Il Gruppo consiliare comunista della provincia di Siena, chiarisce che la posizione espressa nel consiglio provinciale del 27 giugno e relativamente all’OdG presentato dai Gruppi PD-IdV-La Sinistra sulla centrale a biomasse di Colle Val D’elsa, non è riferita al merito della questione ma vuole stigmatizzare l’atteggiamento alla “ghe pensi mi” praticato dalla maggioranza consiliare.
Non abbiamo partecipato al voto perché contestiamo l’autosufficienza dei gruppi di maggioranza e la strumentalizzazione manifestata in particolare dal Gruppo La Sinistra rispetto al coinvolgimento delle opposizioni ai lavori delle commissioni..
Il rifiuto di portare in commissione l’OdG e quindi la mancata volontà di condividare all’unanimità del consiglio le preoccupazioni sulla centrale, ha determinato un atteggiamento di astensione che chiedeva l’impegno di aprire una discussione sul Piano Energetico provinciale.
Purtroppo, per il PD, l’IdV e La Sinistra la partecipazione ed il coinvolgimento si esauriscono attraverso la consegna di un dischetto già confezionato.
Il nostro Gruppo, invece, è convinto che occorre approfondire la tematica energetica attraverso un piano scaturito dal coinvolgimento di tutte le forze politiche ed in primo luogo delle comunità locali. Non si può avere due pesi e due misure ed a secondo della quantità di consenso che si può guadagnare con un OdG che, fra l’altro, esprime solo considerazioni e che non ha nessun valore deliberativo.
Altra cosa è pianificare una politica energetica che si basi principalmente sul coinvolgimento delle comunità locali che dispongono della titolarità del territorio.
Questo valeva per la centrale a biomassa di Gallina, per quella di Sinalunga e vale per quella di Colle. Noi siamo dalla parte dei cittadini sempre e non solo quando è più conveniente ed è per questo che sollecitiamo una discussione ampia sul Piano Energetico Interprovinciale.
Critichiamo fortemente la politica del governo nazionale che lascia decidere ad una semplice DIA la nascita o meno di siti energetici che modificano la qualità dell’aria e cedono al profitto delle multinazionali la sovranità dei territori.
Nello stesso tempo sollecitiamo fortemente sia la Regione Toscana che le Provincia di Siena per pianificare insieme ai Comuni ed ai cittadini la produzione di energia, attraverso strategie che mettono il bilancio energetico e quello ambientale sullo stesso piano e nelle stesse condizioni di equilibrio. Il nostro “non-voto” condanna un atteggiamento di autosufficienza alla ed apre le porte ad una discussione seria e formale che non può esaurirsi con un OdG che eprime solo “tiepide“ preoccupazioni!
martedì 28 giugno 2011
martedì 21 giugno 2011
Il Popolo non vincerà mai senza un Partito Comunista!
Il Referendum ha dato un segnale inequivocabile, gli italiani sono stusi del liberismo, delle privatizzazioni. Il ventennio che va dal 1980 al 2000 è stato caratterizzato dalle politiche di Reagan, della Tatcher e cioè dell’affermazione dell’io sul noi, dell’individualismo sulla collettività. A questo si è aggiunta la crisi dei partiti di sinistra (dovuta agli attacchi culturali, ma anche alla mancanza di classe dirigente). In Italia abbiamo privatizzato tutto (poste, telecomunicazioni, trasporti, acqua, servizi sociali, sanità), lo abbiamo fatto anche attraverso forme ibride, creando società dove la maggioranza è detenuta spesso dai comuni (con percentuali risorie) ma l’Amministratore delegato ed il CDA è controllato dal privato, il quale appropriandosi delle tariffe ha tolto ai comuni i cespiti economici dai bilanci, non ha fatto gli investimenti ed ha determinato lo smembramento qualitativo ed universalistico degli stessi.
