Capisco che sono giorni di Pali, di Giostre, di Sagre, di allegria e di serenità, ma non si può tacere ed ignorare quanto avviene sul fronte dell’interesse generale. Quanto è troppo è troppo. Sono passati 67 giorni dal Referendum chiesto dalla gente, dai forum, da tante associazioni e liberi cittadini e fatto proprio anche dal PD con la convinzione che non c’è nulla di male nel ravvedimento, fra l’altro quello “operoso” è previsto dalla legge. Sono consapevole che per emanare, dispositivi di legge, delibere, regolamenti, ci vuole tempo! Ma richiedere ancora privatizzazioni, anzi accusare il governo di averne fatte poche è veramente paradossale. Invece di combattere la politica del governo perché troppo liberista e poco attenta ai bisogni collettivi, il PD lo incalza perché poco liberista.
Nel momento in cui perfino Nouriel Roubini, affermato economista del liberismo moderno sostiene che il capitalismo è finito e che forse Marx aveva ragione; Obama, la Confindustria e tanti altri si sono convinti che l’indebolimento del pubblico è stato letale per l’intera economia mondiale; tutti chiedono più soldi pubblici, più controlli statali nell’economia, perfino gli Stati Uniti devono ricorrere alla Federal Reserve per tamponare la disfatta del capitalismo speculativo.
Il PD, invece, chiede ancora liberalizzazioni, forse il disco bloccato sulla stessa nota gli permette di evitare di ammettere che lo scioglimento del PCI è stato un fallimento.
L’esposizione ai mercati finanziari e quindi alla speculazione globale dei cespiti derivanti dai servizi pubblici locali ha causato il crack finanziario ed il commissariamento dell’Italia.
I più vecchi ricorderanno che il blocco di 4 punti della contigenza portò allo scippo totale della scala mobile e questo venne fatto per favorire lo sviluppo e la competitività, in realtà ridussero gli stipendi e la circolazione interna del denaro. L’entrata nell’euro, non doveva favorire la modernizzazione e la crescita? Ricordate la flessibilità e la precarietà: non avrebbero dovuto favorire la competizione delle aziende ed impedirne l’emigrazione all’estero? Ricordate le privatizzazioni (STET, ENEL, UFFICIO DI COLLOCAMENTO, ALITALIA, FS, POSTE E TELECOMUNICAZIONI, SERVIZI PUBBLICI LOCALI): non avrebbero dovuto ridurre il debito pubblico? I cittadini, saranno troppo indaffarati con le faccende di tutti i giorni e magari attratti dai mezzi di distrazione di massa, avranno perso fiducia nei partiti e nelle organizzazioni di massa diventati lobbie più che luoghi di confronto di idee e principi, si saranno fatti abbindolare dai talk show e dai nuovi beceranti della politica, ma non sono certo rincoglioniti! Con il voto del Referendum hanno dimostrato attenzione e competenza. L’esito del Referendum avrà spiazzato la casta ma non certo l’entusiamo dei migliaia di giovani, dei tanti che hanno raccolto firme e riempito le piazze, senza organizzazione, senza soldi ma con convinzione di porre riparo alle malefatte della politica liberista dell’ultimo trentennio. La gente non è incazzata solo perché i rappresentanti del popolo sono pagati troppo ed hanno tanti privilegi, ma soprattutto perché oggi la politica non serve a nulla ed i politici sono impotenti, incapaci di esprimere opinioni. Con la fine dei partiti e la soppressione del proporzionale e delle preferenze non esistono più i “rappresentanti del popolo”, la verità è che il rappresentante è “eletto” ancor prima di votare. Insomma concluso il Referendum, tutto tace, “passato il santo gabbata la festa”, nel frattempo la contromanovra di Bersani vuole completare al più presto il processo delle privatizzazioni, i suoi senatori hanno presentato una mozione per privatizzare al più presto le spiagge nonostante quelle rimaste libere sono veramente poche ed il mare sta diventando un miraggio, almeno per la maggioranza del popolo. Questo atteggiamento del PD è ben rappresento nel Consiglio Provinciale di Siena. Il 24 luglio abbiamo chiesto di rinviare la gara sul Trasporto Pubblico Locale per rispettare l’abrogazione dell’art. 23 bis della Legge 133 e pur di non ammettere che hanno fretta di privatizzare, hanno impedito la votazione appellandosi ad un cavillo del regolamento, appositamente segnalato dal rappresentante di SEL. L’11 agosto abbiamo presentato una mozione che chiedeva di valutare attentamente “se e come fare” le gare sui Trasporti e sui Rifiuti ed inoltre inserire nello Statuto che l’Acqua è un diritto essenziale che non può essere gestito a scopi lucrativi. I consigieri del PD soccorsi anche stavolta dall’attivo rappresentante di SEL, hanno votato contro! Alla faccia di 27 milioni di persone, meglio chiedere al Governo che faccia una Legge di Riforma dello Stato, come fa il Sindaco di Poggibonsi, così nel frattempo in Toscana si concludono le privatizzazioni!
venerdì 19 agosto 2011
venerdì 12 agosto 2011
Troppo comodo cavare i ragni dal buco con le mani degli altri
PD e SEL sono sempre pronti ad impegnare gli altri ma mai disponibili ad impegnare se stessi,
il Referendum del 12 e 13 giugno ha detto no alla privatizzazione dell'acqua e dei servizi di interesse pubblica, in Toscano, però, le gare sui trasporti, i rifiuti e sul servizio idrico proseguono spedite e quando gli si chiede di valutare attentamente e di inserire negli statuti che l'acqua è un diritto essenziale e che il servizio non deve essere gestito a scopo di lucro,votano contro. Il PCI è sepolto da anni ma oramai anche una lieve parvenza di sinistra è affossata con il bagno di potere e di neoliberismo di cui si sono inebriati.
