lunedì 21 aprile 2014


Perché aderisco al Partito Comunista,
semplice per ora non c’è nessun altro luogo dove sono chiaramente visibili tre obiettivi chiari per mancanza dei quali è stato distrutto il sogno della Rifondazione dopo il tradimento storico, culturale e vergognoso della bandiera comunista da parte di tanti illusi degli anni ’90.
I tre obiettivi sono:
1) Abbattere il capitalismo e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo;
2) Costruire un Partito Comunista in Italia collocato all’interno del Movimento Comunista Internazionale;
3) Le cariche elettive sono ottenute in nome del Partito Comunista e la carica non può essere pagata con uno stipendio superiore a quello di un lavoratore in trasferta.
Dopo la distruzione del Partito Comunista Italiana da parte di chi, impadronendosi dei simboli, della bandiera e della rappresentanza legale, li ha buttati nel fango, distruggendo con esso:
- la speranza dell’uguaglianza
- la speranza della giustizia
- la speranza della pace e della libertà
La Rifondazione Comunista nata da questa dissoluzione aveva orgogliosamente ripulito lo straccio dal fango e ridato dignità ai colori ed alle aspirazioni di quel simbolo.
Essersi aggrappati alla giacca del PDS, dei DS ed infine del PD ha reso ambigua l’esistenza stessa della Rifondazione, relegandola in una sinistra vario pinta che invece di chiarirne l’identità l’ha contaminata di incoerenze, di scissioni e di un salottismo che ha partorito tanti soggetti e frantumazioni da rendere il lavoro dei militanti inutile, difficile ed ambiguo, creando fra l’altro disastri elettorali che sotto nomi cantaminanti: Arcobaleno, Federazione della Sinistra, Rivoluzione Civile etc... hanno definitivamente distrutto la speranza del cambiamento e con essa la dissoluzione delle conquiste dei lavoratori.
Il Partito Comunista ha riaperto una possibilità per rialzare la testa a tanti militanti delusi e stanchi dalle umilianti militanze. Ha riaperto un luogo, collettivo dove i giovani del nuovo Fronte della Gioventù Comunista possono confrontarsi con pezzi di storia del movimento comunista italiano.
Aderisco al Partito Comunista non più da militante (purtroppo) ma da semplice sostenitore.
Riconosco in questo Partito la coerenza identitaria e la chiarezza espressa nel proprio Statuto.
Riconosco in questo Partito la chiarezza delle posizioni nei confronti della sinistra italiana ed europea, ridotta a mero lato geografico del capitalismo.
Riconosco in questo Partito la giusta collocazione internazionale al fianco dei comunisti di tutto il mondo e cioè di quelle formazioni che antepongono le idee e la propria identità agli interesse elettorali e di bottega.
Riconosco a questo Partito la sua fermezza nel non adattarsi alla formula ambigua dell’Altro Mondo Possibile e di un’Altra Europa, ma di definire con chiarezza la netta contrapposizione al capitalismo ed al suo Ordine Europeo e Mondiale e di concentrare la il lavoro e la propria esistenza nella costruzione del comunismo in Europa e nel Mondo.
Antonio Falcone

