GRUPPO CONSILIARE
RIFONDAZIONE-PARTITO COMUNISTA
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Prot. ________________
Siena, 03 Giugno 2013
Mozione n. 1/2013
Al Presidente della Provincia di Siena
Simone BEZZINI
Al Presidente del Consiglio Provinciale
Riccardo BURRESI
Oggetto: Mozione per la riduzione della spesa.
Il Consiglio Provinciale di Siena Premesso che
- in un momento di crisi economica che investe gravemente l’Italia e con essa la Provincia di Siena, per cui, si avverte la necessità di tagliare i costi della politica nelle sue diverse forme;
- Sulla scia di questo contesto si segnalano numerose iniziative assunte a tutti i livelli - citiamo ad esempio, alcune regioni che hanno provveduto o stanno provvedendo a tagliare le indennità dei consiglieri, rimettendo mano anche all'istituto dei vitalizi. Cos’ì come le giunte provinciali, pur rimanendo in carica hanno rinunciato o tagliato gran parte dello stipendio;
- entro la fine dell’anno le funzioni del Consiglio provinciale saranno completamente svuotate del contenuto rappresentativo attuale;
- con la spending review, oltre al contenimento dei costi si è provveduto a tagliare una grossa percentuale di trasferimenti che nel caso della nostra provincia si sono sommati al taglio quasi totale delle risorse della Fondazione MPS, mettendo in grosse difficoltà il bilancio dell’Ente;
- il governo di responsabilità nazionale, venuto fuori dall’esito delle ultime elezioni, sta continuando nella scia di ridurre la spesa pubblica ai fini di far ripartire l’economia. Ritenuto pertanto che
- anche i consiglieri dovranno dare un segnale di adeguamento all’iter che riguarda il contenimento della spesa;
- con la soppressione delle attività delle commissioni, oltre naturalmente a ridurre la spesa attraverso il risparmio dei gettoni dei consiglieri, si ridurrebbe sensibilmente il peso sulle attività delle consulenze e dei dipendenti che potrebbero essere impiegati per operazioni relative al controllo, al rilancio ed alla salvaguardia del territorio.
Il Consiglio Provinciale
Delibera
- di congelare le commissioni consiliari almeno fino alla termine della legislatura e di utilizzare la Conferenza dei Capigruppo come luogo per l’eventuale discussione preventiva di argomenti che possono riguardare le attività delle commissioni attuali e comunque solo in casi veramente urgenti. Impegna
- la conferenza dei Capigruppo ad introdurre le modifiche suddette nell’apposito Regolamento.
Antonio Falcone
venerdì 7 giugno 2013
venerdì 24 maggio 2013
Elezioni a Siena
Cari compagni,
vi esprimo oltre agli auguri, la
mia totale vicinanza ed il mio sostegno all’impresa che siete riusciti a
mettere insieme rimettendo nella scheda elettorale di Siena, il nostro simbolo
che sembrava dovesse sparire. Come sempre dalla polvere il nostro straccio di
rossa bandiera si alza e grazie al vostro impegno ed al sacrificio di tanti
compagni, che non intendono piegare la testa al capitalismo, ritorna a
sventolare!
Dopo la nottate che i poteri
forti e la malapolitica hanno fatto passare alla città di Siena ed al suo
territorio, la lista di Rifondazione ed il sostegno ad una proposta alternativa
ed autonoma dal PD e dai suoi derivati, rappresentato da Laura Vigni, per noi è
il punto di partenza di un modo nuovo, partecipato e concreto per far rialzare
la testa ai senesi e soprattutto ai lavoratori, a chi mette nel lavoro la
propria esistenza e la speranza di un mondo migliore per i propri figli.
Votare il simbolo del lavoro, nel
pieno fallimento del capitalismo sembra quasi scontato, ma sappiamo che non è
così, perché gli anni dell’amore odio fra PD e PDL e gli errori della classe dirigente di Rifondazione Comunista, hanno generato disaffezione,
grillismo, rabbia ed intolleranza e per i compagni senesi che oltre alla faccia
ed alla propria intelligenza ci hanno dovuto mettere molto e molto di più,
questo, che da appassionato ciclista, voglio chiamare kilometro zero, rappresenta
anche riscatto!
Con questo auspicio vi abbraccio
e mi unisco alla lotta per il cambiamento, per il riscatto degli ultimi e per
l’affermazione del lavoro e della giustizia.
Antonio Falcone
Capogruppo Rifondazione Comunista al Consiglio provinciale
di Siena
venerdì 15 febbraio 2013
MPS in Consiglio Provinciale di Siena
Oggetto : O.D.G. incidentale
sull’argomento inserito al Punto 1 del Consiglio
Provinciale del 15/02/2013.