Infatti dopo il referendum del 12 e 13 giugno in cui 27 milioni di italiani hanno detto chiaramente no alla privatizzazione dell'acqua e dei servizi di interesse pubblico (abrogazione art. 23 bis DL 112/2008), TUTTO TACE.
Molti di noi sapevamo che il PD, SEL e l'IdV avrebbero sfruttato l'ondata di cambiamento a fini politici e di antigoverno (niente di scandaloso) e se ne sarebbero fregati del resto. Tanti compagni però sostenevano il contrario e credevano che si erano ravveduti rispetto alla politica neoliberista degli anni 90 che ci ha portato allo sfascio totale (privatizzazione per diminuire il debito pubblico. Risultato=debito pubblico aumentato e servizi esposti alla speculazione finanziaria delle borse= grande sinistra=grande Prodi etc...)
Cronaca del Consiglio Provinciale dell'11 agosto 2011
Presento la mozione, di seguito riportata, e che in sintesi chiedeva di "FERMARE" le gare in atto ed ogni iniziativa che contrastava con l'esito del referendum, inseriva nello STATUTO, il principio sull'acqua come bene essenziale e chiedeva al Governo di leggiferare secondo quanto chiesto dal Referendum.
Il PD, SEL e l'IdV chiedevano delle modifiche perchè trattandosi di una mozione avrebbe impegnato la Provincia anche su cose non di competenza e quindi andava rifurmulato il tutto.
Dopo un acceso dibattitio con la sospensione del Consiglio e la riunione dei capigruppo, accolgo le richieste ed al posto di FERMARE abbiamo inserito VALUTARE ATTENTAMENTE, abbiamo cancellato rilevanza economica ed invece di impegnare la Giunta verso il Parlamento, abbiamo sostituito con CHIEDERE al Parlamento (di seguito la mozione con le modifiche).
Quando SEL e PD hanno visto che venivano accettate le proposte, hanno pensato bene di rimangiarsi tutto e presentare un OdG (vedi allegato) incidentale che copiava
interamente la mozione nostra, togliendo le cose che impegnavano la Provincia e lasciando solo quelle che impegnavano il governo.
TROPPO COMODO CAVARE I RAGNI DA BUCO CON LE MANI DEGLI ALTRI
L'esito della votazione (lo avete visto dalla stampa che come al solito si è guardata bene dal fare la cronaca vera della giornata) PRC-PDCI, IdV, Lega e PDL a favore della nostra mozione (chiaramente la destra in modo strumentale, altrimenti non si capisce come mai al governo sostengono le privatizzazioni)
PD contro e SEL non ha partecipato al voto motivando che la mozione era strumentale
Conclusione
Siccome la stessa cosa è avvenuta in altri comuni della provincia, nel comune di Arezzo ed in Provincia di Arezzo e Firenze, almeno per quando sono a conoscenza io, ma sicuramente è avvenuto anche in altre parti d'Italia.
credo che la cosa ha una rilevanza politica che merita
sicuramente un riflessione sui rapporti con questi soggetti, che si definiscono ancora di sinistra
Scusate il disturbo delle vacanze, ma era doveroso informarvi.
Antonio
il Referendum del 12 e 13 giugno ha detto no alla privatizzazione dell'acqua e dei servizi di interesse pubblica, in Toscano, però, le gare sui trasporti, i rifiuti e sul servizio idrico proseguono spedite e quando gli si chiede di valutare attentamente e di inserire negli statuti che l'acqua è un diritto essenziale e che il servizio non deve essere gestito a scopo di lucro,votano contro. Il PCI è sepolto da anni ma oramai anche una lieve parvenza di sinistra è affossata con il bagno di potere e di neoliberismo di cui si sono inebriati.
Infatti dopo il referendum del 12 e 13 giugno in cui 27 milioni di italiani hanno detto chiaramente no alla privatizzazione dell'acqua e dei servizi di interesse pubblico (abrogazione art. 23 bis DL 112/2008), TUTTO TACE.
Molti di noi sapevamo che il PD, SEL e l'IdV avrebbero sfruttato l'ondata di cambiamento a fini politici e di antigoverno (niente di scandaloso) e se ne sarebbero fregati del resto. Tanti compagni però sostenevano il contrario e credevano che si erano ravveduti rispetto alla politica neoliberista degli anni 90 che ci ha portato allo sfascio totale (privatizzazione per diminuire il debito pubblico. Risultato=debito pubblico aumentato e servizi esposti alla speculazione finanziaria delle borse= grande sinistra=grande Prodi etc...)
Cronaca del Consiglio Provinciale dell'11 agosto 2011
Presento la mozione, di seguito riportata, e che in sintesi chiedeva di "FERMARE" le gare in atto ed ogni iniziativa che contrastava con l'esito del referendum, inseriva nello STATUTO, il principio sull'acqua come bene essenziale e chiedeva al Governo di leggiferare secondo quanto chiesto dal Referendum.
Il PD, SEL e l'IdV chiedevano delle modifiche perchè trattandosi di una mozione avrebbe impegnato la Provincia anche su cose non di competenza e quindi andava rifurmulato il tutto.