lunedì 17 marzo 2014

La Rifondazione è fallita occorre costruire il Partito Comunista

Cari compagni,
ormai sono mesi che vivo con l’enigma relativo alla permanenza o meno in Rifondazione Comunista. Oggi, finalmente, ho preso la decisione! Ho maturato che non ci sono più le condizione per continuare ad essere iscritto e militante di questo partito. Le motivazioni sono tante e cerco di riassumerle brevemente nel seguito di questa mia.
Dopo la disfatta dell’Arcobaleno, imposto dagli Stati Generali del Partito e dopo il Congresso di Chianciano raccogliemmo per l’ennesima volta lo straccio rosso che ci teneva uniti e tutti insieme con la ferita della scissione di quello che poi sarebbe diventato Sel (Socialisti europei) e con l’idea di ripartire dal basso per la costruzione di un soggetto comunista. Nel 2009 ci presentammo in quasi tutti i comuni ed alle elezioni europee con il nostro simbolo cercando di evidenziare con chiarezza l’obiettivo del superamento del capitalismo. Personalmente, oltre a partecipare alla costruzione di liste comuniste in diversi comuni della Provincia di Siena, fui alla testa di una lista provinciale che si affermò con quasi 9000 voti (5,8%) e mi permise di entrare da comunista all’opposizione di una maggioranza di centro-sinistra, unica nel panorama di una Regione dove tutt’oggi primeggia l’alleanza con il PD.
L’entusiasmo durò poco, infatti prima la FdS, poi la svolta Arancione di Rivoluzione Civile, quando nel nostro simbolo si propose addirittura la personalizzazione della rappresentanza con il nome INGROIA, riportarono grande confusione fra gli iscritti e causarono l’allontanamento silenzioso di tanti militanti (ricordo la lettera del compagno Piero Cappelli ed i tanti documenti dei circoli di Chianciano e Valdichiana ai quali non fu data mai nessuna risposta). L’incaponimento salottiero e poltronifero furono confermati nella disfatta elettorale del Comune di Siena, dove la venuta del Segretario nazionale fu preceduta da una dichiarazione ufficiale del Responsabile degli Enti Locali del Partito che prevenendo qualsiasi decisione dal confronto Ferrero-Federazione di Siena, decise l’appoggio al Sindaco Ceccuzzi ed al potere che ha portato alla disfatta il MPS e la socialità di quella che la “fu” provincia più rossa d’Italia aveva fin lì costruito. Infine l’odierna costituzione di una lista di pseudo sinistra (senza soggetto) per le europee, dove si rinuncia definitivamente alla Rifondazione Comunista, optando per una nuova personalizzazione con Tspras e con l’Altra Europa al posto dei nostri simboli, delle nostre aspirazioni ed al posto perfino di una ambigua Sinistra Europea che continua e rimanere il punto di riferimento e quindi molto al di là della ricostruzione di una soggettività comunista europea ed internazionale vera ed unica contrapposizione al capitalismo armato con in un braccio la finanzia europea e nell’altro la Nato e gli Stati Uniti d’America. Queste premesse aggiunte alla stanchezza di una militanza sempre umiliata da una condotta incoerente e verticistica degli ultimi due congressi, hanno determinato la chiara e forse tardiva decisione di lasciare il PRC e di cercare altrove la possibilità di lavorare per la costruzione di quel soggetto comunista ormai lontano dagli obiettivi della Rifondazione. Tardiva perché se fosse venuta con il Congresso di Venezia, dove fu sancita l’effettiva rinuncia alla Rifondazione del Movimento Comunista italiano ed internazionale, forse avrebbe avuto la sua giusta collocazione.
La presente per ringraziare i compagni che hanno condiviso con me lotte, battaglie e delusioni ed ai quali non dico addio ma arrivederci magari in battaglie comuni per l’avanzamento del collettivismo e dei diritti dei deboli e non più in congressi cagneschi dove divisioni precostituiti dall’alto ci hanno impedito di dare entusiasmo a quella militanza fiera e genuina che ha fatto la storia del movimento operaio del ’900 e non solo. Con la fermezza che le lotte e le conquiste non vengano più umiliate dalle ipocrisie e dalle ambiguità di un vocabolo, “sinistra”, che ogni volta che si nomina fa indietreggiare i comunisti.
Cordiali saluti
Antonio Falcone
Chianciano Terme 14.03.2014

mercoledì 26 febbraio 2014

La risposta di RFI sui Siluri

Questa risposta non sarebbe potuta essere diversa, altrimenti sarebbe stata preceduta da un rallentamento immediato dei TAV o dal fermo in attesa di verifiche. In realtà mi sarei aspettato una risposta più prudente tipo: "siamo certi che non ci sono pericoli, tuttavia verificheremo meglio per ovviare qualsiasi dubbio. 
Questa sicurezza, mi preoccupa e quindi non mi soddisfa, anche se è naturale che ci auguriamo di sbagliarci.
Spero che queste verifiche e questi continui monitoraggi possano essere disponibili per le autorità competenti al fine di tranquillizzare sia la mia diffidenza che magari la preoccupazione di chi abita nelle zone attraversate dalla TAV. In settimana chiederemo alla Protezione Civile della Provincia, al Prefetto ed alla Regione se sono a conoscenza di questi monitoraggi  ed a quanto risale l'ultimo rilievo di stabilità strutturale di quel tratto sottostante la SS146, effettuato da RFI.

