venerdì 15 luglio 2011

La redazione di Fratello Illuminato intervista Antonio Falcone, Capogruppo di Rifondazione Comunista nel Consiglio provinciale di Siena

1) Antonio Falcone è un esponente della prima ora del Partito della Rifondazione Comunista della provincia di Siena oltre che un amministratore pubblico. Com’è lo stato di salute del suo partito in provincia di Siena anche alla luce del risultato deludente delle ultime elezioni amministrative di Siena?

Non è molto buono, purtroppo le varie scissioni, ultima quella di SeL, ma soprattutto la solita diatriba rispetto ai rapporti con il PD spesso è causa di problemi interni che non aiutano l’ottimo lavoro che i compagni portano avanti nei comuni ed anche a livello provinciale. A Siena siamo in una fase di ricostruzione del partito ed il lavoro sta pesando su pochi compagni e quindi spesso non è visibile all’esterno sufficientemente.

2) Lei è il capogruppo di Rifondazione Comunista in consiglio provinciale: che giudizio esprime sulla giunta Bezzini? E quali dovrebbero essere le priorità dell’amministrazione provinciale anche alla luce della grave crisi economica attuale?

Il Giudizio è positivo, perché sia il Presidente che i suoi Assessori lavorano intensamente. Rimangono le distanze politiche soprattutto per il fatto che il Consiglio spesso è messo in un angolo e questo è sicuramente poco rispettoso nei confronti degli elettori. Pensi che i Gruppi non hanno nemmeno un PC, un telefono ed un luogo dove incontrare i cittadini e questo rispetto ad altri consigli vicini (vedi Arezzo) non è proprio una bella cosa.
Le priorità dovrebbero essere la protezione sociale e lo sviluppo sostenibile. Si dovrebbe fare di più per chi è senza lavoro e senza nessun tipo di indennità!

3) Quali sono le vostre valutazioni sulla situazione della Fondazione e banca MPS?E cosa ne pensate dell’ipotesi di un terzo mandato per l’avvocato Mussari alla presidenza di MPS?


La situazione della Banca e della Fondazione, purtroppo la leggiamo sui giornali, personalmente da tempo chiedo un confronto per capire cosa sta succedeno. Certo che se analizziamo le scelte fatte fino ad oggi, il fatto che vengono estromessi i Consigli dalle decisioni non ha portato sicuramente buoni frutti. Considerata la situazione generale, siamo veramente preoccupati. Il 15 avremo, finalmente un confronto con la Fondazione in Commissione Affari Generali, speriamo di poter comprendere che c’è la faremo ad uscire dal tunnell ma sono preoccupato. Rispetto a Mussari non lo conosco e non sono in grado di giudicarlo. Penso però che il problema non sono le persone ma quanto riesce ad influire la Città e la Provincia nelle scelte della Fondazione. Quando parlo di città e provincia mi riferisco a tutti e non a due o tre persone.

4) Un giudizio sulla gestione del trasporto locale.

Sono completamente in disaccordo con la gara unica regionale, secondo me occorre ritornare alle aziende pubbliche e fermare la gara, come del resto hanno chiesto 27 milioni di italiani con il referendum del 12 e 13 giugno. Inoltre con i tagli del governo per reperire le risorse si sta facendo la cosa più semplice, tagliare le corse ed il personale. Noi lavoreremo per modernizzare il servizio e tutelare le fasce deboli. Ma se il servizio avrà come obiettivo il profitto difficilmente potrà rispondere all’interesse generale!

5) Come valuta la gestione dell’università di Riccaboni e Fabbro che di fatto hanno attuato solo politiche contro i lavoratori e autoreferenziali?

Come al solito: i baroni sbagliano ed i lavoratori pagano, troppo facile. La questione dell’Università è molto seria. Finalmente abbiamo attivato un confronto con il rappresentante della Provincia nel CdA, anche se poi abbiamo saputo della sua nomina dai giornali. Tuttavia se il Comune e la Provincia staranno vicini all’università avranno modo di far valere le ragioni degli studenti e dei lavoratori ma anche degli interessi storici, culturali ed economici che riveste la nostra Università. Se pensiamo ai buchi ed ai silenzi responsabili dovremmo solo incazzarci, in ogni caso vigileremo e cercheremo di rapportarci con i veri protagonisti dell’ateneo: lavoratori e studenti!