Preso atto che la vicenda del MPS, oltre ad essere
costantemente fra i titoli principali dei quotidiani nazionali ed
internazionali è diventata anche un elemento di scontro elettorale che invece
di risolvere la problematica, la strumentalizza e ne accentua la complessità
finanziaria esponendo negativamente il nome della banca e la tradizionale
ricchezza di un patrimonio collettivo rappresentato fino ad oggi dal forte
legame fra Siena ed il territorio provinciale;
Assunto che ormai la magistratura ha evidenziato un fatto
chiaro e cioè che l’acquisizione di Antonveneta è stata effettuata ad un prezzo
superiore a quello di mercato;
Considerato che l’ex Management della Banca ed anche della
Fondazione sono costantemente a
disposizione della Magistratura, per cui è evidente che ci sono responsabilità
di occultamento di operazioni finanziarie che hanno nascosto o perlomeno
sottovalutato la portata negativa che
avrebbero avuto per l’intero Istituto e per il territorio le scelte effettuate
e quindi il disastroso indebitamento sia della Banca che della Fondazione;
Preso atto che l’intendo avuto dalla politica del territorio
di controllare la banca attraverso la Fondazione è completamente fallito e che
la privatizzazione voluta dal Governo nazionale ha chiaramente snaturato la
territorialità dell’Istituto esponendolo maldestramente alle speculazioni
finanziarie, fallendo perfino gli intendi privatistici di voler diventare terza banca italiana ed infine
avallando supinamente le scelte del
management e dei costosissimi Advisor che si sono succeduti negli anni;
Considerato che La Fondazione era il principale azionista
della Banca e per sostenere le scelte scellerate del Management è andata contro
lo statuto e si è dissanguata a differenza degli altri soci privati e perlomeno
da quanto risulta dai giornali, rispettando in pieno l’autonomia di cui
all’art. 7 dello Statuto ma molto poco gli altri dettati del Titolo III e IV;
Premesso che oggi è necessario, anzi indispensabile, agire in
maniera determinante e soprattutto rapida per cercare di trovare soluzioni di salvaguardia
della Fondazione MPS;
Premesso inoltre che chi guida la Fondazione, fino ad oggi
non ha messo in campo atti di responsabilità come le immediate dimissioni dei
componenti, tantomeno dimostrato atti di estraneità come quello di costituirsi
parte lesa nei confronti di chi ha condotto operazioni scellerate degli ultimi
anni ed infine chiedendo il risarcimento danni agli Advisor che nonostante le
parcelle milionarie non hanno saputo consigliare la Fondazione e la Banca rispetto
all’impedimento degli illeciti e degli errori finanziari di mercato;
PER QUANTO SOPRA
Il Consiglio Provinciale di Siena, invita tutti i nominati
della Fondazione, sia quelli di parte pubblica (Sindaco di Siena, Presidente
della Provincia, Comuni e Presidente della Regione), sia quelli di parte
religiosa (Vescovo) e sia quelli rispondenti alle realtà sociali di Siena
Università, Associazioni etc…) di
-
costituirsi
parte civile contro chi ha danneggiato la Banca in questi anni;
-
chiedere
il risarcimento danni agli Advisor ed ai consulenti che hanno padellato
vistosamente le consulenze finanziarie e di mercato per le quali hanno ricevuto
milioni di euro;
-
e
qualora non si ritenesse opportuno procedere a questi impegni, perlomeno
rassegnare le dimissioni dalla Fondazione lasciando agli organi consiliari
eletti dal popolo senese ed ai cittadini il compito di indicare le soluzioni
per evitare il peggioramento dell’immagine non solo della Banca ma di tutto il
territorio senese.
Siena 15/02/2013 Il
Capogruppo
Antonio Falcone
giovedì 24 gennaio 2013
O si sta con i lavoratori o si sta con il capitale. Altro che terze vie!
La vicenda MPS conferma il definitivo
fallimento della terza via e cioè il connubio pubblico-privato, il cosiddetto ibrido e quindi
quella stampella funzionale solo alla copertura della contraddizione storico-sociale
del nostro paese degli ultimi 30 anni: “come avrebbero potuto le forze anticapitaliste
governare un sistema che fa del profitto non solo l'accumulo ma addirittura si nutre del mercato
speculativo degli accumuli”.
