Esprimo grande preoccupazione per i tagli effettuati sul Trasporto Urbano di Chianciano dove sarà soppresso il servizio festivo per la stagione 2011 e saranno ridotte sensibilmente le corse della linea T3 che collega gli stabilimenti termali fra loro e gli stessi ai punti nodali della città.
Tutto questo avviene nel momento in cui si registra una timida ripresa delle presenze termali ed in un momento drammatico per l’economia della zona.
Inoltre non si comprende il silenzio dell’Amministrazione comunale che invece di trovare risorse aggiuntive per attutire il taglio della regione, diminuisce l’impegno ecomomico rispetto agli anni precedenti inoltre non si dimostra nemmeno in grado di cercare una soluzione alternativa coinvoilgendo la città.
Se a questo aggiungiamo le grosse difficoltà derivanti dal taglio sull’Extraurbano che sta facendo la provincia nella tratta Chiusi-Chianciano-Montepulciano-Nottola viene da se che il governo locale e quello provinciale invece di trovare risposte alla grave scrisi di Chianciano e dintorni, stanno accellerando la fine della stagione termale ancora prima di cominciare.
Come consigliere provinciale ho chiesto l’immediata riunione della Commmisione Trasporti ma se non sarà l’Amministrazione comunale in testa con il coinvoglimento di tutta la comunità chiancianese e degli altri comuni interessati il rischio sarà la morte definitiva delle attività termali di Chianciano e Sant’Albino ma anche l’inutilità dell’Ospedale di Nottola come servizio ospedaliero d’eccellenza di tutta la zona.
giovedì 26 maggio 2011
lunedì 25 aprile 2011
sabato 9 aprile 2011
Manifestazione delle Opposizioni a Chianciano Terme
Preciso in maniera categorica che Rifondazione Comunista non ha aderito alla manifestazione delle opposizioni, quindi chiarisco che la mia presenza all’Assemblea di Venerdì 8 aprile 2011 è stata a titolo personale e da cittadino che partecipa ad una iniziativa pubblica della propria città.
Fra l’altro non posso esprimere giudizi sull’iniziativa perchè sono arrivato alla fine della serata ed ho ascoltato solo l’intervento conclusivo del Consigliere Marignani che ringrazio per l’essersi messo a disposizione di tutte le opposizioni, ma per quanto ci riguarda, lo rassicuro perché il PRC esprime un proprio Gruppo con il quale condividiamo le iniziative regionali.
La manifestazione è stata patrocinata solo da forze di centro-destra e dall’UdC, per cui la sua piattaforma non ha niente a che fare con il progetto politico di Rifondazione Comunista che si colloca da tutt’altra parte rispetto alle forze politiche presenti.
Inoltre la nostra opposizione individua soprattutto nel Centro-Destra (al governo nazionale da 20 anni) il proprio avversario perchè non ha mosso mai un dito in favore della ripresa di Chianciano. Vedi mancato finanziamento della Legge 323/2000 che riguarda il termalismo, vedi mancanza di una politica nazionale a sostegno dell’impresa alberghiera e dei 2000 lavoratori che hanno perso l’occupazione negli ultimi 5 anni nella cittadina termale.
Sul piano locale il PDL e le altre forze di “opposizione” non hanno evidenziato mai critiche sul fatto che l’Amministrazione locale ed il sistema politico provinciale che la sostengono ha rinunciato alla costruzione del palacongressi tradendo persino il loro stesso programma elettorale. Addirittura sostennero insieme al Centro–Sinistra il Projet financing risultato un fallimento totale. IL PRC fu l’unica forza a votare contro. Inoltre il PDL, riguardo al debito fuori bilancio relativo alla fattura di Sienambiente invece di fare una verifica sulle cause politiche per le quali il comune si trova questo sforamento concentra l’attenzione sulle responsabilità tecnico-giuridiche per le quali la competenza appartiene ad altri Enti e non certo alla dialettica politica. Altro elemento particolarmente grave sta nel fatto che il PDL presiede la commissione Termalismo da oltre 5 anni la quale non è riuscita a produrre nessuna proposta di rilancio del comparto che rappresenta il cuore della vita economico-sociale di Chianciano, tantomeno un convegno, un seminario, una proposta di Legge, un regolamento, un OdG o qualsiasi altra cosa che mettesse governo, regione, provincia e comune nelle condizioni del non potersi esimere di dare risposte certe alle problematiche del termalismo. L’unica commissione che dovrebbe presiedere in quanto forza di opposizione e cioè quella di Garanzia e Controllo, non si riunisce da anni.