Dopo un acceso dibattitio con la sospensione del Consiglio e la riunione dei capigruppo, accolgo le richieste ed al posto di FERMARE abbiamo inserito VALUTARE ATTENTAMENTE, abbiamo cancellato rilevanza economica ed invece di impegnare la Giunta verso il Parlamento, abbiamo sostituito con CHIEDERE al Parlamento (di seguito la mozione con le modifiche).
Quando SEL e PD hanno visto che venivano accettate le proposte, hanno pensato bene di rimangiarsi tutto e presentare un OdG (vedi allegato) incidentale che copiava
interamente la mozione nostra, togliendo le cose che impegnavano la Provincia e lasciando solo quelle che impegnavano il governo.
TROPPO COMODO CAVARE I RAGNI DA BUCO CON LE MANI DEGLI ALTRI
L'esito della votazione (lo avete visto dalla stampa che come al solito si è guardata bene dal fare la cronaca vera della giornata) PRC-PDCI, IdV, Lega e PDL a favore della nostra mozione (chiaramente la destra in modo strumentale, altrimenti non si capisce come mai al governo sostengono le privatizzazioni)
PD contro e SEL non ha partecipato al voto motivando che la mozione era strumentale
Conclusione
Siccome la stessa cosa è avvenuta in altri comuni della provincia, nel comune di Arezzo ed in Provincia di Arezzo e Firenze, almeno per quando sono a conoscenza io, ma sicuramente è avvenuto anche in altre parti d'Italia.
credo che la cosa ha una rilevanza politica che merita
sicuramente un riflessione sui rapporti con questi soggetti, che si definiscono ancora di sinistra
Scusate il disturbo delle vacanze, ma era doveroso informarvi.
Antonio
mercoledì 20 luglio 2011
Attuazione della volontà popolare espressa dal voto referendario del 12-13 giugno 2011: abrogazione dell’art. 23 bis del DL 25/06/2008 sui Servizi Pubblici di rilevanza economica e ripubblicizzazione dei servizio idrico come servizio pubblico essenziale di interesse generale e privo di rilevanza economica al fine di garantire l'accesso all'acqua per tutti e di evitare processi lucrativi su di essa. Acqua come bene comune, modifica dello Statuto Provinciale.
Il Consiglio Provinciale di Siena
Premesso che
l'acqua è un bene essenziale ed insostituibile per la vita e, pertanto, la disponibilità e l'accesso all'acqua potabile e all'acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi costituiscono un diritto inviolabile dell'uomo, un diritto universale, indivisibile, che si può annoverare fra quelli di cui all'articolo 2 della Costituzione;
con la promulgazione della Carta Europea dell'Acqua (Strasburgo 1968) la concezione dell'acqua come “bene comune” per eccellenza si e progressivamente affermata a livello mondiale;
la Risoluzione del Parlamento Europeo del 15 marzo 2006 sul IV Forum mondiale dell'Acqua dichiara “l'acqua è un bene comune dell'umanità” e chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l'accesso all'acqua alle popolazioni più povere entro il 2015 ed insiste affinché “la gestione delle risorse idriche si basi su un'impostazione partecipativa ed integrata, che coinvolga gli utenti ed i responsabili decisionali nella definizione delle politiche in materia di acqua a livello locale e in modo democratico”;
la risoluzione del Parlamento Europeo dell'11 marzo 2004 sulla strategia per il mercato interno già affermava “essendo l'acqua un bene comune dell'umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno”
il principio dell'accesso all'acqua come diritto fondamentale di ogni persona, secondo criteri di parità sociale e di solidarietà, è stato, altresì, recentemente ribadito dall'assemblea Generale delle Nazioni Unite (Risoluzione ONU del 29 luglio 2010);
Considerato che
l'esito della consultazione referendaria del 12 e 13 giugno scorso ha determinato l'abrogazione sia dell'articolo 23 bis del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con la legge 6 agosto 2008, n.133 e successive modificazioni e integrazioni, che riguarda l’abrogazione dell’obbligo di privatizzazione dei servizi pubblici di interesse economico;
una larga maggioranza di cittadini ha espresso una chiara volontà di fermare le privatizzazioni, non consegnando al mercato la gestione dei principali servizi pubblici locali impedendo così di fare profitti;
è opportuno introdurre nello Statuto Provinciale la definizione di servizio idrico integrato come servizio pubblico essenziale di interesse generale e privo di rilevanza economica al fine di garantire l'accesso all'acqua per tutti e di evitare processi lucrativi su di essa;
Evidenziato che
il Consiglio di Stato con una sentenza del 2010 ha affermato che gli Enti Locali possono decidere sulla natura del servizio pubblico locale, di cui sono titolari, e dunque sulla loro gestione;
Ritenuto che
sia necessario individuare e fare propri alcuni principi basilari in tema di concezione dei servizi pubblici come bene comune;
sia opportuno prevedere, in tale percorso di scelte, la consultazione delle organizzazioni della “cittadinanza attiva”, al fine di realizzare il necessario processo partecipativo;
che uno degli obiettivi e rendere le società di gestione dei servizi di interesse pubblico soggetti giuridici di diritto pubblico, con le caratteristiche di azienda improntata a criteri di economicità, efficienza, trasparenza e partecipazione;
Ciò premesso il Consiglio Provinciale di Siena fa propri i seguenti principi:
• l'acqua è un bene comune, un diritto umano universale non assoggettabile a meccanismi di mercato;
• la proprietà e la gestione dei servizi devono essere pubbliche e improntate a criteri di equità, solidarietà (anche in rapporto alle generazioni future) e rispetto degli equilibri ecologici;
IMPEGNA LA GIUNTA PROVINCIALE:
a predisporre le necessarie modifiche statutarie per la definizione del servizio idrico come servizio pubblico essenziale di interesse generale e privo di rilevanza economica al fine di garantire l'accesso all'acqua per tutti e di evitare processi lucrativi su di essa;
a promuovere ogni iniziativa, per quanto di sua competenza, per sostenere e mettere in campo tutte le azioni necessarie affinché vengano fermate tutte le iniziative in essere per la messa a gara della gestione dei servizi ed in particolare del Trasporto Pubblico Locale e dei Rifiuti;
ad attivarsi con il Parlamento per definire un quadro normativo in linea con la volontà espressa dagli elettori e quindi ad adeguare i dispositivi secondo l’esito dei referendum.