6) Che cosa ne pensa della proposta di abolizione delle province?

E’ una bufala, basti pensare che Di Pietro ha votato l’aumento di 1230 euro mensili alla già vergognosa indennità dei parlamentari (circa 20000 euro mensili tra indennità ed accessori). Inoltre l’unica cosa che può abolire sono i rappresentanti eletti dal popolo, perchè qualcuno le strade le dovrà pur fare e tutte le altre funzioni che svolgono le provincie che fine faranno? Cambierebbe il nome e basta. Sono solo buffonate.
Abolirle costerebbe il doppio che tenerle. A me sembra che Di Pietro voglia fare solo propaganda a meno che non vuole dare tutte le funzioni al Prefetto o al Questore e togliere al popolo la possibilità di eleggere i propri rappresentanti.
E’ una visione politica ma non è certo vicina alla mia!
E poi non penso che si risolverebbero i problemi del debito pubblico risparmiando i 60 euro lordi di un consigliere.

7) Quali sono le prospettive futuro del suo partito e i possibili rapporti futuri con il centrosinistra senese?

L’obiettivo del mio partito dovrà essere quello di riannodare i rapporti con il proprio elettorato, con i lavoratori, con gli studenti, con i disoccupati, con chi ha grosse difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Non ci interessano poltrone o potere. Ci interessa che le cose migliorano per i senesi. In ogni caso spero che i rapporti con il centro-sinistra migliorino, questo non vuol dire che dobbiamo entrare in maggioranza ma poter dare il nostro contributo rimanendo ognuno al suo posto. La vedo dura perché l’atteggiamento del Centro-Sinistra è spesso simile a quello di Berlusconi con il governo nazionale e cioè pensa tutto lui!

sabato 9 luglio 2011

Rappresentanti e Nominati

L’articolo 7 dello Statuto della Fondazione MPS recita:
1. La Deputazione Generale è composta da sedici membri nominati:
• otto dal Comune di Siena, di cui uno d’intesa con la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Siena;
• cinque dalla Provincia di Siena, di cui uno d’intesa con la Consulta Provinciale del Volontariato istituita ai sensi dell’art. 6 della Legge Regionale Toscana 15/4/1996 n. 29 e del comma 4 dell’art. 10 dello Statuto della Provincia di Siena;
• uno dalla Regione Toscana;
• uno dall’Università degli Studi di Siena;
• uno dall’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino.
2. I membri della Deputazione Generale non rappresentano gli Enti dai quali sono stati nominati, né rispondono ad essi del loro operato.
In sostanza da una parte si dice che la Fondazione MPS rappresenta Siena e la sua Provincia e dall’altra si dice che i nominati sono autonomi rispetto a Siena ed alla sua Provincia. Per una normale lettura sembrerebbe esserci una forte contraddizione fra i due commi. Se invece si analizza la storia di Siena e la grande capacità dei senesi nel saper condividere fra tutti la propria cassaforte, trovo giusto e normale che i deputati del Monte abbiano piena autonomia nell’amministrare la Fondazione, sono autonomi in quanto fiduciari! Altra cosa è il confronto e la partecipazione, dovrebbe essere normale che la Fondazione che controlla l’azienda più importante di Siena e che rappresenta il passato, il presente ed il futuro dell’intera provincia, avesse continui rapporti con le istituzioni.
In condizioni ordinarie ci dovrebbero essere almeno due o tre confronti all’anno con i consigli comunale e provinciale, luoghi dove siedono i rappresentanti del popolo senese! Ci dovrebbe essere un confronto serrato con i bisogni e le scelte della città e della Provincia, magari chiedendo anche a loro, perché no, politiche di rigore e scelte oculate e di qualità. Oggi è un momento straordinario, siamo ad un bivio dove, dal percorso della strada che imboccheremo, dipenderà il destino di migliaia di persone e tutto questo nel pieno di una crisi mondiale della finanza e dell’economia e dentro un contesto sociale di piena crisi di valori e di idee. che lasciano presupporre incertezze e baratri dai quali non siamo sicuri se mai ne usciremo e come ed in quali forme riusciremo a farlo. Mi chiedo come è possibile che la Fondazione abbia sottoscritto 2.440.313.946 azioni ordinarie (50,578% del totale delle nuove azioni emesse dalla Banca e che l’operazione probabilmente porterà la Fondazione ad un indebitamento di 350/400 milioni di euro e come è possibile che lo abbia fatto senza un minimo confronto con il consiglio comunale e con quello provinciale? Se rimane valido il concetto che nei momenti difficili si deve essere uniti e mettere da parte gli interessi di ogni singola bottega è altrettanto vero che occorre confronto, condivisione e partecipazione, altrimenti si conferma anche a Siena, quello che avviene da tempo a livello nazionale: “ghe pensi mi”!