Il paradosso continua con queste
parate di verginelle che si rincorrono come fossero nell’aia a giocare a
nascondiglio o alla ricerca affannosa del futuro colpevole, dimenticando che il vero
fallimento del MPS è da cercare nel mancato controllo della banca da parte della Fondazione
e quindi della città e della provincia. Troppo facile cercare capri espiatori
per la magistratura coprendo il madornale errore storico delle varie bolognine.
Si, proprio la Fondazione, questo strano istituto
nella quale sedevano sia maggioranza che opposizione, in una sorta di cerchio
che tutto faceva meno che controllare e/o capire cosa accadeva nella piazza distante
poche centinaia di metri dal Campo. L’azionista di maggioranza sotto il
controllo diretto dei nominati dalla politica e dalle istituzioni non è
riuscita nemmeno a salvare se stesso dalla miserevole figuraccia.
Attendiamo i responsi di chi è
chiamato ad indagare, è giusto che paga chi ha eventuali responsabilità
dirette, ma come possiamo ignorare che i partiti derivati dal PCI, liberati dal
fardello storico e progressista dell’anticapitalismo, hanno completamente
fallito nel pensare di ammorbidire il serpente a 5 teste e renderlo meno
velenoso. Il sistema finanziario mondiale, europeo e nazionale insegnano come
le speculazioni delle tante facce oligarchiche hanno necessità di rigenerarsi
ciclicamente accollando sempre sui più deboli la soma delle orge e dei vizi
del capitalismo e non ci sono controlli pubblici che reggono.
Ma allora perché continuare a
sognare e non ammettere che il capitalismo non si controlla e che la finanza
strozza sempre il più debole. Ma allora perché non ammettere che stare in mezzo
non serve più a nessuno. Quindi o di qua o di la. O si sta con i lavoratori o si
sta con il capitale. Altro che terze vie!
martedì 27 novembre 2012
Ciao Fraccero
Ciao Fraccero, ti voglio ricordare così, con una tua poesia dove non avevi previsto che i capi bastioni di Rifondazione non avrebbero retto e si sarebbero adagiati ai colori Arcobaleni, Arancioni e così via, dimenticando quella cosa che tu hai sempre cercato di costruire, il Progetto Comunista che aveva fondato Rifondazione, quell'idea, quel movimento che dalla polvere aveva ripreso quello straccio rosso, buttato dai "miglioristi" e lo aveva alzato per la speranza dei deboli. Oggi siamo ancora di meno, ma il tuo rigore e la tua grande forza comunista rimane con noi e per questo continueremo a portare quello straccio rosso, alto, con orgoglio e con amore. Hasta siempre compagno Fraccero!
sabato 24 novembre 2012
Bilancio 2011
Bilancio Gruppo Rifondazione-Comunisti
Italiani Consiglio Provinciale di Siena anno 2011
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MOTIVAZIONE
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QUANTITA’
|
ENTRATA
|
USCITA
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NOTE
|
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ORE DI PRESENZE A CONSIGLIO
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111
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ORE DI PRESENZA A
COMMISSIONI
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446
|
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ORE DI PRESENZE LAVORI DI
GRUPPO
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175
|
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|
ORE TOTALI DI ASSENZA DAL
LAVORO
|
732
|
|
7.320,00
|
(c.o. p.i 25€)
|
|
GETTONI DI PRESENZA
|
|
5.433,62
|
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INCIDENZA SU IRPEF
|
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(10%) 732,00
|
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SPESE TELEFONICHE
|
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150,00
|
RICARICHE
|
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SPESE INIZIATIVE POLITICHE
DI PARTITO
E DI GRUPPO (VITTO E
VIAGGI)
|
|
|
1.500,00
|
|
|
CONTRIBUTI
|
|
|
500,00
|
PRC
|
|
TOTALI
|
|
5.433,62
|
10.202,00
|
-4.768,38
|
lunedì 17 settembre 2012
Revisione della spesa e diritti acquisiti
OGGETTO: OdG “Revisione della spesa e diritti acquisiti”.
Premesso che:
la spesa pubblica italiana ammonta a circa 800 miliardi di euro all’anno, di cui gran parte di questa somma se ne va in stipendi e pensioni ed una parte importante è assorbita anche da sprechi di diversa natura e differente livello;
la ricchezza dei cittadini ammonta a circa 8.600 miliardi di euro e quindi fortemente superiore sia alla spesa pubblica che al debito pubblico;
se ci fermiamo e non produciamo più ricchezza ci resta un’autonomia di spesa pubblica di oltre 10 anni;
se consideriamo, quanto, ognuno di noi, a netto delle ingiustizie sociali, riceve in termini di servizi dallo stato e dagli enti locali, il rapporto è fortemente sbilanciato, per cui la spesa pubblica andrebbe aumentata invece che diminuita.