Il Capogruppo Consiliare
Antonio Falcone
Premesso che
l'acqua è un bene essenziale ed insostituibile per la vita e, pertanto, la disponibilità e l'accesso all'acqua potabile e all'acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi costituiscono un diritto inviolabile dell'uomo, un diritto universale, indivisibile, che si può annoverare fra quelli di cui all'articolo 2 della Costituzione;
con la promulgazione della Carta Europea dell'Acqua (Strasburgo 1968) la concezione dell'acqua come “bene comune” per eccellenza si e progressivamente affermata a livello mondiale;
la Risoluzione del Parlamento Europeo del 15 marzo 2006 sul IV Forum mondiale dell'Acqua dichiara “l'acqua è un bene comune dell'umanità” e chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l'accesso all'acqua alle popolazioni più povere entro il 2015 ed insiste affinché “la gestione delle risorse idriche si basi su un'impostazione partecipativa ed integrata, che coinvolga gli utenti ed i responsabili decisionali nella definizione delle politiche in materia di acqua a livello locale e in modo democratico”;
la risoluzione del Parlamento Europeo dell'11 marzo 2004 sulla strategia per il mercato interno già affermava “essendo l'acqua un bene comune dell'umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno”
il principio dell'accesso all'acqua come diritto fondamentale di ogni persona, secondo criteri di parità sociale e di solidarietà, è stato, altresì, recentemente ribadito dall'assemblea Generale delle Nazioni Unite (Risoluzione ONU del 29 luglio 2010);
Considerato che
l'esito della consultazione referendaria del 12 e 13 giugno scorso ha determinato l'abrogazione sia dell'articolo 23 bis del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con la legge 6 agosto 2008, n.133 e successive modificazioni e integrazioni, che riguarda l’abrogazione dell’obbligo di privatizzazione dei servizi pubblici di interesse economico;
una larga maggioranza di cittadini ha espresso una chiara volontà di fermare le privatizzazioni, non consegnando al mercato la gestione dei principali servizi pubblici locali impedendo così di fare profitti;
è opportuno introdurre nello Statuto Provinciale la definizione di servizio idrico integrato come servizio pubblico essenziale di interesse generale e privo di rilevanza economica al fine di garantire l'accesso all'acqua per tutti e di evitare processi lucrativi su di essa;
Evidenziato che
il Consiglio di Stato con una sentenza del 2010 ha affermato che gli Enti Locali possono decidere sulla natura del servizio pubblico locale, di cui sono titolari, e dunque sulla loro gestione;
Ritenuto che
sia necessario individuare e fare propri alcuni principi basilari in tema di concezione dei servizi pubblici come bene comune;
sia opportuno prevedere, in tale percorso di scelte, la consultazione delle organizzazioni della “cittadinanza attiva”, al fine di realizzare il necessario processo partecipativo;
che uno degli obiettivi e rendere le società di gestione dei servizi di interesse pubblico soggetti giuridici di diritto pubblico, con le caratteristiche di azienda improntata a criteri di economicità, efficienza, trasparenza e partecipazione;
Ciò premesso il Consiglio Provinciale di Siena fa propri i seguenti principi:
• l'acqua è un bene comune, un diritto umano universale non assoggettabile a meccanismi di mercato;
• la proprietà e la gestione dei servizi devono essere pubbliche e improntate a criteri di equità, solidarietà (anche in rapporto alle generazioni future) e rispetto degli equilibri ecologici;
IMPEGNA LA GIUNTA PROVINCIALE:
a predisporre le necessarie modifiche statutarie per la definizione del servizio idrico come servizio pubblico essenziale di interesse generale e privo di rilevanza economica al fine di garantire l'accesso all'acqua per tutti e di evitare processi lucrativi su di essa;
a promuovere ogni iniziativa, per quanto di sua competenza, per sostenere e mettere in campo tutte le azioni necessarie affinché vengano fermate tutte le iniziative in essere per la messa a gara della gestione dei servizi ed in particolare del Trasporto Pubblico Locale e dei Rifiuti;
ad attivarsi con il Parlamento per definire un quadro normativo in linea con la volontà espressa dagli elettori e quindi ad adeguare i dispositivi secondo l’esito dei referendum.