Antonio Falcone


lunedì 24 febbraio 2014

Tribunale di Montepulciano


Il Centro-Sinistra ed il Centro-destra negli ultimi 30 anni hanno smembrato lo stato tagliando i servizi invece che la spesa pubblica. In Consiglio provinciali compatti nel difendere il Tribunale di Montepulciano, quando ormai non c'è più tempo. Quando gli offriamo l'occasione per condannare la politica dei tagli dei servizi per nascondere lo sperpero della spesa pubblica, diventano timidi e per paura di essere brontolati dai manovratori romani votano contro il seguente emendamento. Bravi solo a voler togliere i ragni dal buco con le mani degli altri. Questo l'emendamento respinto:
"il Consiglio provinciale di Siena condanna la politica dei tagli che i governi di centro destra e centro sinistra hanno effettuato negli ultimi 20 anni. Invece di tagliare la spesa pubblica parassitaria hanno tagliato i servizi come hanno fatto con i Tribunali, stanno facendo con le provincie, lasciando intatti gli stipendi d'oro dei manager pubblici, le pensioni d'oro gli speroeri dei palazzi centrali e dei dipartimenti dei ministeri, i tanti consigli d'amministrazioni di enti di secondo grado che non servono a nulla come i Consorzi, gli Ato, le tante agenzie di statistica, etc, etc, etc."

FERMATE QUEI SILURI


FERMATE QUEI SILURI
Oggi, in consiglio provinciale, abbiamo colto l'occasione dell'OdG di Marco Nasorri sull'introduzione di alcune fermate Eurostar nella stazione di Chiusi, per segnalare un problema a nostro avviso molto serio ed urgente. Considerato che nel resoconto della seduta, l'addetto stampa, si è preoccupato di segnalare la nostra astensione e di evidenziare solo il punto di vista dei gruppi di  maggioranza e della Giunta, ricorriamo al comunicato stampa per segnalare la problematica evidenziata con forza oggi in Consiglio e della quale si sono perse le tracce sulla stampa e nei TG.
"SECONDO NOI IN QUESTO MOMENTO TUTTI I TRENI CHE TRANSITANO PER L'ALTA VELOCITA' DEVONO FERMARE A CHIUSI O PERLOMENO DEVONO RIDURRE
LA VELOCITA' NELLA TRATTA DELLA GALLERIA CHIUSI - MONTALLESE. IL TERRENO
SOPRASTANTE IL TUNNEL STA FRANANDO. SIAMO CONVINTI CHE IL PASSAGGIO DI TRENI A 200 KM ORARI E L'ALTA VIBRAZIONE, IN QUEL TUNNEL SOTTO
LA ROTATORIA DELLA SS146, STANNO PEGGIORANDO LE CONDIZIONI DI QUELLA ZONA. PERTANTO ABBIAMO SEGNALATO A TUTTO IL CONSIGLIO LA PROBLEMATICA, NON SI COMPRENDE COME QUESTE COSE NON VENGONO RIPORTATE NELLA NEWS DELLA PROVINCIA. SPERIAMO SI TRATTI DI UNA DISTRAZIONE, ALTRIMENTI DOVREMMO PREOCCUPARCI ANCHE DI ALTRO.
IN OGNI BUON CONTO CI PREME ATTIVARE TUTTI GLI ORGANI PREPOSTI AFFINCHE' SI RIPRISTINO LE CONDIZIONI DI AGIBILITA' DELLA STRADA E SI RIDUCANO LE
VELOCITA' DEI SILURI TAV CHE OLTRE A CREARE DISAGI ALLA MOBILITA' REGIONALE, COME GIUSTAMENTE SEGNALATO DA NASORRI, DEVASTANO IL NOSTRO TERRITORIO.
CHI HA FRETTA PUO' SPOSTARSI TRANQUILLAMENTE IN AEREO, NON POSSIAMO METTERE IN CRISI GLI ASPETTI GEOLOGICI DEL TERRENO PER RISPONDERE AD ESIGENZE DI POCHI.
LE PIOGGE DEGLI ULTIMI TEMPI, A NOSTRO AVVISO, STANNO EVIDENZIANDO COME IL QUEATO TERRITORIO SIA INADATTO E TROPPO FRAGILE PER OSPITARE SILURI CHE VIAGGIANO AD OLTRE 200 KM/H.
PURTROPPO LE LOGICHE DEL PROFITTO E DI UNA PSEUDOMODERNITA' ORMAI SORPASSATA, VENGONO SPESSO ANTEPOSTE ALLE REALI ESIGENZE DELLA COLLETTIVITA'. E' DOVERE DELLA POLITICA E DI CHI RAPPRESENTA LE ISTITUZIONI E COMUNQUE DI OGNUNO DI NOI VIGILARE AFFINCHE' IL NOSTRO TERRITORIO VENGA SALVAGUARDATO E LA SICUREZZA SIA SEMPRE ANTEPOSTA AGLI INTERESSI DI BOTTEGA.
SPERIAMO DI SBAGLIARE MA MEGLIO AVE' PAURA CHE BUSCARNE.

