi a Chianciano?
Sono poco daccordo con chi, dopo il fallimento del progetto del Palacongressi da parte della Giunta comunale e provinciale, ora dice "non serve più" e spiego perchè:
1) Il palacongressi di cui ha bisogno una città con 12.000 posti letto e che si trova nella posizione geografica migliore d'Italia, deve essere qualcosa che permette di fare fiere, esposizioni (ex: una vinitaly a Chianciano), servizi, ristoranti, una serie di attività che meritano un posto ad uso esclusivo;
2) La sala congressi dell'Admiral che personalmente ho deliberato quanto ero in Giunta (la convenzione prevedeva una serie di parcheggi che l'allora Grand Hotel doveva fare in cambio di una deroga sulla sala congressi)è sicuramente utile e mi meraviglio che ancora non sia funzionante. Però io non posso permettermi di fare i conti in tasca ai privati.
3) Chi ha detto che se non si realizza il palacongressi e si allarga il Bruco (Palamontepaschi) un pò di più si fa un buon investimento per il rilancio di CHianciano?
4) Infine la cosa peggiore che può capitare ad una comunità in piena crisi strutturale è il fallimento di tutti i progetti degli ultimi 8 anni di Amministrazione comunale.
E su questo abbiamo tutti i diritti di chiedere il conto a chi amministra sia come politici che come cittadini.
Quindi dimettetevi perchè avete fallito
Antonio Falcone
martedì 1 febbraio 2011
No al Balzello si alla messa in sicurezza dell'Autopalio
Il Gruppo consiliare PRC-CI della Provincia di Siena aderisce e sostiene la mobilitazione che vede impegnati i cittadini e le istituzioni della Provincia di Siena e Firenze.
I Comunisti della Provincia di Siena concordano sulla urgenza di un piano di investimento da parte del Governo diretto non solo all’ammodernamento dell’autopalio ma soprattutto alla messa in sicurezza di un’arteria priva di corsia d’emergenza, piena di buche e con il manto stradale notevolmente disastrato.
Siamo drasticamente contrari all’introduzione del pedaggio che andrebbe a pesare soprattutto sui lavoratori e sulle criticità dei bilanci delle famiglie alle prese della pesante crisi economica alla quale il Governo non riesce a dare nessun segnale di via d’uscita.
Siamo impegnati attivamente a partecipare a tutte le iniziative sia di mobilitazione dei cittadini che di attività istituzionali finalizzati a contrastare la beffa del balzello ed a favorire la messa in sicurezza di questa importante strada di collegamento della nostra Provincia.
venerdì 28 gennaio 2011
Tavoli, annunci e chiacchiere!
Sento la necessità di intervenire nel merito di uno di questi cosiddetti tavoli istituzionali, quello imbandito dall’Amministrazione provinciale con lo scopo di affrontare la grave crisi di Chianciano Terme.
Leggendo i resoconti sulla stampa e le dichiarazioni di autorevoli esponenti della politica senese mi viene naturale schierarmi dalla parte dei cittadini e di chi in questo momento paga in prima persona gli errori ed i ritardi di una classe dirigente sempre più lontana dalla Politica e sempre più ingarbugliata nei meandri della burocrazia dirigista. Ma come?! Mentre lievita il prezzo del pane, mentre aumenta il prezzo del carburante, mentre la cassa integrazione è quasi esaurita, mentre chiudono intere attività, le istituzioni invece di rendere conto sullo stato di avanzamento dei progetti per i quali hanno avuto il consenso elettorale, dichiarano: “l’obiettivo del Tavolo su Chianciano è quello di definire il percorso degli interventi di programmazione da coordinare insieme alle istituzioni, agli imprenditori, ai sindacati”. “Chiacchere”. In sostanza mentre il malato chiede aiuto perché non c’è la fa più, i medici si prendono una pausa di riflessione. Ma stiamo scherzando?!? Fra gli interventi proposti dal Tavolo ci sono le richieste d’aiuto alla Regione ed al Governo (quando ormai è troppo tardi) al fine, si dice, di individuare le risorse per riqualificare il prodotto turistico, inoltre si propone l’ampliamento del dibattito sullo Stato di crisi (come se la crisi fosse un optional).