Il Capogruppo Consiliare
Antonio Falcone
lunedì 18 luglio 2011
Replica al Corriere di Siena
Leggendo il giudizio che il Dott. Stefano Bisi ha espresso nella nota pubblicata dal Corriere di Siena il 15 Luglio a Pag. 5 e quello di Simone Bezzini e del Sig. Marzucchi del giorno dopo, sul rapporto degli eletti con l’anonimato, segnalo che la perdita di stile della politica e dell’informazione hanno una stretta dipendenza con il “quadro generale” basato sul Gossip invece che sulla centralità delle istituzioni, mentre le pari opportunità tra eletti e potere, spesso sono barzellette. In una Conferenza stampa in Provincia convocata dal mio Gruppo, per lanciare una campagna a sostegno dei disoccupati, si è presentato un solo giornalista (fra l’altro fotografo); domanda: avviene la stessa cosa, quando la conferenza stampa viene convocata dal Potere?
Inoltre, chi mi conosce, sa bene che non rappresento quella trasparenza e quel new modo di fare politica di cui si riempono la bocca i moderni aspiranti alle Seggiole. Per un eletto, la vera trasparenza è il rispetto della costituzione, per cui tutte queste forme psudoinnovative sull’etica e sui valori della purezza, mi lasciano indifferente, anche se chi sono, cosa faccio e quanto guadagno è evidenziato chiaramente sul sito della Provincia e negli atti della Segreteria. Sono fiero di appartenere ad una tradizione nella quale uno dei suoi massimi esponenti 30 anni fa, sosteneva: “che il privilegio va combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vanno difesi, e gli va data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata”, per cui non ho nessuna necessità di sottoscrivere impegni sull’etica e sulla moralità, questi sono già scritti nei simboli che rappresento!
Vorrei tranquillizzare che la mia intervista non vuole leggittimare l’anominato tantomeno azioni diffamatorie di qualcuno, ha solo la pretesa di potersi mettere a disposizione di chiunque gli dia voce per mettere a conoscenza tutti i cittadini sull’attività del consiglio, indipendentemente dai loro nomi e cognomi.
Preciso che il Gruppo Rifondazione-Comunisti Italiani eletto nel 2009 con 8.581 voti, non ha alleati e si colloca all’opposizione sia del Centro-Sinistra che del Centro-Destra, non ha nessun interesse di nascondere il proprio operato, basta seguirne l’attività consiliare per verificarlo sul campo.
Personalmente sono sempre disponibile a qualsiasi contraddittorio o intervista che il Corriere o qualsiasi altro giornale ritengono utile al fine di favorire la partecipazione e la conoscenza dei cittadini sulle attività inerenti la nostra presenza in consiglio provinciale.
Spero che il Dott. Bisi voglia fare altrettanto!
Inoltre, chi mi conosce, sa bene che non rappresento quella trasparenza e quel new modo di fare politica di cui si riempono la bocca i moderni aspiranti alle Seggiole. Per un eletto, la vera trasparenza è il rispetto della costituzione, per cui tutte queste forme psudoinnovative sull’etica e sui valori della purezza, mi lasciano indifferente, anche se chi sono, cosa faccio e quanto guadagno è evidenziato chiaramente sul sito della Provincia e negli atti della Segreteria. Sono fiero di appartenere ad una tradizione nella quale uno dei suoi massimi esponenti 30 anni fa, sosteneva: “che il privilegio va combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vanno difesi, e gli va data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata”, per cui non ho nessuna necessità di sottoscrivere impegni sull’etica e sulla moralità, questi sono già scritti nei simboli che rappresento!
Vorrei tranquillizzare che la mia intervista non vuole leggittimare l’anominato tantomeno azioni diffamatorie di qualcuno, ha solo la pretesa di potersi mettere a disposizione di chiunque gli dia voce per mettere a conoscenza tutti i cittadini sull’attività del consiglio, indipendentemente dai loro nomi e cognomi.
Preciso che il Gruppo Rifondazione-Comunisti Italiani eletto nel 2009 con 8.581 voti, non ha alleati e si colloca all’opposizione sia del Centro-Sinistra che del Centro-Destra, non ha nessun interesse di nascondere il proprio operato, basta seguirne l’attività consiliare per verificarlo sul campo.
Personalmente sono sempre disponibile a qualsiasi contraddittorio o intervista che il Corriere o qualsiasi altro giornale ritengono utile al fine di favorire la partecipazione e la conoscenza dei cittadini sulle attività inerenti la nostra presenza in consiglio provinciale.
Spero che il Dott. Bisi voglia fare altrettanto!
venerdì 15 luglio 2011
La redazione di Fratello Illuminato intervista Antonio Falcone, Capogruppo di Rifondazione Comunista nel Consiglio provinciale di Siena
1) Antonio Falcone è un esponente della prima ora del Partito della Rifondazione Comunista della provincia di Siena oltre che un amministratore pubblico. Com’è lo stato di salute del suo partito in provincia di Siena anche alla luce del risultato deludente delle ultime elezioni amministrative di Siena?
Non è molto buono, purtroppo le varie scissioni, ultima quella di SeL, ma soprattutto la solita diatriba rispetto ai rapporti con il PD spesso è causa di problemi interni che non aiutano l’ottimo lavoro che i compagni portano avanti nei comuni ed anche a livello provinciale. A Siena siamo in una fase di ricostruzione del partito ed il lavoro sta pesando su pochi compagni e quindi spesso non è visibile all’esterno sufficientemente.
2) Lei è il capogruppo di Rifondazione Comunista in consiglio provinciale: che giudizio esprime sulla giunta Bezzini? E quali dovrebbero essere le priorità dell’amministrazione provinciale anche alla luce della grave crisi economica attuale?