sabato 14 dicembre 2013

Attenti al lupo

Possiamo comprendere, anche se non giustificare la storia della Fondazione MPS e l’aver distribuito utili virtuali (gonfiati) o più precisamente “aver speso debiti” credendo che fossero “crediti”. Lo comprendiamo perché questo è avvenuto in tutt’Europa, da qualche parte di più (Italia), da qualche altra meno (Germania). Sono decine e decine di anni che si concedono finanziamenti a falsi piani industriali, che si aumenta il patrimonio dell’aziende gonfiando i numeri del magazzino. Pareggiare i bilanci con le sostanze tossiche dei derivati o con scemenze del genere è stato lo sport preferito dei management delle aziende e dei centri burocratici dell’Alta, Media e Piccola borghesia italiana. Non a caso Monti ed i professori della Bocconi sono scesi in campo in “punta dei piedi” per difendere gli interessi della finanza dagli aguzzi canini della mangiatoia del bel paese, dimora permanente, dei brocchi della politica e dei salotti mediatici.
Tutti sanno chi sono stati i veri responsabili ma, come al solito a pagare sarà sempre il più debole!
In questo quadro  e nonostante tutto, la Fondazione MPS è stato uno strumento importante per il territorio di Siena.  E’vero che grazie a Lei, ci sono stati salotti pieni, scorpacciate, festini e balli generalizzati, ma è altrettanto vero che nel contempo sono state fatte scuole, garantiti servizi sociali, valorizzati musei, asfaltate strade (grigie e bianche), realizzati ponti, centri sportivi, circoli culturali e tanto altro. Va riconosciuto, però, che la distribuzione dell’utile a favore dello sviluppo e della tutela del territorio è una tipicità molto senese  è questo dovrebbero essere un orgoglio storico per Siena e per chi l’ha amministrata per tanti anni. Invece no, sembra quasi un fuggi, fuggi, generale.
Ci appare strano se non addirittura paradossale, in questo momento difficile per il territorio, l’atteggiamento servile del PD e del PdL senesi nei confronti dei palazzi romani.  Nessun pastore a difesa del gregge, nessuna rete per fermare la corsa del Lupo. Possiamo comprendere la destra perché da queste parti, rappresenta l’opposizione politica (seppur concorde nelle varie fasi delle scelte delle Fondazione, incluso l’operazione Antonveneta), ma rimane veramente incomprensibile l’atteggiamento genoflesso del PD e della Sinistra di Siena. Come si fa ad assistere supini  all’attacco esterno ed interno del patrimonio senese?  Comprendiamo la necessità di restituire i 3 miliardi di euro prestati dal tesoro , ma quanti sono i crediti in titoli di debito pubblico in Piazza Salimbeni? A quanto ammonta la complicità di palazzo Koch e di qualche altro Stato “Italiano” nella vicenda Antonveneta? Ci fermiamo qui, ma non per mancanza di moventi. Come si fa a barattare il patrimonio della Fondazione ed il suo significato territoriale in cambio di una salvezza saldamente controllata da speculatori dalla finanza euro-asiatica?
Non è diabolico pensare di salvare la Banca svendendo la sua unica forza, il legame con il territorio? Presenza azionaria massiccia nei servizi (acqua, rifiuti, trasporti, arte, cultura, sanità, ricerca, etc… etc…)!  Speriamo di sbagliare ma ci sembra che la sinistra senese, come al solito, è pronta a sacrificare l’agnello, o meglio è disposta a prendere una miriade di schiaffi, pur di soddisfare il desiderio di scoprire dove vuole arrivare lo schiaffeggiatore (come diceva il grande De Curtis)!