Insomma invece di estirpare la malattia alla radice, si allunga l’agonia del malato, proponendo la posticipazione della scadenza dei debiti. Ma tutti i progetti da attuare appena vinti le elezioni che fine hanno fatto, chi li ha visti? In quale Tavolo sono finiti? Palazzo dei Congressi, Centro di ricerca delle malattie epatobiliari, Parco Acquatico, Piscine Termali, Rilancio del Termalismo: si sono perse le tracce ed i tracciati!
Negli ultimi anni si sono persi 1.900 contratti di lavoro e chiuse 160 aziende solo nel comparto alberghiero e se a questi aggiungiamo la chiusura di negozi, di piccoli artigiani e le ricadute negative sull’indotto, la situazione è drammatica. Il PD coadiuvato dalle grandi promesse del PdL: Parco cinematografico, Casinò, Zone franche termali, si è perso nei meandri identitari fino al punto di raccomandarsi al Ministro Rotondi, si proprio quello che doveva essere il capolista di Guidi (altro evanescente protettore chiancianese) nella lista della libertà. Insomma tutti uniti ad annunciare incontri che addirittura avrebbero dovuto coinvolgere il grande capo in persona, poi con l’arrivo delle Escort, il Presidente Bezzini ed il Consigliere Camastra si dovranno accontentare del buon democristiano avellinese. Speriamo bene, con questo freddo!
Noi non ci stiamo a questi giochetti. La gente è stufa di annunci e di pause di riflessioni. Siamo convinti che non saranno le chiacchere e tantomento il finanziamento degli interessi sui mutui che cureranno i malanni, occorrono punture di investimenti, seri e mirati, occorre incrementare la qualità produttiva e l’occupazione, non basta aumentare la resistenza del debito. Occorrono rigore e serietà e non proclami
lunedì 3 gennaio 2011
Basta lacrime di coccodrillo e parate dell'ipocrisia
Un popolo che "lucra" grazie a Sara affogata dalla sua famiglia, come può portare la democrazia armata al popolo afgano e poi versare lacrime da coccodrillo per la morte di Matteo. Ho proprio voglia di chiedere asilo politico alla Groenlandia!
martedì 7 dicembre 2010
giovedì 11 novembre 2010
Sostegno a chi non lavora
Siena, 26 ottobre 2010 - 3M/2010
OGGETTO: Mozione “Sostegno al reddito”.
Premesso che:
la Provincia di Siena ha assunto la crisi come elemento prioritario dell’azione
programmatica e di governo condiviso tar tutte le forze politiche indipendentemente dalla loro collocazione, il tutto sancito anche attraverso due assise straordinarie e
monotematiche del Consiglio Provinciale convocate nell’ottobre e Novembre 2009;
la Deliberazione della Giunta Provinciale del 1 giugno 2010 n. 151 “Fondazione MPS
Bando straordinario 2010- Accettazione contributi” conferma tale impegno;
la Deliberazione della Giunta Provinciale n. 160 del 08.06.10 ha per titolo “Approvazioni indirizzi per l’attivazione delle azioni progettuali finalizzate all’erogazione degli interventi di sostegno, integrazione al reddito, azioni di riqualificazione professionale e borse lavoro per favorire l’inserimento di lavoratori che hanno perso l’occupazione per crisi aziendali o occupazionali”;
viene concesso, quindi un contributo straordinario di € 400,00 netti mensili nella misura massima di 2.400,00 euro netti complessivi nelle annualità 2009, 2010 e 2011 ai disoccupati che si trovano nelle seguenti condizioni:
a) avere un’anzianità lavorativa di almeno 90 gg. oppure aver maturato un’anzianità
lavorativa di almeno 150 giorni complessivi, anche per effetto di piu’ contratti di
lavoro non continuativi e con datori di lavoro diversi presso azienda/ente in cui ha
prestato la propria attività lavorativa di cui al punto precedente con unità produttive e/o operative ubicate in Toscana;
b) non avere richiesto e di non essere beneficiario di altri contribuiti pubblici o di ammortizzatori sociali* in forza di similari provvedimenti pubblici adottati dal
governo centrale e/o da altre amministrazioni pubbliche locali durante i periodi di
disoccupazione per i quali si richiede il sostegno al reddito;
c) non avere richiesto o essere stato beneficiario di contributi pubblici similari.