Il Giudizio è positivo, perché sia il Presidente che i suoi Assessori lavorano intensamente. Rimangono le distanze politiche soprattutto per il fatto che il Consiglio spesso è messo in un angolo e questo è sicuramente poco rispettoso nei confronti degli elettori. Pensi che i Gruppi non hanno nemmeno un PC, un telefono ed un luogo dove incontrare i cittadini e questo rispetto ad altri consigli vicini (vedi Arezzo) non è proprio una bella cosa.
Le priorità dovrebbero essere la protezione sociale e lo sviluppo sostenibile. Si dovrebbe fare di più per chi è senza lavoro e senza nessun tipo di indennità!
3) Quali sono le vostre valutazioni sulla situazione della Fondazione e banca MPS?E cosa ne pensate dell’ipotesi di un terzo mandato per l’avvocato Mussari alla presidenza di MPS?
La situazione della Banca e della Fondazione, purtroppo la leggiamo sui giornali, personalmente da tempo chiedo un confronto per capire cosa sta succedeno. Certo che se analizziamo le scelte fatte fino ad oggi, il fatto che vengono estromessi i Consigli dalle decisioni non ha portato sicuramente buoni frutti. Considerata la situazione generale, siamo veramente preoccupati. Il 15 avremo, finalmente un confronto con la Fondazione in Commissione Affari Generali, speriamo di poter comprendere che c’è la faremo ad uscire dal tunnell ma sono preoccupato. Rispetto a Mussari non lo conosco e non sono in grado di giudicarlo. Penso però che il problema non sono le persone ma quanto riesce ad influire la Città e la Provincia nelle scelte della Fondazione. Quando parlo di città e provincia mi riferisco a tutti e non a due o tre persone.
4) Un giudizio sulla gestione del trasporto locale.
Sono completamente in disaccordo con la gara unica regionale, secondo me occorre ritornare alle aziende pubbliche e fermare la gara, come del resto hanno chiesto 27 milioni di italiani con il referendum del 12 e 13 giugno. Inoltre con i tagli del governo per reperire le risorse si sta facendo la cosa più semplice, tagliare le corse ed il personale. Noi lavoreremo per modernizzare il servizio e tutelare le fasce deboli. Ma se il servizio avrà come obiettivo il profitto difficilmente potrà rispondere all’interesse generale!
5) Come valuta la gestione dell’università di Riccaboni e Fabbro che di fatto hanno attuato solo politiche contro i lavoratori e autoreferenziali?
Come al solito: i baroni sbagliano ed i lavoratori pagano, troppo facile. La questione dell’Università è molto seria. Finalmente abbiamo attivato un confronto con il rappresentante della Provincia nel CdA, anche se poi abbiamo saputo della sua nomina dai giornali. Tuttavia se il Comune e la Provincia staranno vicini all’università avranno modo di far valere le ragioni degli studenti e dei lavoratori ma anche degli interessi storici, culturali ed economici che riveste la nostra Università. Se pensiamo ai buchi ed ai silenzi responsabili dovremmo solo incazzarci, in ogni caso vigileremo e cercheremo di rapportarci con i veri protagonisti dell’ateneo: lavoratori e studenti!
6) Che cosa ne pensa della proposta di abolizione delle province?
E’ una bufala, basti pensare che Di Pietro ha votato l’aumento di 1230 euro mensili alla già vergognosa indennità dei parlamentari (circa 20000 euro mensili tra indennità ed accessori). Inoltre l’unica cosa che può abolire sono i rappresentanti eletti dal popolo, perchè qualcuno le strade le dovrà pur fare e tutte le altre funzioni che svolgono le provincie che fine faranno? Cambierebbe il nome e basta. Sono solo buffonate.
Abolirle costerebbe il doppio che tenerle. A me sembra che Di Pietro voglia fare solo propaganda a meno che non vuole dare tutte le funzioni al Prefetto o al Questore e togliere al popolo la possibilità di eleggere i propri rappresentanti.
E’ una visione politica ma non è certo vicina alla mia!
E poi non penso che si risolverebbero i problemi del debito pubblico risparmiando i 60 euro lordi di un consigliere.
7) Quali sono le prospettive futuro del suo partito e i possibili rapporti futuri con il centrosinistra senese?
L’obiettivo del mio partito dovrà essere quello di riannodare i rapporti con il proprio elettorato, con i lavoratori, con gli studenti, con i disoccupati, con chi ha grosse difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Non ci interessano poltrone o potere. Ci interessa che le cose migliorano per i senesi. In ogni caso spero che i rapporti con il centro-sinistra migliorino, questo non vuol dire che dobbiamo entrare in maggioranza ma poter dare il nostro contributo rimanendo ognuno al suo posto. La vedo dura perché l’atteggiamento del Centro-Sinistra è spesso simile a quello di Berlusconi con il governo nazionale e cioè pensa tutto lui!
Non è molto buono, purtroppo le varie scissioni, ultima quella di SeL, ma soprattutto la solita diatriba rispetto ai rapporti con il PD spesso è causa di problemi interni che non aiutano l’ottimo lavoro che i compagni portano avanti nei comuni ed anche a livello provinciale. A Siena siamo in una fase di ricostruzione del partito ed il lavoro sta pesando su pochi compagni e quindi spesso non è visibile all’esterno sufficientemente.
2) Lei è il capogruppo di Rifondazione Comunista in consiglio provinciale: che giudizio esprime sulla giunta Bezzini? E quali dovrebbero essere le priorità dell’amministrazione provinciale anche alla luce della grave crisi economica attuale?