domenica 7 luglio 2013

Era ora!

S
IENA. Finalmente, si apprende una buona notizia: La Deputazione Amministratrice della Fondazione Mps nella riunione tenutasi il 5 luglio sotto la presidenza del presidente Gabriello Mancini, ha attentamente esaminato la possibilità di agire contro le banche Nomura e Deustche Bank, oltre che nei confronti degli ex vertici della banca stessa (ossia presidente e direttore generale dell’epoca) per ottenere il risarcimento dei danni che le sono stati direttamente causati.
C’è voluto oltre un anno, ma la cosa più ovvia che si doveva fare sta per essere fatta. Sicuramente in ritardo e dopo che ormai la banca e la Fondazione si avviano al tramonto finanziario per non parlare di altro.
L’avevamo proposto in Consiglio Provinciale oltre un anno fa, purtroppo senza la minima attenzione dalla maggioranza del Consiglio, l’avevamo suggerito in tanti modi ma sembrava di sbattere contro un muro di autoreferenzialità, presunzione e sensi di colpa che rasentavano infantilismo e disfatta politica nello stesso tempo.
Era solo perché ci sembrava una cosa ovvia, infatti, personalmente non sono mai stato giustizialista ed il qualunquismo di piazza dove molto spesso ritrovi gli inquisiti al posto degli inquisitori o i verginelli che si ripresentano puri dopo le orge ed i festini sfarzosi, non mi hanno mai convinto.
Tuttavia come comunista e come rappresentante pubblico non potevo accettare che chi rappresentava il popolo senese e non solo, assistesse inerme davanti ad uno scempio finanziario e politico di questo tipo. Inoltre e come al solito, a dirigenti, advisor ed altri soggetti superpagati che escono sempre indenni dai disastri che compiono per non parlare dei premi delle laute liquidazioni che percepiscono. Mentre i lavoratori di mille euro al mese o i bottegai ed artigiani di paese, oltre a rispondere sempre delle proprie azioni, con tasse, precarietà, multe, verbali e sanzioni, spesso pagano anche con la vita gli incerti (o certi?!) del mestiere.

Antonio Falcone - Consigliere comunista provincia di Siena

venerdì 7 giugno 2013

Risparmiare soldi pubblici si può.......allora cominciamo!