L’Amministrazione pubblica modellata negli anni del trionfo del collettivismo non era più adeguata al sistema, così è stato introdotto il maggioritario secco nei comuni piccoli ed umido negli altri enti e per finire con l’aziendalizzazione (dirigismo e managerialità) l’amministrazione pubblica ha perso completamente lo scopo esistenziale e cioè mantenere la convivenza civica e la ridristibuzione di diritti e doveri come orizzonte strategico.
Nel frattempo con la promessa della riduzione del debito pubblico si è smantellato anche lo stato sociale, creando la frammentazione del lavoro (in nome della flessibilità), l’aumento dell’età pensionabile, l’invasione delle partite iva etc, etc, etc.. L’economia ha spostato analisi e decisioni nell’andamento finanziario del mercato speculativo e nella statistica finanziaria degli organismi mondiali controllati dal mercato e non dalla politica.
La classe politica italiana ed i partiti hanno rinunciato alla loro missione storica e costituzionale, introducendo il lobbismo, la forza mediatica, il becerismo, la spettacolarità, ridicolizzando se stessa e facendola percepire (anche a causa della proprio inutilità economico-sociale) come una casta che pensa solo a se stessa, fino al punto di sfociare al Berlusconismo ed a modellare l’organizzazione elettiva degli enti pubblici locali, tagliandoli di peso e di rappresentanza e perfino dimezzando indennità ed immagine degli eletti, mentre a livello parlamentare aumentavano privilegi e squallore.
Con il referendum gli italiani hanno detto basta. Vogliono ritornare al noi e non più all’io. Hanno dato un segnale di risveglio e di volontà di liberarsi del liberismo. Sarà troppo tardi? Si chiude la stalla quando sono usciti i buoi? Oggi ci sarebbe bisogno di una forza che riproponesse il comunismo, rifondandolo, ricercando strategie e vettori adeguati. Ci vorrebbe Rifondazione Comunista. C’è ancora!!!? Resta il fatto che i leader dei partiti della sinistra hanno utilizzato la vittoria dei referendum ai fini solo politico-elettorali e cioè gli hanno attribuito solo il significato politico lasciando cadere nel vuoto il significato strategico e di merito dei quesiti. Perchè? La mia risposta è semplice: in realtà a nessuno degli attuali leader di sinistra interessa la ricollettivizzazione di beni comuni, loro sono solo impegnati a ritornare in Parlamento ed a continuare ad amministrare il capitalismo senza minimamente scalfirlo. Altro che Referendum, ennesima beffa. Ecco perchè occorre ricostruire una forza comunista anticapitalista di massa che rimetta al centro della politica il superamento del capitalismo e la gestione pubblica dei beni comuni, comprese le banche!
L’Amministrazione pubblica modellata negli anni del trionfo del collettivismo non era più adeguata al sistema, così è stato introdotto il maggioritario secco nei comuni piccoli ed umido negli altri enti e per finire con l’aziendalizzazione (dirigismo e managerialità) l’amministrazione pubblica ha perso completamente lo scopo esistenziale e cioè mantenere la convivenza civica e la ridristibuzione di diritti e doveri come orizzonte strategico.
Nel frattempo con la promessa della riduzione del debito pubblico si è smantellato anche lo stato sociale, creando la frammentazione del lavoro (in nome della flessibilità), l’aumento dell’età pensionabile, l’invasione delle partite iva etc, etc, etc.. L’economia ha spostato analisi e decisioni nell’andamento finanziario del mercato speculativo e nella statistica finanziaria degli organismi mondiali controllati dal mercato e non dalla politica.
La classe politica italiana ed i partiti hanno rinunciato alla loro missione storica e costituzionale, introducendo il lobbismo, la forza mediatica, il becerismo, la spettacolarità, ridicolizzando se stessa e facendola percepire (anche a causa della proprio inutilità economico-sociale) come una casta che pensa solo a se stessa, fino al punto di sfociare al Berlusconismo ed a modellare l’organizzazione elettiva degli enti pubblici locali, tagliandoli di peso e di rappresentanza e perfino dimezzando indennità ed immagine degli eletti, mentre a livello parlamentare aumentavano privilegi e squallore.