Il Giudizio è positivo, perché sia il Presidente che i suoi Assessori lavorano intensamente. Rimangono le distanze politiche soprattutto per il fatto che il Consiglio spesso è messo in un angolo e questo è sicuramente poco rispettoso nei confronti degli elettori. Pensi che i Gruppi non hanno nemmeno un PC, un telefono ed un luogo dove incontrare i cittadini e questo rispetto ad altri consigli vicini (vedi Arezzo) non è proprio una bella cosa.
Le priorità dovrebbero essere la protezione sociale e lo sviluppo sostenibile. Si dovrebbe fare di più per chi è senza lavoro e senza nessun tipo di indennità!
3) Quali sono le vostre valutazioni sulla situazione della Fondazione e banca MPS?E cosa ne pensate dell’ipotesi di un terzo mandato per l’avvocato Mussari alla presidenza di MPS?
La situazione della Banca e della Fondazione, purtroppo la leggiamo sui giornali, personalmente da tempo chiedo un confronto per capire cosa sta succedeno. Certo che se analizziamo le scelte fatte fino ad oggi, il fatto che vengono estromessi i Consigli dalle decisioni non ha portato sicuramente buoni frutti. Considerata la situazione generale, siamo veramente preoccupati. Il 15 avremo, finalmente un confronto con la Fondazione in Commissione Affari Generali, speriamo di poter comprendere che c’è la faremo ad uscire dal tunnell ma sono preoccupato. Rispetto a Mussari non lo conosco e non sono in grado di giudicarlo. Penso però che il problema non sono le persone ma quanto riesce ad influire la Città e la Provincia nelle scelte della Fondazione. Quando parlo di città e provincia mi riferisco a tutti e non a due o tre persone.
4) Un giudizio sulla gestione del trasporto locale.
Sono completamente in disaccordo con la gara unica regionale, secondo me occorre ritornare alle aziende pubbliche e fermare la gara, come del resto hanno chiesto 27 milioni di italiani con il referendum del 12 e 13 giugno. Inoltre con i tagli del governo per reperire le risorse si sta facendo la cosa più semplice, tagliare le corse ed il personale. Noi lavoreremo per modernizzare il servizio e tutelare le fasce deboli. Ma se il servizio avrà come obiettivo il profitto difficilmente potrà rispondere all’interesse generale!
5) Come valuta la gestione dell’università di Riccaboni e Fabbro che di fatto hanno attuato solo politiche contro i lavoratori e autoreferenziali?
Come al solito: i baroni sbagliano ed i lavoratori pagano, troppo facile. La questione dell’Università è molto seria. Finalmente abbiamo attivato un confronto con il rappresentante della Provincia nel CdA, anche se poi abbiamo saputo della sua nomina dai giornali. Tuttavia se il Comune e la Provincia staranno vicini all’università avranno modo di far valere le ragioni degli studenti e dei lavoratori ma anche degli interessi storici, culturali ed economici che riveste la nostra Università. Se pensiamo ai buchi ed ai silenzi responsabili dovremmo solo incazzarci, in ogni caso vigileremo e cercheremo di rapportarci con i veri protagonisti dell’ateneo: lavoratori e studenti!
6) Che cosa ne pensa della proposta di abolizione delle province?
E’ una bufala, basti pensare che Di Pietro ha votato l’aumento di 1230 euro mensili alla già vergognosa indennità dei parlamentari (circa 20000 euro mensili tra indennità ed accessori). Inoltre l’unica cosa che può abolire sono i rappresentanti eletti dal popolo, perchè qualcuno le strade le dovrà pur fare e tutte le altre funzioni che svolgono le provincie che fine faranno? Cambierebbe il nome e basta. Sono solo buffonate.
Abolirle costerebbe il doppio che tenerle. A me sembra che Di Pietro voglia fare solo propaganda a meno che non vuole dare tutte le funzioni al Prefetto o al Questore e togliere al popolo la possibilità di eleggere i propri rappresentanti.
E’ una visione politica ma non è certo vicina alla mia!
E poi non penso che si risolverebbero i problemi del debito pubblico risparmiando i 60 euro lordi di un consigliere.
7) Quali sono le prospettive futuro del suo partito e i possibili rapporti futuri con il centrosinistra senese?
L’obiettivo del mio partito dovrà essere quello di riannodare i rapporti con il proprio elettorato, con i lavoratori, con gli studenti, con i disoccupati, con chi ha grosse difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Non ci interessano poltrone o potere. Ci interessa che le cose migliorano per i senesi. In ogni caso spero che i rapporti con il centro-sinistra migliorino, questo non vuol dire che dobbiamo entrare in maggioranza ma poter dare il nostro contributo rimanendo ognuno al suo posto. La vedo dura perché l’atteggiamento del Centro-Sinistra è spesso simile a quello di Berlusconi con il governo nazionale e cioè pensa tutto lui!
sabato 9 luglio 2011
Rappresentanti e Nominati
L’articolo 7 dello Statuto della Fondazione MPS recita:
1. La Deputazione Generale è composta da sedici membri nominati:
• otto dal Comune di Siena, di cui uno d’intesa con la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Siena;
• cinque dalla Provincia di Siena, di cui uno d’intesa con la Consulta Provinciale del Volontariato istituita ai sensi dell’art. 6 della Legge Regionale Toscana 15/4/1996 n. 29 e del comma 4 dell’art. 10 dello Statuto della Provincia di Siena;
• uno dalla Regione Toscana;
• uno dall’Università degli Studi di Siena;
• uno dall’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino.