GRUPPO CONSILIARE
RIFONDAZIONE-PARTITO COMUNISTA
Palazzo del Governo
Piazza Duomo, 9 – 53100 Siena
Tel: non siamo dotati
Fax: non siamo dotati
antonio.falcone@provincia.siena.it
www.provincia.si.it
Prot. ________________
Siena, 03 Giugno 2013
Mozione n. 1/2013
Al Presidente della Provincia di Siena
Simone BEZZINI
Al Presidente del Consiglio Provinciale
Riccardo BURRESI
Oggetto: Mozione per la riduzione della spesa.
Il Consiglio Provinciale di Siena Premesso che
- in un momento di crisi economica che investe gravemente l’Italia e con essa la Provincia di Siena, per cui, si avverte la necessità di tagliare i costi della politica nelle sue diverse forme;
- Sulla scia di questo contesto si segnalano numerose iniziative assunte a tutti i livelli - citiamo ad esempio, alcune regioni che hanno provveduto o stanno provvedendo a tagliare le indennità dei consiglieri, rimettendo mano anche all'istituto dei vitalizi. Cos’ì come le giunte provinciali, pur rimanendo in carica hanno rinunciato o tagliato gran parte dello stipendio;
- entro la fine dell’anno le funzioni del Consiglio provinciale saranno completamente svuotate del contenuto rappresentativo attuale;
- con la spending review, oltre al contenimento dei costi si è provveduto a tagliare una grossa percentuale di trasferimenti che nel caso della nostra provincia si sono sommati al taglio quasi totale delle risorse della Fondazione MPS, mettendo in grosse difficoltà il bilancio dell’Ente;
- il governo di responsabilità nazionale, venuto fuori dall’esito delle ultime elezioni, sta continuando nella scia di ridurre la spesa pubblica ai fini di far ripartire l’economia. Ritenuto pertanto che
- anche i consiglieri dovranno dare un segnale di adeguamento all’iter che riguarda il contenimento della spesa;
- con la soppressione delle attività delle commissioni, oltre naturalmente a ridurre la spesa attraverso il risparmio dei gettoni dei consiglieri, si ridurrebbe sensibilmente il peso sulle attività delle consulenze e dei dipendenti che potrebbero essere impiegati per operazioni relative al controllo, al rilancio ed alla salvaguardia del territorio.
Il Consiglio Provinciale
Delibera
- di congelare le commissioni consiliari almeno fino alla termine della legislatura e di utilizzare la Conferenza dei Capigruppo come luogo per l’eventuale discussione preventiva di argomenti che possono riguardare le attività delle commissioni attuali e comunque solo in casi veramente urgenti. Impegna
- la conferenza dei Capigruppo ad introdurre le modifiche suddette nell’apposito Regolamento.
Antonio Falcone

venerdì 24 maggio 2013

Elezioni a Siena


Cari compagni,
vi esprimo oltre agli auguri, la mia totale vicinanza ed il mio sostegno all’impresa che siete riusciti a mettere insieme rimettendo nella scheda elettorale di Siena, il nostro simbolo che sembrava dovesse sparire. Come sempre dalla polvere il nostro straccio di rossa bandiera si alza e grazie al vostro impegno ed al sacrificio di tanti compagni, che non intendono piegare la testa al capitalismo, ritorna a sventolare!
Dopo la nottate che i poteri forti e la malapolitica hanno fatto passare alla città di Siena ed al suo territorio, la lista di Rifondazione ed il sostegno ad una proposta alternativa ed autonoma dal PD e dai suoi derivati, rappresentato da Laura Vigni, per noi è il punto di partenza di un modo nuovo, partecipato e concreto per far rialzare la testa ai senesi e soprattutto ai lavoratori, a chi mette nel lavoro la propria esistenza e la speranza di un mondo migliore per i propri figli.
Votare il simbolo del lavoro, nel pieno fallimento del capitalismo sembra quasi scontato, ma sappiamo che non è così, perché gli anni dell’amore odio fra PD e PDL e gli errori della classe dirigente di Rifondazione Comunista, hanno generato disaffezione, grillismo, rabbia ed intolleranza e per i compagni senesi che oltre alla faccia ed alla propria intelligenza ci hanno dovuto mettere molto e molto di più, questo, che da appassionato ciclista, voglio chiamare kilometro zero, rappresenta anche riscatto!
Con questo auspicio vi abbraccio e mi unisco alla lotta per il cambiamento, per il riscatto degli ultimi e per l’affermazione del lavoro e della giustizia.

Antonio Falcone
Capogruppo Rifondazione Comunista al Consiglio provinciale di Siena

venerdì 15 febbraio 2013

MPS in Consiglio Provinciale di Siena

  Oggetto : O.D.G. incidentale sull’argomento inserito al Punto 1 del Consiglio
                Provinciale del 15/02/2013.