Rilevato che:
la Regione Toscana con la Legge Regionale 69 del 2008, art. 6 ter fra le misure di
sostegno prevede di designare un contributo pari a 1.650,00 alle seguenti categorie di lavoratori:
1. residenti in Toscana;
2. provenienti da imprese/studi professionali con unità produttive o operative ubicate in Toscana;
3. la cui soglia di reddito riferito all’anno 2008 ed accertato secondo la normativa in materia di Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) sia di
ammontare non superiore a 12.500,00 euro la certificazione ISEE è rilasciata dal CAF o dall’INPS;
4. Di aver maturato un’anzianità lavorativa di almeno 180 giorni complessivi, anche
per effetto di più contratti non continuativi e con datori di lavoro diversi, e di trovarsi in una delle seguenti condizioni, con riferimento al periodo intercorrente gli ultimi due anni:
a) Lavoratore a tempo indeterminato licenziato (escluso licenziamento per giusta
causa, giustificato motivo soggettivo, per mancato superamento del periodo di
prova, per superamento del periodo di comporto e le dimissioni volontarie non
connesse a causa di crisi aziendale);
b) itolare di contratto di collaborazione a progetto, di cui all’art. 61 e seguenti del D.Lgs. n. 276/2003, con contratto risolto per assoggettamento del committente a
procedura concorsuale, per cessazione dell’attività, o per riduzione dell’organico
aziendale dovuta alla situazione di crisi;
c) Lavoratore a tempo determinato, proveniente da azienda assoggettata a procedura
concorsuale, che ha cessato l’attività ovvero ha attuato una riduzione dell’organico
aziendale dovuta alla situazione di crisi, al quale sia stato risolto* il contratto prima della scadenza naturale del termine (escluso licenziamento per giusta causa,
giustificato motivo soggettivo, per mancato superamento del periodo di prova, per
superamento del periodo di comporto e le dimissioni volontarie non connesse a
causa di crisi aziendale);
d) che siano iscritti, per la tipologia 1) da almeno 3 mesi alle liste di disoccupazione presso i Centri per l’Impiego o che, per le tipologie 2) e che risultino non occupati per almeno tre mesi e non beneficino di interventi di sostegno al reddito derivanti da ammortizzatori sociali in normativa vigente o in deroga;
e) che abbiano sottoscritto con il Centro per l’Impiego il patto di servizio integrato, di cui all’art. 14 comma 3 del Regolamento regionale, emanato con D.P.G.R. 4.2.2004 n. 7/R, con il quale il disoccupato si impegna a svolgere le azioni concordate nel piano di azione individuale;
f) che non abbiano richiesto o non siano beneficiari di similari provvedimenti pubblici adottati dal governo centrale e/o da altre amministrazioni pubbliche locali (Province e Comuni). In caso di erogazioni pubbliche comunque l’importo del contributo regionale è pari alla differenza tra l’importo del contributo regionale e quanto già percepito.
Rilevato che
Esistono altre forme di ammortizzatori sociali riconosciuti dal governo nazionale, quali:
1. L’ indenntià di disoccupazione e cioè un’indennità nella misura del 60% della
retribuzione media lorda dei sei mesi, al 50% per i due mesi seguenti e al 40% per i
restanti. L’indennità viene corrisposta per 30 giorni al mese (indipendentemente dal fatto che il mese sia di 30 o 31 giorni) ad eccezione del mese di febbraio, per il quale viene corrisposta per l’esatto numero di giorni (28 o 29).
A coloro che, anche per un solo giorno, percepiscono l’indennità di disoccupazione nel periodo compreso tra il 18 e il 24 dicembre, è corrisposto, oltre all’indennità normalmente spettante, un assegno speciale pari a 6 giorni di indennità (cosiddetta gratifica natalizia).