Con il referendum gli italiani hanno detto basta. Vogliono ritornare al noi e non più all’io. Hanno dato un segnale di risveglio e di volontà di liberarsi del liberismo. Sarà troppo tardi? Si chiude la stalla quando sono usciti i buoi? Oggi ci sarebbe bisogno di una forza che riproponesse il comunismo, rifondandolo, ricercando strategie e vettori adeguati. Ci vorrebbe Rifondazione Comunista. C’è ancora!!!? Resta il fatto che i leader dei partiti della sinistra hanno utilizzato la vittoria dei referendum ai fini solo politico-elettorali e cioè gli hanno attribuito solo il significato politico lasciando cadere nel vuoto il significato strategico e di merito dei quesiti. Perchè? La mia risposta è semplice: in realtà a nessuno degli attuali leader di sinistra interessa la ricollettivizzazione di beni comuni, loro sono solo impegnati a ritornare in Parlamento ed a continuare ad amministrare il capitalismo senza minimamente scalfirlo. Altro che Referendum, ennesima beffa. Ecco perchè occorre ricostruire una forza comunista anticapitalista di massa che rimetta al centro della politica il superamento del capitalismo e la gestione pubblica dei beni comuni, comprese le banche!
giovedì 26 maggio 2011
TPL
Esprimo grande preoccupazione per i tagli effettuati sul Trasporto Urbano di Chianciano dove sarà soppresso il servizio festivo per la stagione 2011 e saranno ridotte sensibilmente le corse della linea T3 che collega gli stabilimenti termali fra loro e gli stessi ai punti nodali della città.
Tutto questo avviene nel momento in cui si registra una timida ripresa delle presenze termali ed in un momento drammatico per l’economia della zona.
Inoltre non si comprende il silenzio dell’Amministrazione comunale che invece di trovare risorse aggiuntive per attutire il taglio della regione, diminuisce l’impegno ecomomico rispetto agli anni precedenti inoltre non si dimostra nemmeno in grado di cercare una soluzione alternativa coinvoilgendo la città.
Se a questo aggiungiamo le grosse difficoltà derivanti dal taglio sull’Extraurbano che sta facendo la provincia nella tratta Chiusi-Chianciano-Montepulciano-Nottola viene da se che il governo locale e quello provinciale invece di trovare risposte alla grave scrisi di Chianciano e dintorni, stanno accellerando la fine della stagione termale ancora prima di cominciare.
Come consigliere provinciale ho chiesto l’immediata riunione della Commmisione Trasporti ma se non sarà l’Amministrazione comunale in testa con il coinvoglimento di tutta la comunità chiancianese e degli altri comuni interessati il rischio sarà la morte definitiva delle attività termali di Chianciano e Sant’Albino ma anche l’inutilità dell’Ospedale di Nottola come servizio ospedaliero d’eccellenza di tutta la zona.
Tutto questo avviene nel momento in cui si registra una timida ripresa delle presenze termali ed in un momento drammatico per l’economia della zona.
Inoltre non si comprende il silenzio dell’Amministrazione comunale che invece di trovare risorse aggiuntive per attutire il taglio della regione, diminuisce l’impegno ecomomico rispetto agli anni precedenti inoltre non si dimostra nemmeno in grado di cercare una soluzione alternativa coinvoilgendo la città.
Se a questo aggiungiamo le grosse difficoltà derivanti dal taglio sull’Extraurbano che sta facendo la provincia nella tratta Chiusi-Chianciano-Montepulciano-Nottola viene da se che il governo locale e quello provinciale invece di trovare risposte alla grave scrisi di Chianciano e dintorni, stanno accellerando la fine della stagione termale ancora prima di cominciare.