Preso atto che la vicenda del MPS, oltre ad essere costantemente fra i titoli principali dei quotidiani nazionali ed internazionali è diventata anche un elemento di scontro elettorale che invece di risolvere la problematica, la strumentalizza e ne accentua la complessità finanziaria esponendo negativamente il nome della banca e la tradizionale ricchezza di un patrimonio collettivo rappresentato fino ad oggi dal forte legame fra Siena ed il territorio provinciale;
Assunto che ormai la magistratura ha evidenziato un fatto chiaro e cioè che l’acquisizione di Antonveneta è stata effettuata ad un prezzo superiore a quello di mercato;
Considerato che l’ex Management della Banca ed anche della Fondazione sono  costantemente a disposizione della Magistratura, per cui è evidente che ci sono responsabilità di occultamento di operazioni finanziarie che hanno nascosto o perlomeno sottovalutato la portata negativa  che avrebbero avuto per l’intero Istituto e per il territorio le scelte effettuate e quindi il disastroso indebitamento sia della Banca che della Fondazione;
Preso atto che l’intendo avuto dalla politica del territorio di controllare la banca attraverso la Fondazione è completamente fallito e che la privatizzazione voluta dal Governo nazionale ha chiaramente snaturato la territorialità dell’Istituto esponendolo maldestramente alle speculazioni finanziarie, fallendo perfino gli intendi privatistici di voler  diventare terza banca italiana ed infine avallando supinamente  le scelte del management e dei costosissimi Advisor che si sono succeduti negli anni;
Considerato che La Fondazione era il principale azionista della Banca e per sostenere le scelte scellerate del Management è andata contro lo statuto e si è dissanguata a differenza degli altri soci privati e perlomeno da quanto risulta dai giornali, rispettando in pieno l’autonomia di cui all’art. 7 dello Statuto ma molto poco gli altri dettati del Titolo III e IV;
Premesso che oggi è necessario, anzi indispensabile, agire in maniera determinante e soprattutto rapida per cercare di trovare soluzioni di salvaguardia della Fondazione MPS;
Premesso inoltre che chi guida la Fondazione, fino ad oggi non ha messo in campo atti di responsabilità come le immediate dimissioni dei componenti, tantomeno dimostrato atti di estraneità come quello di costituirsi parte lesa nei confronti di chi ha condotto operazioni scellerate degli ultimi anni ed infine chiedendo il risarcimento danni agli Advisor che nonostante le parcelle milionarie non hanno saputo consigliare la Fondazione e la Banca rispetto all’impedimento degli illeciti e degli errori finanziari di mercato;
PER QUANTO SOPRA
Il Consiglio Provinciale di Siena, invita tutti i nominati della Fondazione, sia quelli di parte pubblica (Sindaco di Siena, Presidente della Provincia, Comuni e Presidente della Regione), sia quelli di parte religiosa (Vescovo) e sia quelli rispondenti alle realtà sociali di Siena Università, Associazioni etc…) di
-          costituirsi parte civile contro chi ha danneggiato la Banca in questi anni;
-          chiedere il risarcimento danni agli Advisor ed ai consulenti che hanno padellato vistosamente le consulenze finanziarie e di mercato per le quali hanno ricevuto milioni di euro;
-          e qualora non si ritenesse opportuno procedere a questi impegni, perlomeno rassegnare le dimissioni dalla Fondazione lasciando agli organi consiliari eletti dal popolo senese ed ai cittadini il compito di indicare le soluzioni per evitare il peggioramento dell’immagine non solo della Banca ma di tutto il territorio senese.

 Siena 15/02/2013                                                                             Il Capogruppo
                                                                                                        Antonio Falcone

giovedì 24 gennaio 2013

O si sta con i lavoratori o si sta con il capitale. Altro che terze vie!