martedì 28 giugno 2011

Comunicato stampa

Il Gruppo consiliare comunista della provincia di Siena, chiarisce che la posizione espressa nel consiglio provinciale del 27 giugno e relativamente all’OdG presentato dai Gruppi PD-IdV-La Sinistra sulla centrale a biomasse di Colle Val D’elsa, non è riferita al merito della questione ma vuole stigmatizzare l’atteggiamento alla “ghe pensi mi” praticato dalla maggioranza consiliare.
Non abbiamo partecipato al voto perché contestiamo l’autosufficienza dei gruppi di maggioranza e la strumentalizzazione manifestata in particolare dal Gruppo La Sinistra rispetto al coinvolgimento delle opposizioni ai lavori delle commissioni..
Il rifiuto di portare in commissione l’OdG e quindi la mancata volontà di condividare all’unanimità del consiglio le preoccupazioni sulla centrale, ha determinato un atteggiamento di astensione che chiedeva l’impegno di aprire una discussione sul Piano Energetico provinciale.
Purtroppo, per il PD, l’IdV e La Sinistra la partecipazione ed il coinvolgimento si esauriscono attraverso la consegna di un dischetto già confezionato.
Il nostro Gruppo, invece, è convinto che occorre approfondire la tematica energetica attraverso un piano scaturito dal coinvolgimento di tutte le forze politiche ed in primo luogo delle comunità locali. Non si può avere due pesi e due misure ed a secondo della quantità di consenso che si può guadagnare con un OdG che, fra l’altro, esprime solo considerazioni e che non ha nessun valore deliberativo.
Altra cosa è pianificare una politica energetica che si basi principalmente sul coinvolgimento delle comunità locali che dispongono della titolarità del territorio.
Questo valeva per la centrale a biomassa di Gallina, per quella di Sinalunga e vale per quella di Colle. Noi siamo dalla parte dei cittadini sempre e non solo quando è più conveniente ed è per questo che sollecitiamo una discussione ampia sul Piano Energetico Interprovinciale.
Critichiamo fortemente la politica del governo nazionale che lascia decidere ad una semplice DIA la nascita o meno di siti energetici che modificano la qualità dell’aria e cedono al profitto delle multinazionali la sovranità dei territori.
Nello stesso tempo sollecitiamo fortemente sia la Regione Toscana che le Provincia di Siena per pianificare insieme ai Comuni ed ai cittadini la produzione di energia, attraverso strategie che mettono il bilancio energetico e quello ambientale sullo stesso piano e nelle stesse condizioni di equilibrio. Il nostro “non-voto” condanna un atteggiamento di autosufficienza alla ed apre le porte ad una discussione seria e formale che non può esaurirsi con un OdG che eprime solo “tiepide“ preoccupazioni!

martedì 21 giugno 2011

Il Popolo non vincerà mai senza un Partito Comunista!