Come consigliere provinciale ho chiesto l’immediata riunione della Commmisione Trasporti ma se non sarà l’Amministrazione comunale in testa con il coinvoglimento di tutta la comunità chiancianese e degli altri comuni interessati il rischio sarà la morte definitiva delle attività termali di Chianciano e Sant’Albino ma anche l’inutilità dell’Ospedale di Nottola come servizio ospedaliero d’eccellenza di tutta la zona.
lunedì 25 aprile 2011
sabato 9 aprile 2011
Manifestazione delle Opposizioni a Chianciano Terme
Preciso in maniera categorica che Rifondazione Comunista non ha aderito alla manifestazione delle opposizioni, quindi chiarisco che la mia presenza all’Assemblea di Venerdì 8 aprile 2011 è stata a titolo personale e da cittadino che partecipa ad una iniziativa pubblica della propria città.
Fra l’altro non posso esprimere giudizi sull’iniziativa perchè sono arrivato alla fine della serata ed ho ascoltato solo l’intervento conclusivo del Consigliere Marignani che ringrazio per l’essersi messo a disposizione di tutte le opposizioni, ma per quanto ci riguarda, lo rassicuro perché il PRC esprime un proprio Gruppo con il quale condividiamo le iniziative regionali.
La manifestazione è stata patrocinata solo da forze di centro-destra e dall’UdC, per cui la sua piattaforma non ha niente a che fare con il progetto politico di Rifondazione Comunista che si colloca da tutt’altra parte rispetto alle forze politiche presenti.
Inoltre la nostra opposizione individua soprattutto nel Centro-Destra (al governo nazionale da 20 anni) il proprio avversario perchè non ha mosso mai un dito in favore della ripresa di Chianciano. Vedi mancato finanziamento della Legge 323/2000 che riguarda il termalismo, vedi mancanza di una politica nazionale a sostegno dell’impresa alberghiera e dei 2000 lavoratori che hanno perso l’occupazione negli ultimi 5 anni nella cittadina termale.
Sul piano locale il PDL e le altre forze di “opposizione” non hanno evidenziato mai critiche sul fatto che l’Amministrazione locale ed il sistema politico provinciale che la sostengono ha rinunciato alla costruzione del palacongressi tradendo persino il loro stesso programma elettorale. Addirittura sostennero insieme al Centro–Sinistra il Projet financing risultato un fallimento totale. IL PRC fu l’unica forza a votare contro. Inoltre il PDL, riguardo al debito fuori bilancio relativo alla fattura di Sienambiente invece di fare una verifica sulle cause politiche per le quali il comune si trova questo sforamento concentra l’attenzione sulle responsabilità tecnico-giuridiche per le quali la competenza appartiene ad altri Enti e non certo alla dialettica politica. Altro elemento particolarmente grave sta nel fatto che il PDL presiede la commissione Termalismo da oltre 5 anni la quale non è riuscita a produrre nessuna proposta di rilancio del comparto che rappresenta il cuore della vita economico-sociale di Chianciano, tantomeno un convegno, un seminario, una proposta di Legge, un regolamento, un OdG o qualsiasi altra cosa che mettesse governo, regione, provincia e comune nelle condizioni del non potersi esimere di dare risposte certe alle problematiche del termalismo. L’unica commissione che dovrebbe presiedere in quanto forza di opposizione e cioè quella di Garanzia e Controllo, non si riunisce da anni.
In sostanza mentre la maggioranza è ingarbugliata nei meandri del burocratismo e non riesce a realizzare nessuno dei progetti in cantiere da 10 anni (palacongressi, piscine, parcheggio borgonovo, piazza Italia etc..), il PDL che ne sostiene l’azione amministrativa presiedendo addirittura commissioni di governo, invece di proporre progetti alternativi e di pretendere che si realizzino perlomeno quelli in cantiere, si erge a guida delle opposizioni come se fosse immune dalle responsabilità. Il PRC (non presente in consiglio comunale) è da tempo ed in tutti i livelli istituzionali (dove è presente) l’unica vera opposizione che da anni denuncia l’immobilismo e l’agonizzante debolezza della politica della città. Pertanto mantiene le dovute distanze sia dalla compagine politica che guida l’attuale amministrazione che da quella che esprime le forze di opposizioni che si sono riunite venerdì scorso.