L’indennità viene riconosciuta per un periodo di otto mesi massimo ai lavoratori
disoccupati ossia che non devono svolgere alcun tipo di attività lavorativa, né autonoma né subordinata né parasubordinata e che hanno maturato i seguenti requisiti:
- aver rilasciato al Centro per l’impiego, competente per territorio, la dichiarazione di immediata disponibilità sia a svolgere un’attività lavorativa sia a seguire il percorso proposto per la ricerca di una nuova occupazione;
- avere svolto un’attività lavorativa, con il relativo versamento del contributo per la disoccupazione, almeno due anni prima del licenziamento;
- avere almeno un anno di contribuzione (equivalente a 52 contributi settimanali) nei
due anni che precedono la data di cessazione del rapporto di lavoro;
- essere in possesso della capacità lavorativa, sia pure residua (non avere cioè in
corso malattie che provochino la temporanea inabilità al lavoro). In caso contrario,
l’indennità sarà erogata a partire dal momento del recupero della capacità
lavorativa, sempre che permanga lo stato di disoccupazione.
2. Indennità di disoccupazione con i requisiti ridotti e cioè un’indennità di pari al 35 % della retribuzione per i primi 120 giorni e al 40 % per i successivi giorni, fino a un massimo di 180 giornate e comunque non superiore alla differenza tra il numero 360, diminuito delle giornate di trattamento di disoccupazione eventualmente goduto, e quello delle giornate di lavoro prestate. Per giornata effettivamente lavorata si intende il giorno di calendario in cui si è svolta attività lavorativa subordinata, indipendentemente dalla durata e dalla retribuzione percepita. In caso di orario settimanale articolato su cinque giorni lavorativi, si considera il sesto giorno come effettivamente lavorato.
Per ottenere l’indennità occorre:
- essere assicurati da almeno 2 anni e aver versato almeno un contributo prima del
biennio precedente la domanda;
- avere svolto lavoro dipendente per almeno 78 giorni di calendario nel periodo di
riferimento. Vanno considerate non solo le giornate effettivamente lavorate ma
anche quelle comunque interne ad un rapporto di lavoro e per le quali sussiste
l’obbligo di contribuzione (le giornate indennizzate a titolo di malattia, maternità
ecc.) Sono, invece, escluse le assenze a titolo personale (scioperi, congedi non
retribuiti ecc.).
Considerato quindi:
che il numero dei destinatari delle misure aggiuntive richiamate in premessa ed erogate dalla Provincia, alla luce delle indennità erogati da altri Enti e di sopra richiamati, risulta esiguo;
che pertanto tutti gli inoccupati ed i disoccupati che non si trovano nelle condizioni suddette sono completamente esclusi da qualsiasi tipo di ammortizzatore sociale;
che purtroppo il Governo italiano da una parte e la Regione Toscana dall’altra non hanno introdotto redditi di cittadinanza;
che in sostanza nel nostro paese che si vanta di essere fra i sette più ricchi e civilizzati paesi del mondo esistono persone che vivono al disotto della soglia della sopravvivenza in quanto non percepiscono nessun tipo di reddito;
il Consiglio Provinciale impegna il Presidente e la Giunta
- ad aprire sia i termini che le modalità del bando straordinario a tutti i disoccupati e gli inoccupati esclusi da qualsiasi forma di ammortizzatore sociale;
- a reperire risorse aggiuntive a quelle assegnate al bando straordinario 2010;
- a coinvolgere i comuni, i sindacati e le istituzioni preposte al fine di individuare forme e modalità di interventi finalizzati all’effettiva necessità sociale;
- a costituire un fondo di solidarietà aperto al contributo di tutti i cittadini ed in particolare di quelli che percepiscono uno stipendio od altra forma equiparata tale superiore a 3.000 euro mensili.
Materiali per il prossimo consiglio
Interrogazione n. 4/2010
Al Presidente della Provincia di Siena
Oggetto: Interrogazione consiliare a risposta orale e scritta inerente la società Nova E srl.
Appreso dalla stampa della costituzione di una nuova società promossa da Siena Ambiente SpA e da Intesa SpA denominata Nova E srl, la quale avrà l’obiettivo di dare impulso alla green economy nel settore delle energie rinnovabili.
Considerato che la Provincia di Siena è direttamente interessata in quanto detiene la quota maggioritaria degli Enti Pubblici partecipanti in Siena Ambiente e precisamente il 16,19% e considerato, altresì, che il Gruppo Intesa è partecipato da Terre Cablate, dove la Provincia detiene il 18% delle quote azionarie.