Il Referendum ha dato un segnale inequivocabile, gli italiani sono stusi del liberismo, delle privatizzazioni. Il ventennio che va dal 1980 al 2000 è stato caratterizzato dalle politiche di Reagan, della Tatcher e cioè dell’affermazione dell’io sul noi, dell’individualismo sulla collettività. A questo si è aggiunta la crisi dei partiti di sinistra (dovuta agli attacchi culturali, ma anche alla mancanza di classe dirigente). In Italia abbiamo privatizzato tutto (poste, telecomunicazioni, trasporti, acqua, servizi sociali, sanità), lo abbiamo fatto anche attraverso forme ibride, creando società dove la maggioranza è detenuta spesso dai comuni (con percentuali risorie) ma l’Amministratore delegato ed il CDA è controllato dal privato, il quale appropriandosi delle tariffe ha tolto ai comuni i cespiti economici dai bilanci, non ha fatto gli investimenti ed ha determinato lo smembramento qualitativo ed universalistico degli stessi.
L’Amministrazione pubblica modellata negli anni del trionfo del collettivismo non era più adeguata al sistema, così è stato introdotto il maggioritario secco nei comuni piccoli ed umido negli altri enti e per finire con l’aziendalizzazione (dirigismo e managerialità) l’amministrazione pubblica ha perso completamente lo scopo esistenziale e cioè mantenere la convivenza civica e la ridristibuzione di diritti e doveri come orizzonte strategico.
Nel frattempo con la promessa della riduzione del debito pubblico si è smantellato anche lo stato sociale, creando la frammentazione del lavoro (in nome della flessibilità), l’aumento dell’età pensionabile, l’invasione delle partite iva etc, etc, etc.. L’economia ha spostato analisi e decisioni nell’andamento finanziario del mercato speculativo e nella statistica finanziaria degli organismi mondiali controllati dal mercato e non dalla politica.
La classe politica italiana ed i partiti hanno rinunciato alla loro missione storica e costituzionale, introducendo il lobbismo, la forza mediatica, il becerismo, la spettacolarità, ridicolizzando se stessa e facendola percepire (anche a causa della proprio inutilità economico-sociale) come una casta che pensa solo a se stessa, fino al punto di sfociare al Berlusconismo ed a modellare l’organizzazione elettiva degli enti pubblici locali, tagliandoli di peso e di rappresentanza e perfino dimezzando indennità ed immagine degli eletti, mentre a livello parlamentare aumentavano privilegi e squallore.
Con il referendum gli italiani hanno detto basta. Vogliono ritornare al noi e non più all’io. Hanno dato un segnale di risveglio e di volontà di liberarsi del liberismo. Sarà troppo tardi? Si chiude la stalla quando sono usciti i buoi? Oggi ci sarebbe bisogno di una forza che riproponesse il comunismo, rifondandolo, ricercando strategie e vettori adeguati. Ci vorrebbe Rifondazione Comunista. C’è ancora!!!? Resta il fatto che i leader dei partiti della sinistra hanno utilizzato la vittoria dei referendum ai fini solo politico-elettorali e cioè gli hanno attribuito solo il significato politico lasciando cadere nel vuoto il significato strategico e di merito dei quesiti. Perchè? La mia risposta è semplice: in realtà a nessuno degli attuali leader di sinistra interessa la ricollettivizzazione di beni comuni, loro sono solo impegnati a ritornare in Parlamento ed a continuare ad amministrare il capitalismo senza minimamente scalfirlo. Altro che Referendum, ennesima beffa. Ecco perchè occorre ricostruire una forza comunista anticapitalista di massa che rimetta al centro della politica il superamento del capitalismo e la gestione pubblica dei beni comuni, comprese le banche!

giovedì 26 maggio 2011

TPL

Esprimo grande preoccupazione per i tagli effettuati sul Trasporto Urbano di Chianciano dove sarà soppresso il servizio festivo per la stagione 2011 e saranno ridotte sensibilmente le corse della linea T3 che collega gli stabilimenti termali fra loro e gli stessi ai punti nodali della città.
Tutto questo avviene nel momento in cui si registra una timida ripresa delle presenze termali ed in un momento drammatico per l’economia della zona.
Inoltre non si comprende il silenzio dell’Amministrazione comunale che invece di trovare risorse aggiuntive per attutire il taglio della regione, diminuisce l’impegno ecomomico rispetto agli anni precedenti inoltre non si dimostra nemmeno in grado di cercare una soluzione alternativa coinvoilgendo la città.
Se a questo aggiungiamo le grosse difficoltà derivanti dal taglio sull’Extraurbano che sta facendo la provincia nella tratta Chiusi-Chianciano-Montepulciano-Nottola viene da se che il governo locale e quello provinciale invece di trovare risposte alla grave scrisi di Chianciano e dintorni, stanno accellerando la fine della stagione termale ancora prima di cominciare.
Come consigliere provinciale ho chiesto l’immediata riunione della Commmisione Trasporti ma se non sarà l’Amministrazione comunale in testa con il coinvoglimento di tutta la comunità chiancianese e degli altri comuni interessati il rischio sarà la morte definitiva delle attività termali di Chianciano e Sant’Albino ma anche l’inutilità dell’Ospedale di Nottola come servizio ospedaliero d’eccellenza di tutta la zona.