Antonio Falcone
Fra l’altro non posso esprimere giudizi sull’iniziativa perchè sono arrivato alla fine della serata ed ho ascoltato solo l’intervento conclusivo del Consigliere Marignani che ringrazio per l’essersi messo a disposizione di tutte le opposizioni, ma per quanto ci riguarda, lo rassicuro perché il PRC esprime un proprio Gruppo con il quale condividiamo le iniziative regionali.
La manifestazione è stata patrocinata solo da forze di centro-destra e dall’UdC, per cui la sua piattaforma non ha niente a che fare con il progetto politico di Rifondazione Comunista che si colloca da tutt’altra parte rispetto alle forze politiche presenti.
Inoltre la nostra opposizione individua soprattutto nel Centro-Destra (al governo nazionale da 20 anni) il proprio avversario perchè non ha mosso mai un dito in favore della ripresa di Chianciano. Vedi mancato finanziamento della Legge 323/2000 che riguarda il termalismo, vedi mancanza di una politica nazionale a sostegno dell’impresa alberghiera e dei 2000 lavoratori che hanno perso l’occupazione negli ultimi 5 anni nella cittadina termale.
Sul piano locale il PDL e le altre forze di “opposizione” non hanno evidenziato mai critiche sul fatto che l’Amministrazione locale ed il sistema politico provinciale che la sostengono ha rinunciato alla costruzione del palacongressi tradendo persino il loro stesso programma elettorale. Addirittura sostennero insieme al Centro–Sinistra il Projet financing risultato un fallimento totale. IL PRC fu l’unica forza a votare contro. Inoltre il PDL, riguardo al debito fuori bilancio relativo alla fattura di Sienambiente invece di fare una verifica sulle cause politiche per le quali il comune si trova questo sforamento concentra l’attenzione sulle responsabilità tecnico-giuridiche per le quali la competenza appartiene ad altri Enti e non certo alla dialettica politica. Altro elemento particolarmente grave sta nel fatto che il PDL presiede la commissione Termalismo da oltre 5 anni la quale non è riuscita a produrre nessuna proposta di rilancio del comparto che rappresenta il cuore della vita economico-sociale di Chianciano, tantomeno un convegno, un seminario, una proposta di Legge, un regolamento, un OdG o qualsiasi altra cosa che mettesse governo, regione, provincia e comune nelle condizioni del non potersi esimere di dare risposte certe alle problematiche del termalismo. L’unica commissione che dovrebbe presiedere in quanto forza di opposizione e cioè quella di Garanzia e Controllo, non si riunisce da anni.
In sostanza mentre la maggioranza è ingarbugliata nei meandri del burocratismo e non riesce a realizzare nessuno dei progetti in cantiere da 10 anni (palacongressi, piscine, parcheggio borgonovo, piazza Italia etc..), il PDL che ne sostiene l’azione amministrativa presiedendo addirittura commissioni di governo, invece di proporre progetti alternativi e di pretendere che si realizzino perlomeno quelli in cantiere, si erge a guida delle opposizioni come se fosse immune dalle responsabilità. Il PRC (non presente in consiglio comunale) è da tempo ed in tutti i livelli istituzionali (dove è presente) l’unica vera opposizione che da anni denuncia l’immobilismo e l’agonizzante debolezza della politica della città. Pertanto mantiene le dovute distanze sia dalla compagine politica che guida l’attuale amministrazione che da quella che esprime le forze di opposizioni che si sono riunite venerdì scorso.
Antonio Falcone
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