2. I membri della Deputazione Generale non rappresentano gli Enti dai quali sono stati nominati, né rispondono ad essi del loro operato.
In sostanza da una parte si dice che la Fondazione MPS rappresenta Siena e la sua Provincia e dall’altra si dice che i nominati sono autonomi rispetto a Siena ed alla sua Provincia. Per una normale lettura sembrerebbe esserci una forte contraddizione fra i due commi. Se invece si analizza la storia di Siena e la grande capacità dei senesi nel saper condividere fra tutti la propria cassaforte, trovo giusto e normale che i deputati del Monte abbiano piena autonomia nell’amministrare la Fondazione, sono autonomi in quanto fiduciari! Altra cosa è il confronto e la partecipazione, dovrebbe essere normale che la Fondazione che controlla l’azienda più importante di Siena e che rappresenta il passato, il presente ed il futuro dell’intera provincia, avesse continui rapporti con le istituzioni.
In condizioni ordinarie ci dovrebbero essere almeno due o tre confronti all’anno con i consigli comunale e provinciale, luoghi dove siedono i rappresentanti del popolo senese! Ci dovrebbe essere un confronto serrato con i bisogni e le scelte della città e della Provincia, magari chiedendo anche a loro, perché no, politiche di rigore e scelte oculate e di qualità. Oggi è un momento straordinario, siamo ad un bivio dove, dal percorso della strada che imboccheremo, dipenderà il destino di migliaia di persone e tutto questo nel pieno di una crisi mondiale della finanza e dell’economia e dentro un contesto sociale di piena crisi di valori e di idee. che lasciano presupporre incertezze e baratri dai quali non siamo sicuri se mai ne usciremo e come ed in quali forme riusciremo a farlo. Mi chiedo come è possibile che la Fondazione abbia sottoscritto 2.440.313.946 azioni ordinarie (50,578% del totale delle nuove azioni emesse dalla Banca e che l’operazione probabilmente porterà la Fondazione ad un indebitamento di 350/400 milioni di euro e come è possibile che lo abbia fatto senza un minimo confronto con il consiglio comunale e con quello provinciale? Se rimane valido il concetto che nei momenti difficili si deve essere uniti e mettere da parte gli interessi di ogni singola bottega è altrettanto vero che occorre confronto, condivisione e partecipazione, altrimenti si conferma anche a Siena, quello che avviene da tempo a livello nazionale: “ghe pensi mi”!
1. La Deputazione Generale è composta da sedici membri nominati:
• otto dal Comune di Siena, di cui uno d’intesa con la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Siena;
• cinque dalla Provincia di Siena, di cui uno d’intesa con la Consulta Provinciale del Volontariato istituita ai sensi dell’art. 6 della Legge Regionale Toscana 15/4/1996 n. 29 e del comma 4 dell’art. 10 dello Statuto della Provincia di Siena;
• uno dalla Regione Toscana;
• uno dall’Università degli Studi di Siena;
• uno dall’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino.
2. I membri della Deputazione Generale non rappresentano gli Enti dai quali sono stati nominati, né rispondono ad essi del loro operato.
In sostanza da una parte si dice che la Fondazione MPS rappresenta Siena e la sua Provincia e dall’altra si dice che i nominati sono autonomi rispetto a Siena ed alla sua Provincia. Per una normale lettura sembrerebbe esserci una forte contraddizione fra i due commi. Se invece si analizza la storia di Siena e la grande capacità dei senesi nel saper condividere fra tutti la propria cassaforte, trovo giusto e normale che i deputati del Monte abbiano piena autonomia nell’amministrare la Fondazione, sono autonomi in quanto fiduciari! Altra cosa è il confronto e la partecipazione, dovrebbe essere normale che la Fondazione che controlla l’azienda più importante di Siena e che rappresenta il passato, il presente ed il futuro dell’intera provincia, avesse continui rapporti con le istituzioni.
In condizioni ordinarie ci dovrebbero essere almeno due o tre confronti all’anno con i consigli comunale e provinciale, luoghi dove siedono i rappresentanti del popolo senese! Ci dovrebbe essere un confronto serrato con i bisogni e le scelte della città e della Provincia, magari chiedendo anche a loro, perché no, politiche di rigore e scelte oculate e di qualità. Oggi è un momento straordinario, siamo ad un bivio dove, dal percorso della strada che imboccheremo, dipenderà il destino di migliaia di persone e tutto questo nel pieno di una crisi mondiale della finanza e dell’economia e dentro un contesto sociale di piena crisi di valori e di idee. che lasciano presupporre incertezze e baratri dai quali non siamo sicuri se mai ne usciremo e come ed in quali forme riusciremo a farlo. Mi chiedo come è possibile che la Fondazione abbia sottoscritto 2.440.313.946 azioni ordinarie (50,578% del totale delle nuove azioni emesse dalla Banca e che l’operazione probabilmente porterà la Fondazione ad un indebitamento di 350/400 milioni di euro e come è possibile che lo abbia fatto senza un minimo confronto con il consiglio comunale e con quello provinciale? Se rimane valido il concetto che nei momenti difficili si deve essere uniti e mettere da parte gli interessi di ogni singola bottega è altrettanto vero che occorre confronto, condivisione e partecipazione, altrimenti si conferma anche a Siena, quello che avviene da tempo a livello nazionale: “ghe pensi mi”!
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