In sostanza mentre la maggioranza è ingarbugliata nei meandri del burocratismo e non riesce a realizzare nessuno dei progetti in cantiere da 10 anni (palacongressi, piscine, parcheggio borgonovo, piazza Italia etc..), il PDL che ne sostiene l’azione amministrativa presiedendo addirittura commissioni di governo, invece di proporre progetti alternativi e di pretendere che si realizzino perlomeno quelli in cantiere, si erge a guida delle opposizioni come se fosse immune dalle responsabilità. Il PRC (non presente in consiglio comunale) è da tempo ed in tutti i livelli istituzionali (dove è presente) l’unica vera opposizione che da anni denuncia l’immobilismo e l’agonizzante debolezza della politica della città. Pertanto mantiene le dovute distanze sia dalla compagine politica che guida l’attuale amministrazione che da quella che esprime le forze di opposizioni che si sono riunite venerdì scorso.
Antonio Falcone
Fra l’altro non posso esprimere giudizi sull’iniziativa perchè sono arrivato alla fine della serata ed ho ascoltato solo l’intervento conclusivo del Consigliere Marignani che ringrazio per l’essersi messo a disposizione di tutte le opposizioni, ma per quanto ci riguarda, lo rassicuro perché il PRC esprime un proprio Gruppo con il quale condividiamo le iniziative regionali.
La manifestazione è stata patrocinata solo da forze di centro-destra e dall’UdC, per cui la sua piattaforma non ha niente a che fare con il progetto politico di Rifondazione Comunista che si colloca da tutt’altra parte rispetto alle forze politiche presenti.
Inoltre la nostra opposizione individua soprattutto nel Centro-Destra (al governo nazionale da 20 anni) il proprio avversario perchè non ha mosso mai un dito in favore della ripresa di Chianciano. Vedi mancato finanziamento della Legge 323/2000 che riguarda il termalismo, vedi mancanza di una politica nazionale a sostegno dell’impresa alberghiera e dei 2000 lavoratori che hanno perso l’occupazione negli ultimi 5 anni nella cittadina termale.
Sul piano locale il PDL e le altre forze di “opposizione” non hanno evidenziato mai critiche sul fatto che l’Amministrazione locale ed il sistema politico provinciale che la sostengono ha rinunciato alla costruzione del palacongressi tradendo persino il loro stesso programma elettorale. Addirittura sostennero insieme al Centro–Sinistra il Projet financing risultato un fallimento totale. IL PRC fu l’unica forza a votare contro. Inoltre il PDL, riguardo al debito fuori bilancio relativo alla fattura di Sienambiente invece di fare una verifica sulle cause politiche per le quali il comune si trova questo sforamento concentra l’attenzione sulle responsabilità tecnico-giuridiche per le quali la competenza appartiene ad altri Enti e non certo alla dialettica politica. Altro elemento particolarmente grave sta nel fatto che il PDL presiede la commissione Termalismo da oltre 5 anni la quale non è riuscita a produrre nessuna proposta di rilancio del comparto che rappresenta il cuore della vita economico-sociale di Chianciano, tantomeno un convegno, un seminario, una proposta di Legge, un regolamento, un OdG o qualsiasi altra cosa che mettesse governo, regione, provincia e comune nelle condizioni del non potersi esimere di dare risposte certe alle problematiche del termalismo. L’unica commissione che dovrebbe presiedere in quanto forza di opposizione e cioè quella di Garanzia e Controllo, non si riunisce da anni.
In sostanza mentre la maggioranza è ingarbugliata nei meandri del burocratismo e non riesce a realizzare nessuno dei progetti in cantiere da 10 anni (palacongressi, piscine, parcheggio borgonovo, piazza Italia etc..), il PDL che ne sostiene l’azione amministrativa presiedendo addirittura commissioni di governo, invece di proporre progetti alternativi e di pretendere che si realizzino perlomeno quelli in cantiere, si erge a guida delle opposizioni come se fosse immune dalle responsabilità. Il PRC (non presente in consiglio comunale) è da tempo ed in tutti i livelli istituzionali (dove è presente) l’unica vera opposizione che da anni denuncia l’immobilismo e l’agonizzante debolezza della politica della città. Pertanto mantiene le dovute distanze sia dalla compagine politica che guida l’attuale amministrazione che da quella che esprime le forze di opposizioni che si sono riunite venerdì scorso.