Si interroga il Presidente della Provincia:
- come mai per l’obiettivo suddetto non si è ricorso alle società esistenti?
- come mai si è ricorso alla forma di società finanziaria denominata Holding e quindi
esposta ai mercati finanziari?
- come mai le società operative generate Sinergie, 80% Nova E e 20% Moncada Energy
(che produce direttamente pannelli fotovoltaici ad Agrigento ed è partecipata da
Capital service ) E.S.CO.-SI (che si occupa di installazione) 66% Nova e il resto ai
consorzi senesi (Ceis 14% Citis 14% Eacos 6%), non hanno fatto riferimento alle
Holding (Siena Ambiente e/o Intesa) esistenti?
- Come mai la produzione che dovrà toccare i 35 MegaWatt entro il 2015, per coprire le esigenze di 40.000 abitanti, è prevista solo in Sicilia?
- come mai non si è finalizzata l’attenzione sulle necessità di incrementare
l’occupazione e la produzione di energia del nostro territorio, considerato che le
holding generatrici sono di esclusivo interesse pubblico del territorio senese?
- da quale organismo provinciale è stato deliberato l’obiettivo strategico su cui si colloca la nascita della suddetta Holding?
- quale sarà la composizione societaria?
- quale sarà e come sarà composto l’organo di gestione?
Interrogazione n. 5/2010
Al Presidente della Provincia di Siena
Oggetto: Interrogazione consiliare a risposta orale e scritta inerente la rotatoria della SP146 nel centro urbano di Chianciano Terme.
Vista la DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE del 18 SETTEMBRE 2007 N. 186 avente per oggetto l’approvazione del progetto preliminare per la “realizzazione di una rotatoria lungo la S.P. 146“ di Chianciano” al Km. 16+000 circa, nel centro di Chianciano Terme.
Dove, nella stessa delibera, si indicava che le analisi delle esigenze di mobilità veicolare inducevano alla necessità della sostituzione dell’incrocio attuale con una rotatoria di tipo circolare. L’attuale intersezione, infatti, non permette di effettuare tutte le manovre di interscambio fra le strade concomitanti.
Il Progetto richiedeva la somma di € 656.000,00 composta da € 640.000,00 per opere stradali e impianti € 16.000,00 Oneri per la sicurezza, a questo si aggiungevano € 131.200,00 per l’IVA, € 4.198,40 di accantonamento art. 92 D.L.vo 163/2006, € 120.000,00 Spese tecniche, geologiche, sicurezza, prove geognostiche, IVA compresa, € 19.680,00 in Fondo per accordi bonari, € 9.901,60 Imprevisti, espropri,
occupazioni e quindi un costo TOTALE dell’INTERVENTO pari a € 940.980,00
Dato atto che il comune di Chianciano aveva già espresso parere favorevole
DATO ATTO, ALTRESI’ CHE la Giunta provinciale in delibera aveva già individuato una somma a disposizione pari a € 284.980,00
Considerato che la Giunta si era impegnata a proporre al Consiglio Provinciale di inserire l’intervento fra quelli dell’elenco del Programma Triennale dei Lavori Pubblici anni 2008-2009-2010;
Considerato che la Giunta comunale per ovviare alle problematiche del traffico è ricorsa ad una modulazione alternativa della viabilità che sta creando dversi problemi di mobilità soprattutto al Trasporto Pubblico che a causa dei nuovi percorsi ha visto un aumento dei Km percorsi sia per l’urbano che per l’Interurbano ed un contestuale peggioramento del servizio sia in termini di corse che di disagio per i mezzi che sono costretti a percorrere tratti alternativi disagiati a causa delle pessime condizioni delle strade dovute ai dislivelli altimetrici ed allo stesso fondo stradale;
Considerato che l’opera è inserita nell’elenco degli impegni di cui al programma triennale per l’anno 2011
Si chiede di sapere:
- come mai si è registrato un ritardo così considerevole rispetto a quanto previsto nella delibera di giunta del 2007?
- Qual’è stato l’iter procedurale seguito dopo la Delibera 186 in avanti?
- Se la realizzazione dell’opera è tutt’ora nell’interesse dell’Amministrazione provinciale e di quella comunale?
Antonio Falcone
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