Considerato che:
l’indebitamento pubblico è a favore dei privati e quindi di soggetti (banche, istituti finanziari etc..) che oltre ad usufruire dei servizi pubblici, fanno attività speculativa con la ricchezza degli italiani trasformata in titoli esposti anche sul piano internazionale;
l’attività speculativa è
l’indebitamento sono un terreno di gioco delle classi ricche e dei poteri
finanziari di questo paese, anche perché per le piccole aziende e per i
cittadini in difficoltà l’accesso al credito è quasi vietato.
considerato inoltre:
che il management sia pubblico che
privato, fra l’altro ultra pagato anche in termini di rispetto della dignità
delle persone, perché spesso la forbice fra lo stipendio di un operaio o una
badante e quello di un manager supera il rapporto 1 a 1000;
che i risultati di questo
management, sia in termini di produzione di servizi che di risparmio per quanto
riguarda il pubblico e sia in termini di produzione di ricchezza e di
miglioramento delle aziende, per quanto riguarda il privato, negli ultimi 20
anni sono stati decisamente negativi;
preso atto che:
l’aumento della benzina è stato di
oltre 50 centesimi, in poco più di 12 mesi, inoltre, le tasse e l’aumento
indiscriminato dei prelievi, che insieme
all’allungamento dell’età pensionabile, hanno leso i diritti acquisiti
delle persone, che si sono viste interrotti o perlomeno modificati tutti i
progetti di vita e per alcuni anche dopo aver maturato 40 anni di attività
lavorativa;
ulteriori tagli ed aumenti e/o
accorpamenti istituzionali e soppressioni di distaccamenti territoriali, come
nel caso dei tribunali minori (fra l’altro decreto firmato dal ministro Nitto
Palma su ordine di Berlusconi e come favore all’Associazione Nazionale
Magistrati), graverebbero in maniera forte, soprattutto per gli allungamenti
dei tragitti e quindi del costo della mobilità (costo del carburante
insopportabile e disservizi di treni e pullman pendolari ormai arrivati
all’inverosimile). Siamo arrivati al punto di dover interrompere la possibilità
di far fronte agli impegni lavorativi, perché andare al lavoro è diventato più
costoso che stare a casa, con l’immaginabile caos che né potrebbe derivare,
oltre, naturalmente alla debacle del sistema dei diritti ed in primis di quelli
dei più deboli.
il Consiglio provinciale di Siena chiede
al governo, alle regioni ed al Parlamento di:
- interrompere
tutti gli atti che stanno peggiorando le condizioni di vita dei cittadini e la
qualità dei servizi erogati;
- interrompere
le operazioni di revisione della spesa pubblica e dei tagli indiscriminat
- di
tassare dell’80% il reddito netto di ogni persone fisica eccedente i 40.000,00
euro l’anno o il corrispondente mensile sia esso da dipendente, consulente e/o qualsiasi
forma di rapporto con gli enti pubblici quali RAI, ENTI STATALI, REGIONI,
PROVINCE, COMUNI, AZIENDE MUNICIPALIZZATE, PARTECIPATE ETC…;
- di
tassare del 78% il reddito netto di ogni persone fisica eccedente i 40.000,00
euro l’anno o il corrispondente mensile sia essa dipendente, consulente o
aventi rapporto con qualsiasi azienda, società sportiva e istituto privato che
lavori, dimori e/o comunque ha riferimenti sul territorio italiano;
- di
tassare del 75% il reddito netto di ogni persone fisica eccedente i 40.000,00
euro l’anno o il corrispondente mensile proveniente da pensione derivante da
qualsiasi istituto di previdenza o assicurazione pubblica o privata, erogata
e/o percepita sul territorio italiano;
- mettere
in atto un piano triennale di recupero della spesa e di eliminazione degli
sprechi concertato fra tutti i soggetti pubblici rappresentati da eletti del
popolo;
- sostenere
e fortificare tutti gli strumenti atti al recupero dell’evasione fiscale ed
alla lotta contro il trasferimento di ricchezza oltre i confini del territorio
nazionale;
- concertare
insieme agli altri stati membri dell’Europa strumenti che tutelano i diritti
del lavoro e della sicurezza, oltre che di marchi che garantiscono la qualità
dei prodotti che entrano a concorrere commercialmente sul territorio dello
Stato e degli Stati dell’Unione;
- costituire
fondi di solidarietà in tutti gli Enti, esclusi dal patto di stabilità ed aperti
al contributo di tutti i cittadini e finalizzati al sostegno immediato delle
persone impossibilitate a garantirsi con il proprio reddito il minimo vitale
indispensabile.
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