Antonio Falcone
domenica 27 marzo 2011
Siena: PRC, "chi si candida alle elezioni deve dire che ampliamento Ampugnano non si farà"
"Non finisce mai la querelle di Ampugnano. I cittadini e le forze politiche, che da sempre osteggiano l’'ampliamento dell’'aeroporto di Ampugnano, hanno esultato quando hanno saputo che i consigli ritiravano, per approfondimenti tecnici, la delibera contenente l'’accordo transattivo che faceva uscire Galaxy in tutta fretta e che avrebbe permesso di formare la nuova compagine societaria al fine di ottenere la concessione ventennale dall’'ENAC. Questo era l'’obiettivo del Presidente Machetti, reso forse possibile grazie al decreto milleproroghe. Forse quell'’accordo era già pronto il 16 dicembre quando Machetti presentò il “nuovo aeroporto ad impatto zero” all’'associazione “Per Siena”, per cui avrebbero avuto ben tre mesi di tempo per approfondire la possibilità o meno di realizzarlo. Allora cosa è capitato? Qual è il vero motivo della ritirata? Saranno state le elezioni senesi che hanno influito nella decisione? Probabilmente il Ceccuzzi e chi lo sostiene: o non se l'’è sentita di prendere una decisione così impopolare in periodo pre-elettorale con manifestazioni di piazza, oppure si sono voluti smarcare dai gruppi di potere che spingevano per la realizzazione dell'’opera; oppure hanno preso coscienza che Siena e la sua Banca non possono più sostenere i costi di un aeroporto di cui, né la Regione né lo Stato, hanno mai mostrato interesse a mantenere in vita, per di più utile solo ad una elite che arriva con il jet privato al fine settimana, mentre il taglio dei servizi pubblici ha lasciato a piedi parecchie zone della Provincia. Strano che il Governatore Rossi agli “Stati Generali della Provincia” abbia sostenuto che l’'aeroporto rappresenta un obiettivo dal quale non si può prescindere, mentre in campagna elettorale aveva sostenuto che non si sarebbe proceduto all'’ampliamento. Strano che nel dibattito che ha seguito questo ripensamento, nessuno citi i motivi che hanno portato al sequestro delle azioni, agli indagati dai nomi eccellenti, alla responsabilità di chi ha caparbiamente guidato questa operazione Galaxy in totale difformità alle regole, nonostante che migliaia di cittadini avessero in ogni modo contestato l’'atto. Noi ci aspettiamo un ripensamento che non sia solo “elettorale”. La crisi non può che indurre i politici onesti ad un uso ponderato delle risorse comuni ed a lavorare per uno sviluppo sostenibile ed adeguato alle caratteristiche storico-culturale della nostra Provincia. Occorre quindi procedere all’'approvazione equa e regolare della fuoriuscita di Galaxy e sistemare gli assetti, tutelando i lavoratori e le istituzioni e per il futuro spendere bene rilanciando settori al collasso come i treni Chiusi-Siena-Firenze, che non hanno neanche i regolatori della temperatura, oppure il Trasporto Pubblico Locale (ad esempio ci vogliono tre ore per andare in bus da San Casciano Bagni a Siena. Altro che aeroporto internazionale!). Non ci interessa un rinvio per calcoli elettorali: i comuni di Siena e Sovicille e l'’Amministrazione Provinciale di Siena devono dire cosa fanno rispetto alla vicenda societaria e come intendono risolverla. Chi si candida a guidare Siena deve indicare chiaramente nel programma elettorale che l'’ampliamento dell'’aeroporto di Ampugnano non sarà fatto né ora né mai. Non è più il tempo dei tatticismi, occorrono atti inequivocabili".
sabato 19 marzo 2011
Fuori le bandiere della pace
1871-2011: 140° anniversario della Comune di Parigi
1911-2011 l’Italia festeggia il centenario di un’altra grande ricorrenza storica: LA GUERRA DI LIBIA, e lo fa in grande stile partecipando all’ennesima “coalizione dei volenterosi” contro il criminale Gheddafi.
Il nostro Governo siglava il trattato di amicizia italo-libico e accoglieva come un pontefice il colonnello Gheddafi, proprio mentre il satrapo trucidava poveri innocenti colpevoli solo di voler venire nel nostro paese, SENZA CHE NESSUNO ABBIA MOSSO UN DITO…
Da decenni il popolo palestinese viene ucciso, offeso, umiliato dalla potenza militare dello stato di Israele e quando gli F16 israeliani radevano al suolo il Libano o Gaza, NESSUNO HA MOSSO UN DITO…
Da anni in Ruanda migliaia di morti si accatastano sulle strade in un massacro tribale senza fine e senza pietà, SENZA CHE NESSUNO MUOVA UN DITO…
Oggi le potenze delle più grandi sorelle del petrolio dell’occidente (USA, Francia e Gran Bretagna) hanno deciso col cuore gonfio di pena per il popolo libico e le lacrime agli occhi, che è giunto il momento di un intervento armato disinteressato e democratico non per prendere il controllo di alcuni dei più grandi giacimenti di petrolio, ma per salvare i civili… E L’ITALIA, MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE, USA AD OBBEDIR TACENDO, SEGUE SUBALTERNA NELLA SPERANZA CHE QUALCHE BRICIOLA CADA DAL TAVOLO DEI SUOI PADRONI!