La vicenda MPS conferma il definitivo fallimento della terza via e cioè il connubio pubblico-privato, il cosiddetto ibrido e quindi quella stampella funzionale solo alla copertura della contraddizione storico-sociale del nostro paese degli ultimi 30 anni: “come avrebbero potuto le forze anticapitaliste governare un sistema che fa del profitto non solo l'accumulo ma addirittura si nutre del mercato speculativo degli accumuli”.
Il paradosso continua con queste parate di verginelle che si rincorrono come fossero nell’aia a giocare a nascondiglio o alla ricerca affannosa del futuro colpevole, dimenticando che il vero fallimento del MPS è da cercare nel mancato controllo della banca da parte della Fondazione e quindi della città e della provincia. Troppo facile cercare capri espiatori per la magistratura coprendo il madornale errore storico delle varie bolognine.
Si, proprio la Fondazione, questo strano istituto nella quale sedevano sia maggioranza che opposizione, in una sorta di cerchio che tutto faceva meno che controllare e/o capire cosa accadeva nella piazza distante poche centinaia di metri dal Campo. L’azionista di maggioranza sotto il controllo diretto dei nominati dalla politica e dalle istituzioni non è riuscita nemmeno a salvare se stesso dalla miserevole figuraccia.

Attendiamo i responsi di chi è chiamato ad indagare, è giusto  che paga chi ha eventuali responsabilità dirette, ma come possiamo ignorare che i partiti derivati dal PCI, liberati dal fardello storico e progressista dell’anticapitalismo, hanno completamente fallito nel pensare di ammorbidire il serpente a 5 teste e renderlo meno velenoso. Il sistema finanziario mondiale, europeo e nazionale insegnano come le speculazioni delle tante facce oligarchiche hanno necessità di rigenerarsi ciclicamente accollando sempre sui più deboli la soma delle orge e dei vizi del capitalismo e non ci sono controlli pubblici che reggono.
Ma allora perché continuare a sognare e non ammettere che il capitalismo non si controlla e che la finanza strozza sempre il più debole. Ma allora perché non ammettere che stare in mezzo non serve più a nessuno. Quindi o di qua o di la. O si sta con i lavoratori o si sta con il capitale. Altro che terze vie!

martedì 27 novembre 2012

Ciao Fraccero

Ciao Fraccero, ti voglio ricordare così, con una tua poesia dove non avevi previsto che i capi bastioni di Rifondazione non avrebbero retto e si sarebbero adagiati ai colori Arcobaleni, Arancioni e così via, dimenticando quella cosa che tu hai sempre cercato di costruire, il Progetto Comunista che aveva fondato Rifondazione, quell'idea, quel movimento che dalla polvere aveva ripreso quello straccio rosso, buttato dai "miglioristi" e lo aveva alzato per la speranza dei deboli. Oggi siamo ancora di meno, ma il tuo rigore e la tua grande forza comunista rimane con noi e per questo continueremo a portare quello straccio rosso, alto, con orgoglio e con amore. Hasta siempre compagno Fraccero!

sabato 24 novembre 2012

Bilancio 2011


Bilancio Gruppo Rifondazione-Comunisti Italiani Consiglio Provinciale di Siena anno 2011

MOTIVAZIONE
QUANTITA’
ENTRATA
USCITA
NOTE
 
 
 
 
 
ORE DI PRESENZE A CONSIGLIO
111
 
 
 
ORE DI PRESENZA A COMMISSIONI
446
 
 
 
ORE DI PRESENZE LAVORI DI GRUPPO
175
 
 
 
ORE TOTALI DI ASSENZA DAL LAVORO
732
 
7.320,00
(c.o. p.i 25€)
GETTONI DI PRESENZA
 
5.433,62
 
 
INCIDENZA SU IRPEF
 
 
(10%) 732,00
 
SPESE TELEFONICHE
 
 
150,00
RICARICHE
SPESE INIZIATIVE POLITICHE DI PARTITO
E DI GRUPPO (VITTO E VIAGGI)
 
 
1.500,00
 
CONTRIBUTI
 
 
500,00
PRC
TOTALI
 
5.433,62
10.202,00
-4.768,38