Che importa se quella in Libia non sia una rivolta civile ma uno scontro interno all’establishment “gheddafiano”, tanto il popolo bue italiano con la memoria tanto fragile quanto il senso dello Stato di chi lo governa, è disposto a credere, come fu per la Jugoslavia, per l’Iraq, per l’Afghanistan, all’intervento umanitario e ai bombardamenti chirurgici che, come sappiamo, STANNO TRUCIDANDO UN NUMERO DI CIVILI INNOCENTI INFINITAMENTE PIU’ GRANDE DI QUELLI CHE CI RACCONTANO ESSERE GIA’ STATI UCCISI.
MOBILITIAMOCI TUTTI, RIMETTIAMO SUI NOSTRI BALCONI LE BANDIERE DELLA PACE E COSTRUIAMO LE CONDIZIONI PERCHE’ SI AFFERMI L’UNICA PROPOSTA, AVANZATA DAI PROGRESSISTI SUD AMERICANI, CHE DAVVERO POSSA SALVARE IL POPOLO LIBICO E LA SUA AUTODETERMINAZIONE, OVVERO L’ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE INTERNAZIONALE COMPOSTA DA LATINO AMERICANI, EUROPEI ED ESPONENTI DEL MEDIO ORIENTE CHE TRATTI CON LE PARTI IN CONFLITTO IN LIBIA PER UNA SOLUZIONE PACIFICA.
Al lavoro e alla lotta Compagne e Compagni
Stefano Cristiano
1911-2011 l’Italia festeggia il centenario di un’altra grande ricorrenza storica: LA GUERRA DI LIBIA, e lo fa in grande stile partecipando all’ennesima “coalizione dei volenterosi” contro il criminale Gheddafi.
Il nostro Governo siglava il trattato di amicizia italo-libico e accoglieva come un pontefice il colonnello Gheddafi, proprio mentre il satrapo trucidava poveri innocenti colpevoli solo di voler venire nel nostro paese, SENZA CHE NESSUNO ABBIA MOSSO UN DITO…
Da decenni il popolo palestinese viene ucciso, offeso, umiliato dalla potenza militare dello stato di Israele e quando gli F16 israeliani radevano al suolo il Libano o Gaza, NESSUNO HA MOSSO UN DITO…
Da anni in Ruanda migliaia di morti si accatastano sulle strade in un massacro tribale senza fine e senza pietà, SENZA CHE NESSUNO MUOVA UN DITO…
Oggi le potenze delle più grandi sorelle del petrolio dell’occidente (USA, Francia e Gran Bretagna) hanno deciso col cuore gonfio di pena per il popolo libico e le lacrime agli occhi, che è giunto il momento di un intervento armato disinteressato e democratico non per prendere il controllo di alcuni dei più grandi giacimenti di petrolio, ma per salvare i civili… E L’ITALIA, MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE, USA AD OBBEDIR TACENDO, SEGUE SUBALTERNA NELLA SPERANZA CHE QUALCHE BRICIOLA CADA DAL TAVOLO DEI SUOI PADRONI!
Che importa se quella in Libia non sia una rivolta civile ma uno scontro interno all’establishment “gheddafiano”, tanto il popolo bue italiano con la memoria tanto fragile quanto il senso dello Stato di chi lo governa, è disposto a credere, come fu per la Jugoslavia, per l’Iraq, per l’Afghanistan, all’intervento umanitario e ai bombardamenti chirurgici che, come sappiamo, STANNO TRUCIDANDO UN NUMERO DI CIVILI INNOCENTI INFINITAMENTE PIU’ GRANDE DI QUELLI CHE CI RACCONTANO ESSERE GIA’ STATI UCCISI.
MOBILITIAMOCI TUTTI, RIMETTIAMO SUI NOSTRI BALCONI LE BANDIERE DELLA PACE E COSTRUIAMO LE CONDIZIONI PERCHE’ SI AFFERMI L’UNICA PROPOSTA, AVANZATA DAI PROGRESSISTI SUD AMERICANI, CHE DAVVERO POSSA SALVARE IL POPOLO LIBICO E LA SUA AUTODETERMINAZIONE, OVVERO L’ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE INTERNAZIONALE COMPOSTA DA LATINO AMERICANI, EUROPEI ED ESPONENTI DEL MEDIO ORIENTE CHE TRATTI CON LE PARTI IN CONFLITTO IN LIBIA PER UNA SOLUZIONE PACIFICA.
Al lavoro e alla lotta Compagne e Compagni
Stefano Cristiano
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